"La gara non è stata fatta a regola d’arte, il contratto con l’acquirente è stato firmato prima del confronto con i sindacati e il piano ambientale non è soddisfacente. Io sto cercando di mettere insieme tutte le sensibilità non per decidere, perché quello di stamattina non è il tavolo decisionale ma serve per esporre il nuovo piano di ArcelorMittal su cui dovremmo discutere ancora”. A dirlo è il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro Luigi Di Maio, ospite di Omnibus a La7, rispetto alle polemiche sul tavolo Ilva convocato lunedì alle 10. “Per anni intere parti del Paese sono state ignorate, noi abbiamo iniziato ad ascoltarle”, ha aggiunto.

Di Maio ha convocato 62 delegazioni al ministero: ArcelorMittal, i commissari governativi dell'Ilva, i sindacati (non solo Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm e Usb), i sindaci di tutti i Comuni sedi di complessi Ilva, Assofermet (l'Associazione nazionale delle imprese legate al mondo degli acciai e dei metalli), gli ambientalisti di Peacelink, la Confindustria di Taranto e di Genova, i presidenti delle regioni Puglia, Liguria e Piemonte e anche associazioni dei consumatori e comitati locali.

Lo scopo dell'incontro è la presentazione delle modifiche sul fronte occupazione e ambiente preparate da ArcelorMittal, dopo l'insoddisfazione espressa da Di Maio per le precedenti proposte. A complicare la situazione sono intervenuti poi i rilievi mossi dall'Autorità Anticorruzione sul processo di aggiudicazione dell'Ilva e il conseguente avvio da parte di Di Maio del procedimento per l’eventuale annullamento della gara entro 30 giorni.

Critico il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, del Partito Democratico. In una nota ha scritto: "Poco dopo le 21:30 di sabato l'invito al tavolo Ilva del 30 luglio è stato revisionato, non integrandolo magari coi parlamentari ionici, ma estendendolo addirittura ad una serie di sigle pseudo associative e comitati, tra i quali si rinvengono quelle delle aggressioni in prefettura nel giorno dell'ultimo tragico incidente nello stabilimento, sigle dunque spesso inclini al dileggio delle istituzioni, sigle che hanno parte della responsabilità di aver lacerato la comunità ionica in questi anni. Il Comune di Taranto non parteciperà a nuove iniziative in questa forma". L'Amministrazione, ha specificato, non vuole avere a che fare con il "dilettantismo spaccone, che il ministro Di Maio ci spaccerà sicuramente per trasparenza e democrazia, ma in realtà è solo una sceneggiatura ben congegnata per coprire il vuoto di proposte e di coraggio". Per questo "il presidente della Provincia di Taranto, i sindaci di Taranto, Statte e Montemesola, Confindustria Taranto e quelle organizzazioni sindacali che hanno deciso di non partecipare al tavolo romano su Ilva si ritroveranno in conferenza stampa lunedì 30 luglio alle ore 10:00 a Palazzo di Città di Taranto".

Già domenica Di Maio aveva replicato con un post su Facebook:

Il tavolo sull’Ilva di domani è stato convocato perché Arcelor Mittal ha chiesto di poter illustrare a tutti gli stakeholder le proprie proposte. Per me hanno diritto a partecipare tutte le rappresentanze dei cittadini coinvolti, incluse le associazioni e i comitati che in questi anni hanno svolto un ruolo essenziale. Ed è per questo che li ho invitati. Il tavolo non è stato convocato per trasformarsi in un club privato dove si discute nell’oscurità. Tutto deve essere trasparente perché tutti devono prendersi le responsabilità di ciò che propongono. Stiamo parlando del futuro di migliaia di cittadini e lavoratori, chi preferisce può liberamente scegliere di non partecipare. Da ministro lo accetto, ma ne trarrò le dovute conseguenze. È finita l’epoca delle riunioni che escludono i cittadini da qualsiasi tipo di discussione. Il nostro metodo è un altro. Fa rima con partecipazione e trasparenza. Gli altri metodi, sbagliati, e i vecchi schemi mentali ci hanno portato dove siamo oggi e non ripeteremo gli errori di chi ci ha preceduto.

Fra gli amministratori locali l'unico a sostenere la decisione del ministro è il presidente della regione Puglia Michele Emiliano: "A chi fa paura la presenza dei cittadini ai tavoli istituzionali ai quali col governo del @pdnetwork non era ammessa neanche la @RegionePuglia?". Nella mattinata del lunedì, postando una sua foto sul treno per Roma, ha parlato di "giornata importante".

Sulla questione ha detto la sua anche ArcelorMittal che ha dichiarato: "In merito alla comunicazione con cui ieri il ministero ha allargato ad un ampio numero di soggetti privati il tavolo istituzionale convocato per lunedì, teniamo a precisare che la nostra società non era stata messa previamente al corrente di tale decisione, che quindi anche per noi è del tutto inattesa. Siamo aperti al dialogo con tutti i portatori d’interesse e che questo avvenga nel rispetto delle istituzioni in un percorso condiviso, consono e costruttivo", per questo "sarebbe utile avere al tavolo anche il ministero dell’Ambiente ed i tecnici del governo che hanno lavorato alla loro controproposta, i quali sono ovviamente portatori di un interesse qualificato in ragione del tema oggetto dell’incontro".

Perplessità anche da parte dei sindacati più importanti. Per la leader Fiom Francesca Re David, "siamo davanti ad un tavolo che oggettivamente potrà essere solo informativo. È quindi importante che si concluda con l’indicazione di un percorso certo. C’è un clima di forte incertezza, c’è sempre stata a cominciare dal fatto che il sindacato non ha mai conosciuto il testo del contratto tra Mittal e governo per finire ai rapporti del ministero con le istituzioni locali. Ma bisogna comunque andare avanti visto che Di Maio ha deciso di portare avanti i confronti in parallelo ai responsi attesi". Per Marco Bentivogli della Fim, "il rischio è quello di una passerella. E quello di domani mi sembra più un atto dovuto per dire che la riunione c’è stata che un confronto vero", specificando di non volersi "sedere accanto a chi ha sputato sulle istituzioni. Il ministro deve farsi garante del fatto che lo squadrismo sia lontano dalle sedi istituzionali". Per il segretario generale della Uilm, Rocco Paolmbella, "sarà un incontro decisivo, vetrina o passerella quello che sarà, noi chiederemo, visto che Di Maio ha già espresso sulla parte ambientale un giudizio parzialmente positivo, di avviare da subito il confronto sul piano industriale e occupazionale. Possibilità di acquirenti alternativi non ci sono e chi, a fronte di una intesa che preveda zero esuberi e garanzie occupazionali per tutti i lavoratori, vorrà andare avanti sull’ipotesi di annullamento se ne dovrà assumere tutte le responsabilità".

Al termine dell'incontro per Di Maio i miglioramenti non sono ancora soddisfacenti

"Ho chiesto ad ArcelorMittal dei miglioramenti sul piano ambientale e occupazionale e per me non sono ancora soddisfacenti". Questo è il giudizio espresso dal ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, al termine del tavolo sull'Ilva. "Se il governo precedente ha sbagliato la gara, si prende una responsabilità senza precedenti. Io mi auguro che non sia così, ma sono in corso verifiche tecniche", ha aggiunto e, in caso di responsabilità gravi, "porto tutte le carte in procura".

Secondo il documento presentato da ArcelorMittal all'incontro, rivelato dal "Sole 24 Ore", si prevede una riduzione del 15%, entro il 2023, delle emissioni di anidride carbonica per tonnellata di acciaio liquido rispetto ai dati del 2017.  L'azienda si impegna a "mantenere la produzione dell'acciaieria a ciclo integrato ad un livello non eccedente gli 8 milioni di tonnellate di acciaio liquido annue. C'è inoltre la possibilità di incrementare ulteriormente tale livello produttivo mediante l'impiego, per la realizzazione dei volumi produttivi addizionali, di processi di produzione a basso utilizzo di carbone (quali processi di produzione a base di gas naturale), verificate le relative condizioni di sostenibilità tecnica ed economica". Altro impegno è quello di "elaborare e trasmettere alle Concedenti, ogni due anni, uno studio di fattibilità in merito all'implementazione presso lo stabilimento di Taranto di processi di produzione alimentati a gas naturale – nonché di processi alternativi di produzione a basso utilizzo di carbone – basato sui criteri del Contratto e recante puntuale indicazione del prezzo del gas naturale e/o delle altre risorse alternative impiegate che renderebbero sostenibile l'implementazione delle tecnologie considerate". Inoltre si procederebbe ad "accelerare ulteriormente il completamento della copertura dei parchi, per eliminare il più presto possibile queste fonti inquinanti nonché gli eventi critici che accadono durante i Wind Days". Si tratterebbe di un anticipo di almeno 18 mesi della fine dei lavori per la copertura dei parchi di minerale ferroso, mentre per i parchi di carbone di almeno 13 mesi.