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Ilaria Salis perquisita a Roma smentisce la Questura: “Evidente correlazione con corteo No Kings”

Controllo all’alba nella stanza d’albergo dell’europarlamentare Ilaria Salis: la Questura parla di atto dovuto su segnalazione internazionale, ma lei smentisce e denuncia domande legate alla manifestazione: “Mi hanno chiesto se sarei andata in piazza” e “se ho libri pericolosi”: per Salis è “un’intimidazione”.
Intervista a Ilaria Salis
Europarlamentare
A cura di Francesca Moriero
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Un controllo della polizia all'alba nella sua stanza d'albergo a Roma, durato oltre un'ora, con domande sulla partecipazione alla manifestazione "No Kings" e sulla presenza di eventuali oggetti pericolosi. È quanto denuncia Ilaria Salis, che parla di un episodio "intimidatorio". Una versione che si scontra però con quella della Questura di Roma, che esclude perquisizioni e collegamenti con il corteo, definendo l'intervento un "atto dovuto" su segnalazione internazionale.

Due versioni che non combaciano

Non una semplice verifica formale, ma un controllo che, nei fatti e nelle domande poste, rimanderebbe direttamente alla manifestazione "No Kings", prevista per oggi pomeriggio. È questa la versione che Ilaria Salis affida a Fanpage.it dopo la nota diffusa dalla Questura di Roma, che invece esclude qualsiasi collegamento con il corteo e parla di un "atto dovuto" su segnalazione internazionale, nell'ambito dei canali di cooperazione Area Schengen. Secondo quanto precisato dalla Questura, il controllo, infatti, richiesto da un Paese europeo, indicato come la Germania, non sarebbe stato deciso autonomamente dalla polizia italiana e non avrebbe comportato alcuna perquisizione: gli agenti si sarebbero limitati a chiedere i documenti, interrompendo ogni verifica una volta riconosciuta l'europarlamentare.

"Mi hanno chiesto se avessi oggetti pericolosi, ho risposto: dei libri"

Una ricostruzione che però Salis contesta punto per punto: "Mi hanno chiesto se sarei andata alla manifestazione di oggi e se avevo partecipato in passato ad altre manifestazioni di questo tipo", racconta a Fanpage.it. Domande che, nella sua lettura, rendono difficile sostenere l'assenza di un collegamento con il contesto politico della giornata. Non solo. Durante il controllo, riferisce ancora l'europarlamentare, le sarebbe stato chiesto anche se avesse con sé oggetti pericolosi: "Ho dei libri, non so se si possono considerare oggetti pericolosi", avrebbe risposto lei, sottolineando l'incongruenza tra la natura del controllo descritto dalla Questura e il tipo di interlocuzione avuta con gli agenti.

L'elemento temporale

Ci sarebbe poi un altro elemento temporale che, secondo l'eurodeputata, rafforzerebbe i dubbi: "Sono arrivata a Roma giovedì sera, era il secondo giorno che dormivo in quell'hotel. Se c'è una segnalazione per cui dovevano controllarmi, perché non sono venuti venerdì mattina e vengono oggi? L'hotel dovrebbe trasmettere dove sono in tempo reale, quindi non mi torna". Da qui la conclusione: "Se fanno questo tipo di controlli preventivi a un parlamentare, figurati a un normale cittadino o a una normale cittadina che ha tutto il diritto di andare in piazza a protestare. Sembra proprio un'intimidazione".

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