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Referendum sulla giustizia 2026

Progetto per sostenere il Sì al referendum nelle scuole, Valditara sotto attacco: “Ministero non c’entra”

Bufera su un progetto pensato per le scuole superiori, promosso dall’Unione delle Camere Penali di Catanzaro, che prevede incontri sul tema della Giustizia in classe, con l’esplicito intento di sostenere le ragioni del Sì sul referendum del 22 e 23 marzo sulla separazione delle carriere. Pd e M5s presentano interrogazioni parlamentari. Il ministro Valditara: “Nessun accordo con il ministero”.
A cura di Annalisa Cangemi
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C'è un progetto per le scuole, intitolato ‘Il diritto di avere diritti', che è stato promosso dall'Unione delle Camere Penali di Catanzaro, che prevede attività formative rivolte agli studenti delle superiori su temi costituzionali e di educazione alla legalità, che è finito al centro delle polemiche.

Il ministro dell'Istruzione Valditara è stato contestato perché accusato di aver firmato la convenzione, siglata dall'Osservatorio MIUR, dall'Osservatorio Giovani e dal Consiglio direttivo della Camera penale ‘Alfredo Cantàfora' di Catanzaro, che prevede incontri, da concordare con il dirigente scolastico, per la durata complessiva di 4 ore, hanno l'obiettivo di approfondire temi come il diritto di difesa, il principio di legalità il principio di personalità della responsabilità penale, di non colpevolezza, la funzione della pena, il giusto processo, nonché il tema della separazione delle carriere, su cui i cittadini sono chiamati a esprimersi i prossimi 22 e 23 marzo.

Il progetto, si legge nel programma che riassume le finalità dell'iniziativa, reperibile online, di propone di "fornire agli studenti un’informazione corretta sui valori costituzionali che regolano il sistema penale, sulla funzione del processo, sul ruolo dei suoi protagonisti e sui principi che lo presiedono", ed è rivolto "alle ultime tre classi degli Istituti Superiori di secondo grado collocati all’interno del distretto di Catanzaro". 

"Al termine degli incontri – si legge ancora nel programma – le classi che avranno preso parte agli eventi didattici potranno svolgere un’attività di laboratorio di classe (nella forma del tema o dell’articolo di giornale), avente ad oggetto le nozioni acquisite durante le due giornate dedicate alla sensibilizzazione e alle tematiche del diritto. Tra le attività di laboratorio verrà, successivamente, premiato il miglior lavoro con la possibilità di assistere ad un’udienza istruttoria presso il Tribunale di Catanzaro".

Ma il punto più problematico si trova al termine del documento, dove c'è scritto nero su bianco che si farà campagna nelle classi per sensibilizzare gli studenti al Sì sul referendum sulla riforma della Giustizia: "gli osservatori organizzeranno eventi sociali e di convialità; forum per esporre problematiche dei Giovani Avvocati, nonché campagne pubblicitarie e slogan che mettano in luce, per la comunità tutta, le ragioni del SI sul referendum della Giustizia". Non c'è alcun riferimento alle ragioni del No al referendum e non si prevede alcuna informazione a sostegno di questa posizione. Il programma lascia intendere in modo inequivocabile il posizionamento dei relatori che parteciperanno agli incontri.

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In un primo momento sembrava che il progetto fosse frutto di una convenzione con Viale Trastevere. La Camera Penale di Catanzaro ha poi spiegato l'equivoco: l'Osservatorio Miur della Camera Penale di Catanzaro non è un organismo ministeriale, ma un organo interno all'associazione, formato da avvocati penalisti. Come è noto, le Camere penali sono a favore del Sì sulla separazione delle carriere. Resta chiaramente il nodo della campagna referendaria: è corretto fare informazione per spiegare le ragioni del Sì senza dare agli studenti l'opportunità di comprendere anche le ragioni del No alla riforma?

Il ministro Valditara: "L'accordo è una bufala"

"L'accordo fra Ministero dell'Istruzione e del Merito e Camera penale di Catanzaro per fare propaganda nelle scuole a favore del Sì al Referendum sulla riforma della giustizia è una ‘bufala'. Chissà se chi ha diffuso questa notizia, in alcuni casi con tanto di mia foto in evidenza, avrà l'onestà di riconoscere il proprio errore", ha scritto il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara in una nota.

Il chiarimento della Camera Penale di Catanzaro: "Nessuna convenzione con il ministero

"La Camera Penale di Catanzaro interviene per chiarire la nota diffusa dalla sezione locale dell'Associazione Nazionale Magistrati (Anm), rimbalzata ieri su giornali locali e nazionali, che descrive in modo inesatto le attività formative svolte dai nostri avvocati nell'ambito del progetto ‘Il diritto di avere diritti'", si legge in una nota della Camera Pena di Catanzaro che evidenza come "la confusione mediatica generata dall'equivoco di fondo in cui è incorsa l'Anm impone una immediata replica per fare chiarezza e arginare derive speculative già in atto".

"Non esiste alcun protocollo o accordo con il Ministero dell'Istruzione e del Merito (Mim), e l'Osservatorio Miur della Camera Penale di Catanzaro non è un organismo ministeriale, – spiega la nota – bensì un organo interno all'associazione, composto da avvocati penalisti. Il documento che circola, che è stato confuso con un fantomatico protocollo, è in realtà il programma biennale dell'Osservatorio territoriale della Camera Penale, elaborato nell'ambito delle attività interne, e non prevede alcun accordo con il Mim. Questo chiarisce il livello di approssimazione con cui sono state diffuse le ricostruzioni. Si ricorda che la Camera Penale è un'associazione federata all'Unione delle Camere Penali Italiane (Ucpi), che da anni ha un protocollo nazionale con il Ministero dell'Istruzione, finalizzato a promuovere iniziative di educazione alla legalità e alla cultura costituzionale nelle scuole secondarie".

"Il progetto ‘Il diritto di avere diritti' è un'iniziativa interna alla Camera Penale, realizzata dai suoi organi, in particolare dall'Osservatorio Miur e dall'Osservatorio Giovani, – recita la nota – coerente con le attività formative storicamente promosse dall'associazione. Prevede incontri didattici rivolti agli studenti delle scuole secondarie, articolati in due moduli di due ore ciascuno: il primo sui principi costituzionali fondamentali del sistema penale, il secondo sul giusto processo ex art. 111 della Costituzione, con simulazioni pratiche. Data l'attualità del tema, il modulo sul giusto processo viene arricchito da un approfondimento sulla separazione delle carriere, coerente con il programma territoriale dell'Osservatorio e finalizzato a offrire agli studenti una visione completa e concreta del sistema giudiziario. Al termine degli incontri, gli studenti possono elaborare riflessioni critiche sui temi trattati, esercitando liberamente il proprio pensiero. Questa attività fa parte integrante del progetto ed è un normale esercizio di libertà democratica e di educazione alla legalità".

La sottosegretaria Frassinetti: "Nessun protocollo firmato dal ministero"

La sottosegretario all'Istruzione Paola Frassinetti ha fatto sapere che non ci sarebbe alcun legame tra il ministero e l'iniziativa per le scuole di Catanzaro. In "alle polemiche e strumentalizzazioni su un presunto protocollo o accordo tra ministero dell'Istruzione e del Merito e Camera penale di Catanzaro riguardo al progetto ‘Il diritto di avere diritti', per altro già smentito ufficialmente dalla Camera penale stessa, ribadisco che si tratta di un'attività che non riguarda in alcun modo il ministero dell'Istruzione e del Merito. Si precisa che non esiste alcun protocollo tra ministero dell'Istruzione e del Merito e Camera penale di Catanzaro e che l'Osservatorio Miur non è un organo ministeriale, bensì un organo interno all'associazione, composto da avvocati penalisti", ha dichiarato l'esponente del governo.

Gli studenti contro Valditara

La Rete studenti Medi ha puntato il dito contro quella che considera un'operazione di propaganda nelle scuole in vista del voto del 22 e 23 marzo prossimi: "Apprendiamo dalla stampa quanto sta accadendo a Catanzaro, dove il comitato per il Sì sta entrando nelle scuole per indottrinare gli studenti in vista del referendum. L’osservatorio MIUR, infatti, insieme all’osservatorio Giovani e il consiglio direttivo della Camera penale Alfredo Catànfora hanno firmato un progetto, con l’obiettivo di sensibilizzare ‘alle tematiche del diritto le ultime tre classi degli istituti superiori di secondo grado'.

"Un’operazione di propaganda in vista del referendum, come è scritto nero su bianco nel testo del progetto: ‘l’attenzione ricadrà sul tema della separazione delle carriere', ‘Gli osservatori organizzeranno eventi sociali, forum nonché campagne pubblicitarie e slogan che mettano in luce, per la comunità tutta, le ragioni del Sì sul referendum della Giustizia'".

Per gli studenti di tratta di "Una propaganda monovoce da parte del Governo, che qualche mese fa diramava una circolare sulla par condicio per parlare di Gaza nelle scuole", ha detto Bianca Piergentili, coordinatrice regionale della Rete degli Studenti Medi del Lazio. "Un vergognoso doppiogiochismo da parte di Meloni, che invece di utilizzare le scuole per invitare al voto le nuove generazioni, spiegando in maniera neutra le ragioni del voto, sceglie di fare propaganda per la propria parte. Noi non ci spaventiamo. La propaganda che sta facendo il governo è ridicola e vergognosa. Gli studenti sanno da che parte stare: voteremo no per tutelare la nostra democrazia e la Costituzione".

Il Pd al ministro: "Valditara deve delle spiegazioni"

Per il Pd "si tratta almeno formalmente, di un progetto istituzionale che dovrebbe limitarsi all'illustrazione dei principi del processo penale e delle garanzie costituzionali. Eppure, nello stesso documento ufficiale, compare un riferimento del tutto improprio e allarmante all'organizzazione di campagne pubblicitarie, slogan ed eventi a sostegno del "SÌ" al referendum sulla giustizia. Un elemento che non rientra in alcun modo tra le finalità della convenzione nazionale sottoscritta dall'Unione delle Camere Penali Italiane con il Ministero, né tra gli obiettivi dell'educazione civica, e che solleva una domanda inevitabile: è normale fare propaganda politica, per di più referendaria, utilizzando progetti che operano dentro le scuole?" si domandano Irene Manzi e Debora Serracchiani, della segreteria nazionale del Pd.

"Siamo di fronte a un fatto grave e inaccettabile – hanno sottolineato – La scuola non può diventare lo strumento attraverso cui, nel pieno della campagna referendaria, vengono veicolate posizioni di parte, senza contraddittorio, sfruttando la copertura di un progetto ministeriale. L'educazione alla legalità non può essere piegata a interessi di parte, né trasformata in una campagna elettorale mascherata. Per queste presenteremo una interrogazione al Ministro Valditara, per sapere se il Ministero – attraverso l'Ufficio scolastico regionale di riferimento – sia a conoscenza dei contenuti del progetto e se ritenga compatibile con il ruolo della scuola la promozione di posizioni di parte, senza contraddittorio, nel corso della campagna referendaria. Valditara deve delle spiegazioni. La scuola deve restare un luogo di formazione critica, pluralista e neutrale. Ogni altra deriva è un attacco alla sua credibilità e alla sua funzione".

Il M5s presenta un'interrogazione al ministro

"La scuola pubblica non può e non deve mai diventare un luogo di propaganda politica o referendaria. È uno spazio di formazione critica, pluralista e autonoma, non uno strumento di orientamento di parte", ha dichiarato Alfonso Colucci, deputato del Movimento 5 Stelle, che ha presentato un'interrogazione a risposta scritta al ministro dell'istruzione in merito al  progetto promosso dall'Unione delle Camere Penali di Catanzaro, realizzato nell'ambito di una convenzione con il ministero e rivolto agli studenti delle scuole secondarie superiori.

"Da quanto emerge dalla documentazione – spiega Colucci – il progetto, presentato come iniziativa di educazione alla legalità e alla cultura costituzionale, conterrebbe riferimenti ad attività riconducibili a campagne comunicative, slogan ed eventi legati al sostegno di una specifica opzione referendaria, in particolare al ‘Sì' sul referendum sulla giustizia. Se confermato, saremmo di fronte a una commistione inaccettabile tra attività formativa e propaganda politica".

Anche comitato per il No chiede chiarimenti a Valditara

"Ci aspettiamo un chiarimento dal ministero dell'Istruzione in merito a quanto dichiarato dalle Camere penali di Catanzaro, che hanno messo nero su bianco un progetto per promuovere le sole ragioni del Sì al referendum sulla legge Nordio all'interno degli istituti scolastici del distretto. Se confermato, si tratterebbe di un uso proprietario della scuola pubblica, che metterebbe in discussione le regole democratiche a partire proprio dalle loro fondamenta", si legge in una nota Enrico Grosso, presidente onorario del Comitato ‘Giusto Dire No'.

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