“Il Piano per la casa di Meloni è una presa in giro, solo propaganda per le Regionali”

Nel suo intervento al Meeting di Rimini, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha lanciato un annuncio con pochi dettagli: "Una delle priorità su cui vogliamo lavorare insieme a Salvini è un grande Piano casa con affitti a prezzi calmierati per le giovani coppie, perché senza una casa è molto più difficile costruire una famiglia", ha detto, presentando l'iniziativa come un modo per aumentare la natalità. Fanpage.it ha interpellato Mattia Santarelli, presidente del comitato nazionale Ma quale casa che chiede di inserire in Costituzione il diritto all'abitare.
Per il poco che si sa finora, cosa ne pensate del piano di Meloni?
Il fatto stesso che non si sappia ancora quasi nulla è indicativo. Il punto è politico.
Cioè?
All'inizio del mandato di questo governo, Salvini proclamò che questo Paese aveva finalmente un piano per la casa. Finora abbiamo visto solo un gigantesco piano di condoni: non un euro di finanziamenti, nessuna visione, non si è parlato di housing sociale, né di alloggi residenziali pubblici, né di riqualificazione degli spazi. Un piano vuoto.
Oggi, con diverse elezioni regionali alle porte, la situazione cambia: di colpo la stessa presidente del Consiglio, insieme al ministro competente, si sente in dovere di annunciare che stanno preparando un altro piano per la casa. Salvini da anni dice che nel suo ministero c'è un tavolo permanente convocato sul tema, che avrebbe dovuto risolvere praticamente tutti i problemi abitativi del Paese: e solo ora, dopo tre anni di governo, se ne escono per la prima volta con un piano, ancora molto fumoso. Addirittura solo per le giovani coppie.

È un annuncio di comodo in vista delle elezioni?
Uno spot elettorale, sì. Come lo era la Zes unica al Sud, come lo sono state tante sue uscite in questi anni. Uno spot che serve a Meloni per cercare di recuperare terreno nelle Regioni in cui, evidentemente, si sente in difficoltà (penso alle Marche).
Uno dei primi atti di questo governo è stato definanziare il Fondo affitti per la morosità incolpevole. Perché dovremmo pensare che invece su questo Piano casa metteranno dei soldi? Che di colpo abbiano avuto un'idea per le politiche abitative? È una presa in giro.
È un male concentrarsi sulle giovani coppie?
Le giovani coppie sono solo una fetta delle persone colpite dall'emergenza abitativa. E nemmeno la più ampia. Basta pensare ai quasi sei milioni di persone che vivono in povertà assoluta: spesso sono famiglie molto numerose che abitano in appartamenti molto piccoli; oppure persone single, disoccupate o con un lavoro pagato pochissimo. Numericamente, le giovani coppie in difficoltà sono una parte marginale del problema. Dicono di voler puntare su di loro per sostenere la natalità, ma il sistema non può occuparsi di una sola categoria.
Cosa servirebbe, invece?
Il nostro Paese investe nell'edilizia pubblica lo 0,5% del Pil. Per fare un paragone, investiamo in armi l'1,5% (che nei prossimi anni salirà fino al 3,5%). Il primo passo dovrebbe essere aumentare i fondi, e di parecchio. Una volta che gli investimenti salgono, magari all'1% o all'1,5% del Pil, allora si può anche decidere di aiutare di più certe categorie, che siano le coppie, gli studenti o altre ancora. Ma al momento servono semplicemente più soldi per dare un tetto sopra la testa a chi un tetto sopra la testa non riesce ad averlo.
Il ministro Salvini ha detto anche che entro giugno 2026 chiuderanno i cantieri per recuperare circa 15mila alloggi popolari. È un bene?
Io sarei ben contento se completassero davvero i lavori, se riqualificassero decine di migliaia di alloggi popolari e aprissero i bandi e aggiornassero le graduatorie per l'assegnazione. Vorrebbe dire che stiamo facendo la stessa battaglia. Ma bisogna guardare a cosa ha fatto il governo finora. Definanziato, tagliato, fatto proclami e varato misure incoerenti con questo obiettivo.
Salvini è lo stesso ministro che per risolvere il problema della mancanza di alloggi studenteschi ha reso abitabili anche i garage da nove metri quadrati. Con l'unico risultato di alzare ancora di più i prezzi del mercato immobiliare, perché se ora un garage lo puoi affittare come monolocale a 400 euro al mese, l'appartamento che sta un paio di piani sopra lo potrai mettere come minimo a 700 euro. Quindi, se inizieranno a occuparsi per davvero di case popolari, bene. Ma le speranze sono poche.