Un piano del Viminale per riportare i migranti a casa prevede l'impiego di somme di denaro, per consentire, a chi vuole, di rientrare a spese nostre in patria. È quanto emerso dopo l'incontro di ieri a Tunisi con gli Stati africani, a cui ha partecipato anche il ministro degli Interni Marco Minniti. Durante il suo intervento alla riunione del gruppo di contatto Europa-Africa ha detto che "È possibile pensare a condizioni di accoglienza in Libia nel rispetto dei diritti umani ed è possibile pensare anche a dei rimpatri volontari assistiti verso i Paesi di provenienza". 

Al summit erano presenti anche i ministri dell'Interno di Algeria, Austria, Ciad, Egitto, Francia, Germania, Libia, Mali, Malta, Niger, Slovenia, Svizzera e Tunisia, con l'aggiunta dell'Estonia che detiene la presidenza di turno dell'Ue e il commissario europeo per la Migrazione e gli affari interni, Dimitris Avramopoulos, nonché i rappresentanti dell'Organizzazione mondiale per le migrazioni (Oim), dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) e delle Nazioni Unite.

Come ha riportato il Messaggero, finora sono 5000 le persone che hanno scelto di usufruire dei rimpatri volontari assistiti, sotto il controllo dell'Oim. L'idea del Viminale è quella di disincentivare le partenze dalla coste africane. Per i migranti che scelgono di non partire saranno infatti destinati circa 3000 euro, cioè 500 più il biglietto aereo per il rimpatrio. Una volta rientrati l'Oim non li abbandonerebbe: i migranti sarebbero seguiti durante la creazione e l'avvio di un'attività commerciale. Minniti ha ricordato che per controllare i flussi nel Mediterraneo un opzione è proprio dare un'alternativa concreta di vita a chi ha attraversato il deserto.

La strategia potrebbe funzionare con le risorse economiche stanziate: si tratta di 200 milioni di euro che l'Europa ha già messo a disposizione, ma la somma potrebbe salire, visto che altri Stati si sono detti disponibili a collaborare, dalla Germania all'Estonia.

L'intenzione di incrementare i rimpatri volontari assistiti non è nuova. Già nell'ottobre 2016 durante il G6, i ministri degli Interni Alfano, Thomas De Maiziere (Germania) e Bernard Cazeneuve (Francia), si erano mossi in questa direzione, siglando un accordo per elaborare un piano di rimpatri volontari assistiti. Ma le cifre non sono mai decollate. Ad aprile 2017 infatti, il Consiglio italiano per i rifugiati, denunciava che rispetto alle previsioni le partenze non andavano oltre il 10-12%. Nonostante il finanziamento da parte del ministero di ben 5 progetti, spesso i migranti e gli operatori non sono a conoscenza della misura.

A proposito del controllo della fascia di mare di fronte alle coste libiche Minniti ha ricordato che "L'Oim ha dato conto di 10mila persone salvate nel Mediterraneo centrale dalla Guardia costiera libica". E proprio su questo si orienterà Minniti durante l'incontro con le Ong previsto per oggi al Viminale: le organizzazioni umanitarie riceveranno il codice di condotta, che prescrive anche l'obbligo di non interferire con le attività della Guardia costiera libica durante le operazioni di ricerca e soccorso.