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Il governo chiede alla Slovenia di sospendere Schengen per evitare infiltrazioni terroristi

Il governo ha chiesto alla Slovenia di prolungare la sospensione di Schengen per evitare “le infiltrazioni di terroristi” tra i profughi in arrivo dal Medioriente.
A cura di Gabriella Mazzeo
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Nella giornata di ieri, sabato 4 maggio, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato di aver chiesto la sospensione dell'accordo di Schengen con la Slovenia per il rischio di "infiltrazioni terroristiche tra i profughi in arrivo dal Medioriente".

"Un potenziale pericolo – ha affermato – su cui il governo, fin dallo scorso 7 ottobre, non ha voluto abbassare la guardia". Il 21 ottobre dell'anno scorso tra Italia e Slovenia erano stati ripristinati i controlli presentati come misura temporanea dall'allora ministro dell'Interno Piantedosi in quanto il confine orientale rappresenta il punto di arrivo della rotta balcanica: qui arrivano centinaia di persone in fuga dal loro Paese dopo un lungo viaggio via terra.

Secondo l'Esecutivo, tra chi arriva potrebbero nascondersi "terroristi legati a jihad e Isis". Per questo motivo i controlli erano stati prolungati per altri 5 mesi. Con i controlli sono state arrestate 118 persone, delle quali 65 per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina mentre 2.200 persone sono state fermate in quanto irregolari e 1.330 sono state respinte.

La sospensione di Schengen potrebbe essere ulteriormente prorogata. A tal proposito, commentando le indiscrezioni, la senatrice Tatjana Rojc (Pd) ha messo in guardia dalle possibili conseguenze: "Con il ripristino dei confini l'Europa rischia di tornare indietro e il Friuli Venezia Giulia rischia di rinchiudersi rendendo la vita difficile ai cittadini e ai commerci, e tutto senza garanzia di maggior sicurezza".

Stesso parere anche dalla collega di partito Sara Vito, candidata con il Pd per il Friuli Venezia Giulia alle Europee. Sui controlli, la candidata ha affermato che "non stanno dando gli effetti annunciati". "Sappiamo come in realtà la collaborazione tra popoli e il controllo sia possibile – ha affermato Vito – ma non con il ripristino di confini. Abbiamo un appuntamento importantissimo che è Nova Gorica-Gorizia capitale europea della cultura 2025. Già questa è la dimostrazione che in Europa l'unione fa la forza" ha concluso la candidata alle Europee.

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