Il decreto Bollette è nato già vecchio e perde pezzi: Arera sospende l’articolo 9: “Viola le norme europee”

Arera ha bloccato un articolo del decreto Bollette varato a fine febbraio dal governo, e approvato dalla Camera nei giorni scorsi (in attesa di approvazione finale in Senato), che contiene misure per 5 miliardi di euro per ridurre le bollette delle famiglie più in difficoltà, con 115 euro per chi ha Isee fino a 10mila euro, e per sostenere le imprese.
Lo ha denunciato il deputato e leader di Avs Angelo Bonelli, citando una delibera di due giorni fa dell'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, che sospende l'applicazione dell'articolo 9 comma 3 del decreto, che prevede la riduzione degli oneri e delle componenti tariffarie di trasporto e distribuzione del gas naturale applicate a determinate categorie di soggetti a elevato consumo di gas. Nel documento si legge che in relazione al settore gas si sospende "l'applicazione della misura di cui all'articolo 9 del decreto legge 21/26, in adempimento all'articolo 108, paragrafo 3, del TFUE, sino all'adozione di una decisione della Commissione europea di compatibilità della predetta misura con la disciplina in tema di aiuti di Stato".
In pratica Arera sta dicendo che la misura, che si configura come aiuto di Stato in favore di pochi beneficiari, cioè le aziende gasivore, a forte consumo di gas naturale, è incompatibile con il diritto europeo. La misura in questione non è stata infatti notificata alla Commissione europea, come indicato della legge, e come previsto da una clausola dell'articolo 6 del decreto Bollette per un altro intervento che vale 3 miliardi, cioè il rimborso di specifici oneri che gravano sul gas naturale utilizzato per la produzione di energia elettrica, inclusi quelli sostenuti per l'acquisto delle quote di emissione nell'ambito del Sistema europeo di scambio delle emissioni (ETS). In questo caso l'efficacia della stessa disposizione è stata subordinata alla preventiva autorizzazione della Commissione europea.
Il Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea (TFUE) vieta infatti gli aiuti di Stato che falsano la concorrenza favorendo alcune imprese, salvo precise deroghe. Gli aiuti devono essere notificati alla Commissione Europea. L'Arera non può quindi applicare questa misura, senza che il governo la notifichi prima alla Commissione europea.
Secondo Caterina Molinari del think thank ECCO, sentita da Fanpage.it, "Siamo in una fase di stallo: la misura in questione resterà sospesa fino a che la Commissione non si pronunci. La situazione che si crea è di ambiguità, visto che il governo non ha segnalato a Bruxelles la notifica di questa misura. Tutto ciò è indice di un decreto nato già vecchio, ancor prima di essere convertito in legge, visto che appena una settimana dopo la sua emanazione è scoppiata la guerra in Iran, che ha fatto schizzare i prezzi. Con i 3 miliardi dei rimborsi per i costi ETS sospesi, e i 500 milioni bloccati da Arera, di fatto dei 5 miliardi iniziali ci sono a disposizione appena 1,5 miliardi. Questo provvedimento perde un pezzo dopo l'altro".
Cosa dice l'articolo 9 del decreto Bollette disapplicato da Arera
L'articolo in questione prevede di destinare circa 500 milioni di euro, provenienti dalla vendita di gas stoccato dal Gestore dei servizi energetici e da Snam, primo operatore europeo nel trasporto del gas naturale, per abbattere oneri e ulteriori componenti tariffarie di trasporto e distribuzione del gas, per il periodo che va dal 1 aprile 2026 e al 31 dicembre 2026.
Bonelli: "Batosta per il governo"
"Con la delibera n. 98/2026/R/com del 2026 Arera ha disapplicato l’art. 9 del decreto bollette, certificando il fallimento della politica energetica del governo Meloni: un decreto scritto male, senza visione e in violazione delle regole europee, tanto che una sua parte viene disapplicata. È una clamorosa batosta per il governo che si conferma incompetente", ha attaccato Bonelli.
"L’Autorità si rifiuta di attuare l’articolo 9 perché configurerebbe un aiuto di Stato non notificato alla Commissione europea. È un fatto gravissimo: norme inefficaci, figuraccia istituzionale e imprese e cittadini lasciati senza le misure promesse. Il decreto perde pezzi giorno dopo giorno, dimostrando tutta l’improvvisazione di Palazzo Chigi. Altro che sostegno contro il caro energia: interventi tampone, confusi e in parte inutilizzabili. Il governo continua a rifiutare l’unica scelta seria: tassare gli extraprofitti delle grandi società energetiche che hanno accumulato decine di miliardi, per abbassare davvero le bollette e accelerare le rinnovabili. Si scaricano i costi sugli italiani e si rallenta l’indipendenza energetica, alimentando inflazione e crisi industriale. Il governo venga subito in Parlamento a spiegare questo pasticcio e riscriva una strategia credibile".