La legge Zan, approvata lo scorso novembre alla Camera, è fortemente criticata dalla Lega perché è considerata una legge "divisiva" che spacca la maggioranza. Il relatore, il presidente della Commissione Giustizia, il leghista Ostellari, ha detto di non aver ostacolato la legge, perché questa è arrivata in Senato a novembre, e nei mesi successivi nessuno avrebbe sollecitato la calendarizzazione. Ma dopo la legge di Bilancio e la crisi di governo che ha portato poi alla fine del Conte bis e all'insediamento a Palazzo Chigi di Mario Draghi, Pd e M5s hanno iniziato dare battaglia, per permettere all'assemblea di discutere la legge, scontrandosi con l'ostruzionismo del Carroccio. La Lega nel frattempo ha anche presentato una sua proposta di legge contro l'omofobia.

Il provvedimento firmato dal deputato dem Zan, così per come è, non convince per nulla i leghisti, tanto che il consigliere regionale umbro Daniele Carissimi ha invocato persino l'intervento della Madonna per bloccare la legge. L'avvocato Carissimi, eletto con 3.832 preferenze, ha scritto un post su Facebook, con una preghiera: "Maggio è il mese mariano e alla Madonna rivolgo la mia richiesta di aiuto contro l'aberrazione del Ddl Zan". Subito ha riportato il testo dell'Ave Maria, concludendo con un appello: "Vi invito a rivolgere una preghiera per salvaguardare i fondamentali della nostra società naturale che difenderò fintanto che avrò forza di respirare". 

Dopo il suo post Carissimi ha denunciato insulti e attacchi ricevuti sui social: "Siamo sicuri che a essere discriminata non sia la libertà di espressione? Mi si inveisce contro con migliaia di commenti appellandomi come nuovo Savonarola, auspicando che io possa essere destinatario, nel migliore dei casi, di trattamenti sanitari obbligatori e mi si augura ogni male. Questo solo perché in un post sul mio profilo personale, ho rivolto la mia preghiera a colei che rappresenta, nelle mie convinzioni , il simbolo santo della generazione, della misericordia e della maternità, nella nostra cultura cattolica, affinché venga difeso il diritto di tutti di esprimere le proprie opinioni che il ddl Zan, a mio avviso, minaccia", ha scritto in lungo post.

"Sfido a dirmi chi avrei offeso nel dire che mi auguro che un disegno di legge che mina la libertà di espressione non diventi legge. La reazione e l’eco che ha provocato questo post è la prova provata che la censura delle idee altrui arriva fino a ritenere un diritto decidere cosa gli altri possano o non possano pensare od esprimere. Deve essere solo quella parte di soggetti che si autoproclama discriminata, qualunque essa sia, a stabilire e scegliere quali mie personali preoccupazioni e quale speranza del domani per i miei figli io possa preferire? Posso scegliere di pregare quello che voglio?".

"Tranquillizzo tutti che prego solo per il bene, in primo luogo per i nascituri i cui diritti sono sempre recessivi e rispetto ogni minoranza, semplicemente TUTTE. Ognuno ha diritto di amare e frequentare chi vuole.Le idee degli altri io non le condanno ma mi attendo rispetto per le mie, perché nella società idee diverse fanno solo bene alla pluralità". 

Cosa c'è nella legge Zan

La legge Zan non piace alla Lega e a parte di Forza Italia soprattutto perché, secondo i detrattori, potrebbe mettere a rischio la libertà di opinione. In realtà il reato di "propaganda" non è contenuto nel testo, che invece modifica gli articoli 604 bis e 604 ter del Codice penale, introducendo sanzioni per chi commette atti di discriminazione fondati "sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale o sull’identità di genere o sulla disabilità"; per chi istiga a commettere o commette violenza per gli stessi motivi e per chi partecipa o assiste organizzazioni che hanno tra le loro finalità l'incitamento alla discriminazione o alla violenza sempre per tali motivi. Anzi la propaganda di idee, che viene sanzionata se queste sono "fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico" (articolo 604-bis), non è stata estesa dal ddl Zan alle idee legate a sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere e disabilità.