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Il caso del treno bloccato ore in galleria senza bagni finisce in Parlamento: “Salvini spieghi cos’è successo”

Un treno Roma-Udine è rimasto fermo per ore in galleria, senza corrente elettrica né aria condizionata e senza possibilità di usare i bagni. I passeggeri l’hanno descritto a Fanpage.it come un “sequestro di persona”. Ora il Pd ha depositato un’interrogazione per chiedere al ministro dei Trasporti Salvini se ci siano state “violazioni” nei confronti di chi era a bordo.
A cura di Luca Pons
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Foto d’archivio
Foto d’archivio

È passata poco più di una settimana dal caso di un treno Italo alta velocità che era diretto da Roma a Udine, ma invece è rimasto bloccato per ore in una galleria vicino a Orte (Viterbo) prima che qualcuno intervenisse in supporto dei passeggeri. Chi era a bordo ha descritto la vicenda a Fanpage.it: non c'era luce elettrica né aria condizionata, nonostante il caldo aumentato sempre di più con il passare delle ore, e non c'era neanche la possibilità di usare i bagni. Ora la vicenda è finita in Parlamento. Il Partito democratico ha chiamato il ministro dei Trasporti Matteo Salvini a rispondere, con un'interrogazione a prima firma della deputata Debora Serracchiani (eletta proprio in Friuli-Venezia Giulia, la destinazione del treno).

Per i 460 passeggeri che si trovavano sul treno, il disagio è stato estremo. "Un sequestro di persona", secondo chi ha riferito la propria esperienza a Fanpage. Dopo lo stop in galleria alle 17.20 circa, con il blocco di tutti i servizi, sono passate ore prima che arrivassero le prime comunicazioni, poco chiare, sull'accaduto. Il personale ha distribuito, una sola volta, dell'acqua in bicchieri di carta.

Nel frattempo le persone nei vagoni – tra cui anziani, persone con disabilità e anche almeno due neonate – non hanno potuto fare altro che attendere al buio, con un caldo sempre più intenso. Solo alle 22, dopo quasi cinque ore, la Protezione civile e i sanitari sono intervenuti per chi era più in difficoltà. È servita un'altra ora e mezza prima che arrivasse un treno sostituivo, che però si è limitato a riportare i passeggeri a Roma. Dopo altre due ore, all'1.30 di notte (l'arrivo era inizialmente previsto alle 22.17 a Udine) la corsa è ripresa.

Secondo quanto riportato da Italo, il problema è stato causato non da un guasto del treno, ma da un problema di infrastruttura. La linea elettrica, infatti, sarebbe stata danneggiata.

Nel testo dell'interrogazione parlamentare, che è stato presentato in commissione da Serracchiani e che Fanpage.it ha visionato, si riassume la vicenda: "Si è verificato un gravissimo inconveniente per i passeggeri del treno", dato che il convoglio "si è fermato improvvisamente in una galleria" a causa "della rottura di un cavo elettrico che avrebbe danneggiato il vetro della carrozza 7". Questo "ha reso impossibile la prosecuzione del viaggio", che si è trasformato "in una vera e propria odissea". I passeggeri hanno dovuto "attendere sette ore al buio, senza aria, senza acqua e con i bagni fuori uso e in attesa di indicazioni e soccorsi", prima di essere "evacuati e trasbordati su un secondo treno" e infine "riuscire a riprendere il percorso originario in direzione Udine".

Il problema di questo "disservizio inaccettabile per l'utenza" è soprattutto che ci sono stati "ancora una volta" dei "ritardi nella macchina dell'assistenza e della presa in carico dei passeggeri in difficoltà sulla rete ferroviaria". Perciò la deputata ha chiesto se il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini sia "a conoscenza" dei fatti e cosa intenda fare "per verificare quanto accaduto". E soprattutto per "accertare eventuali violazioni del contratto di servizio in tema di assistenza dei passeggeri presenti".

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