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I vannacciani sfidano la Lega sullo stop alle armi a Kiev: Futuro Nazionale al suo esordio in Parlamento

Futuro Nazionale con Vannacci fa il suo esordio alla Camera. Domani è previsto l’arrivo del dl Ucraina, che proroga l’invio di armi a Kiev e su cui il governo si appresta a porre la fiducia. I deputati vannacciani (tra cui due ex leghisti) hanno deciso di sfidare la Lega presentando tre odg – che andranno votati in Aula – in cui si chiede lo stop del sostegno militare all’Ucraina.
A cura di Giulia Casula
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Futuro Nazionale con Vannacci fa il suo esordio alla Camera dei Deputati. Domani è previsto l'arrivo del decreto Ucraina, che proroga l'invio di armi a Kiev e su cui il governo si appresta a porre la fiducia. Nel corso della discussione in Aula i deputati "vannacciani" hanno presentato un emendamento per sopprimere l'intero provvedimento, lanciando così una sfida alla Lega.

Il decreto infatti, è stato al centro di una lunga mediazione all'interno della maggioranza, divisa sul sostegno militare all'Ucraina. L'esito è stato una riformulazione che ha cancellato al titolo e dalla rubrica la parola "militari", lasciandola però nell'articolato, facendo così rientrare i distinguo della Lega. Ai deputati Ziello e Sasso (da qualche giorno ufficialmente esponenti del partito di Vannacci) non era bastato e avevano infatti votato contro la risoluzione, sfilandosi dalla maggioranza.

I vannacciani: "Vedremo quante assenze nella Lega"

Posizione che hanno voluto ribadire oggi in Aula presentando un emendamento che elimina la proroga dell'invio di mezzi militari a Kiev. "Noi riteniamo – hanno dichiarato i deputati Emanuele Pozzolo, Rossano Sasso e Edoardo Ziello – che inviare ulteriori armamenti a Zelensky non aiuti il processo di pace, e una pace raggiunta oggi offrirebbe agli stessi Ucraini condizioni migliori rispetto ad una pace raggiunta domani. Aggiungiamo che inviare ulteriori miliardi di euro di soldi degli Italiani in mani che non sempre hanno brillato per onestà, vedasi i recenti fatti di cronaca di corruzione di uomini vicinissimi a Zelensky, non tutelano gli interessi degli Italiani. Preferiremmo che quei soldi venissero utilizzati per la sicurezza degli Italiani, per aumentare il numero delle forze dell'ordine oggi purtroppo inadeguato dinanzi all'escalation criminale che attanaglia le nostre città", hanno spiegato.

La provocazione nei confronti dei leghisti è evidente. " Vediamo quanti patrioti nel centrodestra voteranno a favore degli Italiani e soprattutto quanti assenti ci saranno tra le file della Lega che da mesi dice di non voler più inviare aiuti a Zelensky ma poi, nei fatti, si smentisce clamorosamente e vota sempre a favore", hanno dichiarato.

Dai banchi del Carroccio il deputato Fabrizio Cecchetti ha affermato: "La Lega voterà a favore anche di questo nuovo provvedimento, nella speranza ragionevole che possa contribuire a rendere più vicino il momento in cui le armi finalmente taceranno. La Lega – ha ricordato – ha ottenuto, con l'appoggio di tutte le forze di maggioranza, che sia data priorità ad aiuti umanitari, si rafforzi la difesa civile dell'Ucraina e che le nostre forniture non siano usate per attaccare ma per difendere una popolazione stremata. È un cambiamento non da poco".

Perché il governo vuole mettere la fiducia sul decreto Ucraina

Tuttavia il governo, forse per evitare intoppi che potrebbero portare a una spaccatura all'interno della maggioranza, si avvia a porre la questione di fiducia. Una mossa che consentirà di blindare il provvedimento, bypassare la discussione sugli emendamenti e raggiungere in tempi rapidi l'approvazione. Al momento infatti, il decreto si trova alla Camera in prima lettura e andrà convertito entro il 1° marzo.

La decisione di mettere la fiducia è stata letta con entusiasmo dai vannacciani. "È già un primo risultato di Futuro Nazionale", ha dichiarato Sasso. "È bastato presentare un emendamento per mettere in difficoltà quanti, soprattutto nella Lega, la pensano come noi". È la "prima vittoria di Futuro Nazionale", ha ripetuto Ziello.

Cosa prevedono gli odg presentati dai vannacciani

Gli ex leghisti comunque, non intendono arrendersi e hanno fatto sapere di aver preparato tre ordini del giorni contro l'invio di armi a Kiev. "Abbiamo pronti tre odg che vanno nella stessa direzione e che si possono votare. Evidentemente non solo noi avevamo previsto tante assenze tra i banchi della Lega…", ha detto Sasso. Il primo impegna il governo a "interrompere immediatamente tutte le forniture di mezzi e materiali militari destinate alle autorità governative dell'Ucraina" e "desecretare le liste del materiale militare precedentemente inviato". L'odg a prima firma Emanuele Pozzolo (terzo parlamentare, ex FdI,  ad aver aderito a Futuro Nazionale) punta prevede la possibilità "di proseguire il sostegno all'Ucraina attraverso strumenti economici, finanziari, umanitari e di cooperazione civile, con esclusione chiara e inequivocabile di forniture di armamenti, nell'ipotesi in cui si avvii, entro un termine ravvicinato nel corso dell'anno, un concreto percorso di pace tra l'Ucraina e la Federazione russa".

L'ordine del giorno che ha come primo firmatario l'ex leghista Rossano Sasso, precisa che la scelta di sospendere l'invio di armi "non costituisce un arretramento politico o strategico, ma un atto responsabile finalizzato a favorire una riduzione delle tensioni e un rafforzamento degli sforzi diplomatici". La prosecuzione del sostegno all'Ucraina dovrebbe andare avanti "attraverso aiuti civili, umanitari, economici e di cooperazione, escludendo in modo chiaro e inequivocabile il conferimento di armamenti".

Anche in questo caso l'intento è quello di mettere in difficoltà la Lega, che in Aula sarà chiamata a esprimersi sui tre odg, col rischio di far emergere nuove divisioni tra gli alleati.

Ziello: "Fiducia? Prima vittoria Futuro nazionale, Salvini ha paura"

"Salvini ha paura del voto e scappa dalle proprie responsabilità, chiedendo di far porre la fiducia al decreto con il solo fine di impedire la votazione del nostro emendamento che contiene la soppressione dell’autorizzazione all’invio di altre armi a favore di Zelensky", ha aggiunto Ziello. "Pensa di aver effettuato una grande mossa strategica, ma si dimostra peggio di Pirro perché non potrà evitare i nostri tre ordini del giorno che contengono lo stesso impegno dell’emendamento e il voto finale del decreto stesso. Le regole dell’aula vanno conosciute prima di provare ad usare qualche tatticuccia che, in questo caso, si rivela fallimentare. Domani si assumerà la responsabilità politica, di fronte alla nazione, di aver impedito la votazione di un emendamento che contiene ciò che vuole la maggioranza degli italiani ovvero la cessazione di ulteriori armamenti a favore dell’Ucraina", ha avvertito.

Bonelli: "Ennesima forzatura per coprire la spaccatura della maggioranza"

Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, l'aver posto la questione di fiducia "è l'ennesima forzatura per impedire il confronto parlamentare e per coprire la profonda spaccatura che attraversa la maggioranza. Sul decreto Ucraina non c’è una linea condivisa: la Lega minaccia di votare contro e il governo si regge solo a colpi di fiducia. Così si mortifica il Parlamento e si evita una discussione seria su scelte che incidono sul ruolo dell’Italia, sulla pace e sulla sicurezza europea"; ha dichiarato. "Noi non accettiamo decreti blindati e fiducie-bavaglio: sull’Ucraina servono verità, trasparenza e una forte iniziativa diplomatica europea. Di fronte ad un mondo che si riarma senza limiti è urgente rilanciare la diplomazia come unica strada per la pace. Il governo Meloni usa la fiducia per nascondere il caos interno e il proprio fallimento politico", ha concluso.

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