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Contesa sulla Groenlandia

Groenlandia, Della Valle (M5s): “Minaccia militare di Trump non è provocazione, Meloni vassalla degli Usa”

Il M5s esprime preoccupazione per le mire espansionistiche di Trump in Groenlandia. L’eurodeputato Danilo Della Valle a Fanpage.it: “Minacce di Trump non sono provocazioni, Ue finge di non vedere. Meloni si comporta come una cheerleader di Washington, dimenticando che ha giurato sulla nostra Carta Costituzionale”.
Intervista a Danilo Della Valle
eurodeputato M5s
A cura di Annalisa Cangemi
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Il M5s è preoccupato per la minaccia di un intervento militare da parte degli Stati Uniti per acquisire la Groenlandia. Le mire di Trump nei confronti dell'isola artica sono legate soprattutto a motivi di sicurezza e alla presenza di materie prime strategiche. Per questo il presidente americano già durante il suo primo mandato alla Casa Bianca aveva esplicitato l'intenzione di acquistare la Groenlandia (sebbene la Danimarca abbia chiarito che il territorio non è in vendita). La Casa Bianca ha dichiarato che l'uso della forza militare contro il territorio danese, alleato Nato, non è escluso, e che "utilizzare l'esercito americano è sempre un'opzione". I leader Ue, compresa Giorgia Meloni, hanno reagito con una nota congiunta a queste intimidazioni, che arrivano a pochi giorni di distanza dal blitz degli Stati Uniti in Venezuela.

Per il momento il segretario di Stato americano Marco Rubio avrebbe assicurato che non ci sarà un intervento militare in Groenlandia, dicendo sostanzialmente che quanto avvenuto a Caracas non si ripeterà in Groenlandia. Ma stanno davvero così le cose? Nel frattempo i leader europei corrono ai ripari e preparano un piano per rispondere compatti alle prossime mosse di Trump: "Qualunque sia la forma dell'intimidazione e qualunque sia la sua origine, abbiamo iniziato a lavorare al Quai d'Orsay, per prepararci a reagire, a rispondere e a non rispondere da soli", per essere "convincenti e incisivi ", ha spiegato questa mattina il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot. Come si muoverà dunque il governo italiano e quale postura terrà nei confronti dell'amministrazione Trump? Ne abbiamo parlato con l'europarlamentare del Movimento 5 Stelle Danilo Della Valle.

l’eurodeputato Danilo Della Valle
l’eurodeputato Danilo Della Valle

Secondo lei le dichiarazioni di Trump sull’acquisizione della Groenlandia, senza escludere l’ipotesi di un’operazione militare, sono una provocazione?

Sono purtroppo l’amara verità che l’Unione europea finge di non vedere perché non sa che pesci prendere. Paghiamo le conseguenze di leader deboli e divisi che, anziché puntare su difesa del diritto internazionale e multipolarismo, negli ultimi anni si sono accodati all’imperialismo americano con la differenza che adesso questo si è rivolto contro loro stessi. L’UE dovrebbe difendere i valori della pace, libertà, solidarietà, giustizia. Valori che gli Stati Uniti non rappresentano più. Basti pensare che dal 1991 a oggi le varie amministrazioni americane hanno condotto oltre 250 interventi militari nel mondo. Molti di questi nati da vere fake news per accaparrarsi risorse e potere.

C’è davvero il rischio nelle prossime settimane o nei prossimi mesi che gli Stati Uniti attacchino un Paese della Nato?

Se davvero si arrivasse a questa ipotesi sarebbe la fine dell’Alleanza atlantica. Ecco perché in una lettera inviata a von der Leyen e cofirmata da 37 europarlamentari ho chiesto esplicitamente di riconsiderare la cooperazione dell'UE in materia di sicurezza e difesa con gli Stati Uniti. Noi siamo a favore di una difesa europea, ma che sia messa al servizio della pace e della stabilità e non delle lobby delle armi.

Meloni ha preso posizione insieme agli altri leader Ue a difesa della sovranità e dell'integrità territoriale, affermando in una nota congiunta che quel territorio “appartiene al suo popolo” e che “spetta alla Danimarca e alla Groenlandia, e solo a loro, decidere sulle questioni che li riguardano”. Basta questa dichiarazione per chiarire la posizione del governo italiano sulla politica estera di Trump?

Giorgia Meloni non poteva di certo sfilarsi dal firmare quella lettera: sarebbe stata la sua fine politica in Europa. Tuttavia, è chiarissimo il suo imbarazzo, è stata l’unica leader europea a non esprimersi direttamente dopo le dichiarazioni di Trump sulla Groenlandia, in compenso è stata la prima a difendere la legittimità del colpo di stato in Venezuela. Una vergogna.

Meloni ha sostanzialmente avallato il blitz a Caracas e la cattura di Maduro, ordinata da Trump, giustificando l’attacco per motivi di sicurezza. Pensa che la posizione del governo italiano sia stata in quel caso di servilismo nei confronti di Trump?

Servilismo, vero e proprio vassallaggio. Pur di coprire il nuovo crimine dell'amministrazione Usa, Giorgia Meloni è arrivata a considerare legittimo il sequestro di un presidente in carica e le bombe che hanno ucciso almeno 80 persone in Venezuela. Una violazione inaudita di tutte le norme più elementari del diritto internazionale. Da Biden a Trump il copione a Palazzo Chigi non è cambiato. La Meloni si comporta come una cheerleader di Washington, dimenticando che ha giurato sulla nostra Carta Costituzionale. Mancano oggi in UE leader coraggiosi che lavorino nell’esclusivo interesse dei cittadini. L’UE dica subito di non volere acquistare il petrolio venezuelano scippato da Big Oil al suo popolo.

Come spiega la doppia linea di Meloni, con l’Europa sulla Groenlandia e con la Casa Bianca sul Venezuela? Trova che sia in difficoltà in questo esercizio di equilibrismo?

La linea di politica estera dell’Italia non esiste, è un copia incolla di quella americana. Storicamente l’Italia è stata sempre un ponte fra Occidente e Oriente, dialogava con gli arabi e l’Iran portando avanti una politica di dialogo e autonomia. Oggi invece siamo al servilismo più totale: Salvini e Meloni hanno persino esultato per i dazi imposti da Trump alle nostre aziende italiane. Una umiliazione.

Appena un anno fa alla conferenza stampa di fine anno Meloni escludeva categoricamente che gli Stati Uniti avrebbero cercato di annettere territori con la forza. Alla luce degli eventi degli ultimi giorni, e dei piani dichiarati da Trump, pensa che la presidente del Consiglio dovrebbe ammettere di aver sbagliato?

Vedremo se lo farà il prossimo 9 gennaio quando ci sarà la prossima conferenza stampa, ma non nutro molte speranze. Giorgia Meloni è bravissima a piegare la realtà alla sua propaganda, ma io sono convinto che gli italiani al momento giusto dimostreranno di amare il proprio Paese e manderanno a casa questa classe dirigente che lo sta svendendo.

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