Gli impianti di sci resteranno chiusi, anche durante le vacanze di Natale, per evitare di fare i conti a gennaio con la terza ondata. Lo ha confermato durante la riunione delle Regioni con il governo e gli enti locali di questo pomeriggio il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia: "Gli impianti da sci e il sistema vacanze invernali che sono fondamentali per la nostra economia riapriranno quando l'epidemia si sarà raffreddata, speriamo nel giro di un mese, un mese e mezzo. I ristori saranno garantiti per tutte le attività che non potranno aprire. La sicurezza delle persone e la salute vengono prima di tutto".

"Dobbiamo chiudere questa seconda ondata evitando la terza e mantenendo la convivenza con il virus con il massimo della sicurezza. Anche in Germania si è scelta la linea della massima prudenza, nella consapevolezza che ‘davanti a noi ci sono mesi invernali difficili, e questo vale fino a marzo' ha detto oggi il ministro Helge Braun. ‘Questa moderazione che dobbiamo tenere noi tutti ogni giorno anche a gennaio, febbraio e marzo, sarà accompagnata da ulteriori misure di contenimento se il nostro comportamento non sarà sufficiente'".

Oggi la Commissione Ue aveva ribadito che la decisione di tenere aperti gli impianti spetta solo ai singoli Stati, e che l'Europa può limitarsi a fare delle semplici raccomandazioni.

Durante l'incontro interlocutorio sul prossimo dpcm i ministri Speranza e Boccia hanno detto che è in corso una trattativa europea proprio sugli impianti di risalita e sui resort invernali. I governatori al tavolo con il governo, a quanto si apprende, hanno chiesto all'esecutivo di valutare la chiusura delle frontiere in caso di divieto di riapertura degli impianti da sci.

Il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, nel punto stampa sul coronavirus, dopo il confronto pomeridiano con i membri del governo, ha detto: "È un primo confronto – ha precisato il governatore e vicepresidente della Conferenza delle Regioni – ne seguiranno molti altri e vedremo quale sarà l'indicazione definitiva: il ministro Speranza ha confermato tutta Italia vede una curva del contagio in discesa ed è un buon viatico per tutte le decisioni che si prenderanno". Toti ha spiegato anche che è "in corso il confronto tra ISS, Cts e tecnici nominati dalle Regioni sul tema dei 21 parametri e 3 scenari rischio, per capire se adottare dinamiche più snelle", come suggerito proprio dalle Regioni nelle scorse settimane.