"In questi giorni il suo giornale, come pure vari altri, si interroga sulle condizioni di salute della maggioranza di governo e prospetta un mutamento nel mio modo di interpretare il ruolo del Presidente del Consiglio": Giuseppe Conte inizia così la lettera inviata al direttore di Repubblica per rimarcare la sua posizione riguardo all'elezione di Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione europea, e soprattutto alle tensioni nel governo che questa ha portato. Infatti, decidendo di non sostenere la candidatura dell'ex ministra della Difesa tedesca, la Lega di Matteo Salvini si è distanziata non solo dalla maggioranza delle istituzioni europea, ma ha anche agito contrariamente al resto della maggioranza di governo.

"Nei giorni precedenti la votazione della neo-Presidente ho invitato i parlamentari europei delle forze politiche che sostengono la maggioranza interna ad appoggiare questa candidatura, proprio in ragione dei sottesi equilibri e garanzie. Aggiungo che il discorso programmatico della neo-Presidente ha confermato molte delle priorità che stanno a cuore al nostro Paese, in tema di politiche sociali, di misure per l’occupazione e per la tutela dell’ambiente, di contrasto al traffico illegale di migranti. Come è noto gli Europarlamentari eletti con la Lega, a differenza di quelli del MoVimento 5 Stelle, hanno espresso voto contrario. Non sono in condizione di prefigurare se questa contrarietà avrà ripercussioni sulle trattative che si svolgeranno per definire la composizione della squadra di neo-Commissari. Di certo non si tratta di rivendicare una “poltrona” a beneficio di una singola forza politica. Si tratta di difendere gli interessi nazionali e di rivendicare per l’Italia il posto di prestigio che merita".

Per il presidente del Consiglio, i motivi per riprendere il Carroccio non si limitano tuttavia alla sola questione europea. Conte torna infatti a fare il punto della situazione sugli incontri fra alcuni esponenti leghisti e i sindacati per discutere della flat tax. Annunciando l'intenzione di convocare a palazzo Chigi le parti sociali per un confronto con il governo in materia di legge di Bilancio, il presidente del Consiglio scrive: "Ho già chiarito che ogni iniziativa compiuta da una singola forza politica, perseguita separatamente, è pienamente legittima, ma non può sostituirsi al pieno contraddittorio tra tutte le parti politiche e sociali, alla presenza dell’intero Governo, come impongono le regole di correttezza istituzionale".

In ultima, Conte affronta la "vicenda moscovita", confermando nuovamente la sua presenza in Parlamento per riferire sulla questione dei presunti finanziamenti russi alla Lega, come richiesto dalle forze di opposizione: "Ritenendo sacre le prerogative del Parlamento, ho immediatamente acconsentito alla richiesta. Posso però garantire che riferirò, in piena trasparenza, su tutte le circostanze e le notizie che sono a conoscenza mia e di tutti i componenti del governo che presiedo. Questo intervento sarà l’occasione per ribadire al Parlamento la nostra collocazione geo-politica e per confermare la mia più elevata sensibilità nella tutela della nostra sicurezza e sovranità nazionale".

Parole, quelle di Conte, che mettono in evidenza le discrepanze interne al governo, in cui Lega e Movimento Cinque Stelle siedono sempre più distanti. Il presidente del Consiglio ricorda di aver assunto l'incarico "con un progetto di governo ben definito" che si augura di poter concludere al termine naturale della legislatura. "Se questa esperienza di governo dovesse interrompersi in via anticipata, non mi presterò, tuttavia, a operazioni opache o ambigue. Assicuro che il percorso si realizzerà in modo lineare e trasparente, nelle sedi appropriate, per rispetto del Parlamento e dei cittadini".