I nuovi dati sul coronavirus, raccolti e diffusi dalla Fondazione Gimbe, relativi alla settimana che va dal 29 luglio al 7 agosto, non sono incoraggianti. I nuovi casi sono in crescita: si va dai 1378 rilevati nel periodo 15-21 luglio, ai 1931 segnalati nell'ultima settimana. Un incremento del 11,2%, che, come dice la fondazione che effettua un monitoraggio indipendente, deve spingere a non abbassare la guardia. Anche perché, ed è questo uno dei dati che desta più preoccupazione, contestualmente è diminuito lievemente anche il numero di tamponi diagnostici.

E se da una parte i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono stabili (41 rispetto ai 40 dell'ultima rilevazione), si evidenzia invece un leggero aumento di quelli ricoverati con sintomi. (761 contro 749). In particolare si registrano +48 decessi (+0,1%), +1 ricoveri in terapia intensiva (+2,5%) +12 ricoverati con sintomi, (+1,6%) +1.931 nuovi casi totali (+0,8%) -1.911 tamponi diagnostici (-1%) +21.415 tamponi totali (+6,5%).

Resta alta la variabilità regionale nell'ultimo periodo preso in esame: in 7 Regioni si rileva una riduzione complessiva di 281 nuovi casi rispetto alla settimana precedente, con un range che varia dai -62 casi dell’Emilia-Romagna a -7 della Valle D’Aosta. Le restanti 14 Regioni registrano un aumento dei nuovi casi: spicca il caso del Veneto (+226), mentre altrove gli incrementi oscillano dai +41 della Provincia Autonoma di Bolzano a +6 di Liguria e Umbria.

"Quale indicatore della diffusione del contagio – spiega il presidente della Fondazione Nino Cartabellotta – abbiamo rivalutato la distribuzione geografica dei 12.482 casi attivi al 4 agosto, i casi ‘attualmente positivi' secondo la denominazione della Protezione Civile, diminuiti complessivamente di 127 unità rispetto alla settimana precedente". Il 46,1% si concentra in Lombardia (5.752); un ulteriore 35,5% si distribuisce tra Emilia-Romagna (1.581), Veneto (1.065), Lazio (987), Piemonte (798); i rimanenti 2.299 casi (18,4%) in 16 Regioni e Province autonome con un range che varia dai 405 della Toscana ai 13 della Valle D’Aosta.

Se si prende in considerazione tutto il mese di luglio dunque i dati confermano il quadro epidemiologico di circolazione endemica del virus con un trend in progressivo aumento dei nuovi casi nelle ultime due settimane: se nelle prime tre settimane di luglio i nuovi casi erano stabili (circa 1.400 per settimana), nelle ultime due settimane sono progressivamente aumentati prima a 1.736 nella settimana 22-28 luglio e poi a 1.931 nella settimana 29 luglio – 4 agosto.

"Davanti a numeri in progressivo rialzo – conclude il presidente Cartabellotta – si conferma la necessità di aderire ai comportamenti raccomandati: dal distanziamento sociale all’uso della mascherina negli ambienti pubblici al chiuso e all’aperto dove non è possibile mantenere la distanza minima di un metro, al rispetto del divieto di assembramenti. Dal canto suo, alla vigilia del nuovo DPCM il Governo non può non tenere conto di questi dati nel dettare le regole per le prossime settimane (o mesi), mentre le autorità sanitarie devono potenziare la sorveglianza epidemiologica, sia per identificare e circoscrivere i focolai, sia per individuare tempestivamente i casi di importazione dall’estero potenziando il testing rapido nei principali hub di ingresso nel Paese".