Trentasei decessi, +9 persone in terapia intensiva, +42 ricoverati con sintomi, 3399 nuovi casi totali: i dati del monitoraggio settimanale della Fondazione GIMBE, relativi all’intervallo 12-18 agosto, mostrano ancora una volta come la pandemia sia tutt’altro che finita e, soprattutto, come anche il nostro Paese sia alle prese con un trend di contagi in chiara crescita. Infatti, dal raffronto con la settimana precedente si evidenzia una crescita percentuale, seppur contenuta, del numero di casi, di decessi e di ricoverati: se guardiamo al mese scorso, poi, i dati assumono proporzioni preoccupanti e certificano un trend di crescita di tutti gli indicatori. Come spiega il Presidente della Fondazione Nino Cartabellotta, la risalita della curva dei contagi “desta non poche preoccupazioni sia perché l’incremento inizia a riflettersi progressivamente sull’aumento delle ospedalizzazioni, sia perché solo negli ultimi 2 giorni, peraltro non inclusi nella nostra analisi settimanale, sono stati riportati quasi 1.500 nuovi casi”.

Si tratta di segnali da non sottovalutare, anche in vista di “appuntamenti cruciali per il Paese, quali riapertura di scuole e università e consultazioni elettorali”, spiega ancora Cartabellotta, rilevando come sia necessario evitare allarmismi ma al tempo stesso continuare a mettere in pratica i comportamenti di prevenzione del contagio e di diffusione del virus, “dal frequente lavaggio delle mani alle misure di igiene respiratoria, dal distanziamento sociale all’uso della mascherina negli ambienti pubblici al chiuso e all’aperto dove non è possibile mantenere la distanza minima di un metro, al rigoroso rispetto del divieto di assembramenti”.

Il grafico dei nuovi casi, del resto, indica chiaramente la tendenza (anche a fronte di un aumento leggero del numero di test):

Il numero di casi attivi di Covid-19 Regione per Regione

Nel premettere che negli ultimi due giorni, quelli non coperti dal report, si è registrato un sensibile aumento del numero di casi, la Fondazione GIMBE mette a disposizione anche i dati dei casi attici Regione per Regione. L’area più colpita resta la Lombardia, che ha ancora 5314 casi attivi, mentre va sottolineato come il trend di crescita più preoccupante riguardi Lazio, Campania e Veneto. Migliora sensibilmente la situazione nelle Marche, in Sicilia e in Sardegna, anche se bisognerà attendere l’esito dei tamponi effettuati negli ultimi giorni.