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Garante della Privacy indagato per peculato e corruzione, perquisizioni negli uffici a Roma

Il presidente del Garante della Privacy, Pasquale Stanzione, sarebbe indagato in un’indagine per peculato e corruzione portata avanti dalla Procura di Roma. Insieme a lui, anche gli altri componenti del collegio. Sono in corso perquisizioni negli uffici del Garante a Roma. M5s: “Si dimettano tutti”.
A cura di Luca Pons
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Sono in corso perquisizioni nella sede del Garante della Privacy a Roma. A quanto risulta, gli accertamenti rientrerebbero nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Roma, coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco, per peculato e corruzione. Sarebbero indagati il presidente dell'Autorità garante, Pasquale Stanzione, e anche gli altri componenti del collegio: Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia e Guido Scorza.

Gli inquirenti stanno sequestrando telefoni cellulari, computer e tutti gli altri elementi che possono dare informazioni utili alle indagini. L'inchiesta sarebbe nata dalle rivelazioni di Report sul Garante, e in particolare sui presunti conflitti di interesse, sanzioni poco chiare e spese effettuate dai componenti dell'organo di garanzia. Si incrocerebbe anche la vicenda di persone entrate nella sede del Garante nella notte tra l'1 e il 2 novembre, forse (gli inquirenti cercheranno di verificarlo) per sottrarre informazioni sui dipendenti.

"Le perquisizioni e i sequestri negli uffici del Garante per la Privacy, con l’intervento della Guardia di Finanza e un’indagine aperta dalla Procura, rappresentano l'ennesimo colpo durissimo alla credibilità dell’istituzione", hanno commentato i parlamentari del Movimento 5 stelle che siedono nella commissione di Vigilanza Rai.

Deputati e senatori pentastellati hanno chiesto le dimissioni: "Spese di rappresentanza e la mancata sanzione a Meta per i Ray-Ban Stories sono al centro di un’inchiesta che è solo uno degli elementi che da mesi mette in discussione scelte e comportamenti del Collegio. In una situazione del genere, restare aggrappati alle poltrone è un atto di grave irresponsabilità. Così si espone l’istituzione al pubblico ludibrio e si nega la minima tutela del suo prestigio. Per questo ribadiamo una richiesta di semplice igiene istituzionale: l’intero Collegio si dimetta. Subito. Per rispetto dell’Autorità, dei cittadini e della funzione che essa dovrebbe svolgere"

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