Fronte del Sì in vantaggio per il Referendum sulla Giustizia 2026: cosa dicono i nuovi sondaggi

Mancano ancora due mesi al referendum sulla giustizia ma il verdetto sembra già scontato, almeno stando ai sondaggi che in questi mesi hanno riportato un largo vantaggio del Sì. Uno scenario confermato anche dall'ultima rilevazione di Piepoli, che mostra lo schieramento dei favorevoli avanti, in aumento rispetto a un mese fa, al 59% (+1%). I No calano (-1%) e si fermano al 41%. Dall'altra parte crescono le stime sull'affluenza, al 44% (+1%),
Sul calendario del governo il voto è fissato per i prossimi domenica 22 e lunedì 23 marzo, ma potrebbero esserci degli slittamenti a seguito del ricorso depositato da 15 giuristi che hanno impugnato la delibera del Cdm davanti al Tar del Lazio. In attesa del pronunciamento dei giudici, vediamo come va il referendum nei sondaggi e quali sono le intenzioni di voto degli elettori a seconda del loro orientamento politico.
Il Sì verso la vittoria al Referendum sulla giustizia: cosa dice il sondaggio
Complessivamente come dicevamo, lo schieramento del Sì risulta in vantaggio, al 59%. Lo stacco rispetto al blocco avversario è molto ampio, di 18 punti, e per ora non sembra esserci granché concorrenza. Anche se ci fosse una rimonta da parte del fronte del No, sarebbe difficile recuperare così tanti punti in appena due mesi. Tuttavia, le cose potrebbero andare diversamente nel caso di un rinvio del voto.
Nei prossimi giorni, tra martedì e mercoledì, è atteso il verdetto del Tar del Lazio che valuterà se accogliere o respingere la richiesta di sospensiva depositata dal comitato di 15 giuristi per il No nei confronti della delibera con cui il governo ha fissato le date del referendum. Se il ricorso venisse accolto, il referendum slitterebbe, facendo guadagnare del tempo ai sostenitori del No alla riforma. In tal caso si aprirebbero i margini per un eventuale recupero, che metterebbe in difficoltà lo schieramento dei favorevoli.
Nel centrodestra stravince il Sì: anche i Cinquestelle a favore
Tornando ai sondaggi, tra gli elettori del centrodestra si registra il primato del Sì, con l'89% a favore e appena l'11% contrari. Ma c'è un dato interessante sui cui soffermarsi. A esser convinti della riforma della giustizia non sono coloro che votano a destra, ma anche i sostenitori del Movimento 5 Stelle. Nonostante la linea del presidente Giuseppe Conte sia di dura contrarietà alla separazione delle carriere, il 63% degli elettori 5S sarebbe intenzionato a votare sì al referendum, mentre il 37% si dichiara contrario.
Dal resto del centrosinistra invece, non ci sono sorprese. Tra gli elettori dello schieramento vince il No con il 63% dei voti, con uno stacco di 26 punti sui favorevoli, al 37%.