Roberto Formigoni tornerà a prendere il vitalizio. La commissione contenziosa del Senato ha annullato la delibera con cui si sospendeva il vitalizio all'ex parlamentare e presidente della Regione Lombardia a causa della condanna per corruzione, per la quale si trova attualmente ai domiciliari. La commissione ha accolto il ricorso dell'ex governatore contro l'annullamento del vitalizio maturato in quanto senatore e ha stabilito che Formigoni abbia "diritto per legge alla pensione".

Pensione che si era visto revocare insieme al vitalizio nel 2019 in seguito alla condanna in via definitiva per l'inchiesta Maugeri-San Raffaele a cinque anni e dieci mesi per corruzione. Il consiglio di presidenza del Senato aveva preso questa decisione in virtù di una delibera del 2015 che prevedeva la sospensione dell'erogazione di vitalizi e pensioni a quei parlamentari condannati in via definitiva per reati di particolare entità.

Formigoni è stato tre volte senatore, tre deputato, due eurodeputato e per ben quattro volte governatore della Regione Lombardia. Coinvolto nella vicenda dei fondi neri delle cliniche Maugeri e San Raffaele è stato condannato, finendo prima nel carcere di Bollate, alle porte di Milano, per poi passare ai domiciliari dopo cinque mesi in quanto ultrasettantenne. Al momento sta quindi scontando il resto della condanna, che terminerà nel 2023, in un'abitazione del capoluogo lombardo.

La procura generale aveva anche presentato ricorso contro il provvedimento con cui nel luglio 2019, dopo appena cinque mesi di carcere, il tribunale di sorveglianza aveva posto l'ex governatore ai domiciliari, ma la Corte di Cassazione lo aveva respinto. Ora Formigoni tornerà a ricevere il vitalizio per una decisione che, come ha commentato lui stesso, "riconosce la fondatezza del ricorso" presentato dai suoi legali. Negli ultimi mesi più volte l'ex presidente lombardo aveva denunciato come la revoca della pensione e del vitalizio lo avessero portato a vivere in una difficile situazione economica.