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Referendum sulla giustizia 2026

Esplode il caso Gratteri: “Al referendum sulla Giustizia voteranno Sì indagati e massoni”. Cosa è successo

Si infiamma la polemica sulle parole di Nicola Gratteri, secondo cui al referendum sulla Giustizia “per il ‘no’ voteranno le persone perbene”, mentre “Voteranno per il ‘Si’ gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata e i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente”. Per il procuratore capo di Napoli le sue dichiarazioni sono state strumentalizzate: “I miei interventi non possono essere parcellizzati”.
A cura di Annalisa Cangemi
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Una nuova polemica si è imposta nella campagna elettorale per il referendum sulla Giustizia. Tutto è partito ieri dalle parole del procuratore della Repubblica Napoli Nicola Gratteri, che in un'intervista al Corriere della Calabria sulla consultazione popolare dei prossimi 22 e 23 marzo, ha dichiarato che "voteranno per il ‘No' le persone perbene, quelle che credono che la legalità sia importante per il cambiamento della Calabria. Voteranno per il ‘Sì' gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata e i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente".

Parole che hanno scatenato una reazione di indignazione da parte del fronte del Sì e da parte dello stesso ministro della Giustizia Nordio. Gratteri ieri sera si è difeso, spiegando che quelle frasi sono state travisate.

La difesa di Nicola Gratteri

"Io il senso della paura l'ho superato 35 anni fa, non è con questi attacchi e con le minacce di interrogazioni parlamentari o procedimenti disciplinari che mi si mette a tacere", ha detto in risposta agli attacchi. "Non ho mai detto che i cittadini che voteranno Sì sono tutti appartenenti a centri di potere o a malavita e massoneria. Chi lo ripete è in malafede e vuole alzare lo scontro. Ma io non farò falli di reazione, e continuerò fino all'ultimo giorno la mia battaglia per il No".

"I miei interventi – ha sottolineato – non possono essere parcellizzati: ho detto che a mio parere voteranno Sì coloro che non vogliono essere controllati dalla magistratura, tra cui centri di potere, ‘ndrangheta e massoneria deviata. Ma non ho mai detto che tutti quelli per il Sì appartengono a centri di potere".

"Se pensano di scatenarmi contro chissà cosa e chi pensando di bloccarmi, di delegittimarmi, si sbagliano. Perché io posso spiegare in ogni momento ogni cosa della mia vita. Di quello che è, quello che ho detto, che dico, che dirò e quello che faccio. E che stiano tutti tranquilli", ha detto intervistato a Piazza Pulita su LA7. "Se temo un provvedimento del Csm? Ho 67 anni e dal 1989 vivo sotto scorta; ho ascoltato intercettazioni ambientali dove si spiegava come mi dovevano ammazzare. Non sono mai andato al mare, in montagna, in gita, una crociera con mia moglie e i miei figli. Ho combattuto, la ‘ndrangheta in Aspromonte e quando ero alla procura di Reggio Calabria ho arrestato 450 abitanti, figuriamoci se ora ho paura. Davanti a gente che scientificamente prende un pezzettino di intervista e la mette in rete pensando di scatenare chissà cosa, di delegittimarmi, dico che si sbagliano. Quello che ho detto è chiaro".

Il caso Gratteri finisce al Csm: proposta apertura pratica per azione disciplinare

Il caso finisce al Csm, che ora vuole aprire una pratica sulle affermazioni del procuratore. Iniziativa che si affianca alla segnalazione alla Corte di Cassazione per valutare eventuali profili disciplinari.

"In relazione alle dichiarazioni rese dal Procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, sul referendum sulla riforma della magistratura, si informa che sarà proposta l'apertura di una pratica presso il Comitato di Presidenza del Consiglio Superiore della Magistratura. L'iniziativa è finalizzata a verificare se le affermazioni pubbliche rese – per il loro contenuto e per il contesto in cui sono state pronunciate – possano rilevare nel procedimento di valutazione di professionalità del magistrato, con particolare riferimento al requisito dell'equilibrio, essenziale nell'esercizio delle funzioni giudiziarie e nella tutela del prestigio dell'ordine giudiziario. Contestualmente, sarà interessato il Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione per valutare l'eventuale sussistenza di profili disciplinari", ha fatto sapere il Consigliere laico del Csm, Enrico Aimi.

"Le dichiarazioni in cui si attribuisce una qualificazione morale ai cittadini in base al voto – definendo ‘persone per bene' chi voterebbe No e ‘indagati, imputati e massoneria deviata' chi voterebbe Sì – sono di gravità istituzionale rilevante e risultano incompatibili con i principi di imparzialità, misura e terzietà che devono caratterizzare ogni magistrato in servizio, soprattutto titolare di funzioni requirenti di vertice".

Secondo l'avvocato Aimi, "non si può ridurre il referendum a una partita tra guardie e ladri: il voto è libero, personale e segreto, e ogni cittadino ha diritto di esprimere la propria scelta senza essere delegittimato o moralmente squalificato. Il referendum rappresenta uno strumento costituzionale di esercizio della sovranità popolare e il confronto sulle riforme della giustizia deve svolgersi sul piano delle argomentazioni giuridiche e delle valutazioni di merito, nel rispetto reciproco e dei principi istituzionali. L'iniziativa assunta è volta a tutelare l'immagine di indipendenza, neutralità e credibilità della magistratura, presidio imprescindibile dello Stato di diritto".

La maggioranza di centrodestra condanna le parole di Gratteri

Diversi membri della maggioranza hanno condannato le dichiarazione del procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri. Il ministro della Giustizia Nordio ha invocato i test psico-attitudinali a fine carriera: "Sono sconcertato da quello che ho sentito, ma ancora di più da quello che non è stato ancora registrato, cioè la retromarcia che ha fatto Gratteri dicendo di essere stato strumentalizzato e frainteso. Mi domando se l'esame psicoattitudinale che abbiamo introdotto per i magistrati a inizio della carriera non sia necessario anche per la fine della carriera", ha detto il Guardasigilli a ‘Cinque minuti', durante il confronto con il presidente del Comitato Società civile per il no Giovanni Bachelet.

"Io lo denuncio. E voterò SÌ", ha annunciato il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, leader della Lega. "Le parole di Gratteri sono un attacco alla libertà di ciascuno", ha commentato il vice premier Antonio Tajani, a ‘Dritto e Rovesci, su Rete 4. E ha aggiunto: "Io non sono né indagato né imputato, né appartengo alla massoneria né deviata, né non deviata. Peraltro uno può essere massone, non è un reato essere massone. Detto questo, voto sì, perché sono convinto che questa riforma vada nell'interesse dei cittadini. Quello di Gratteri, insieme a quello del Partito Democratico di ieri – ha concluso Tajani – è il miglior spot a favore del Sì".

Anche altri esponenti del governo hanno mostrato la loro indignazione: "Io conosco il pm Gratteri la cui storia è intrisa di cose importanti che ha fatto per combattere la criminalità organizzata, la ‘ndrangheta. Diciamo che forse questa espressione non gli è venuta molto bene. Questo lo dobbiamo concedere a tutti, è successo a tutti", ha detto ieri il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi intervistato da Nicola Porro nel corso dell'evento "La Ripartenza".

"Le dichiarazioni del Procuratore Nicola Gratteri non possono essere condivise né nei toni né nei contenuti. Le sue parole sono offensive e fuori luogo per chi intende votare sì. Ridurre e semplificare il confronto su una riforma costituzionale a una contrapposizione morale tra "buoni" e "cattivi" è inaccettabile in un dibattito democratico", ha dichiarato la ministra per le Riforme Elisabetta Casellati.

"Mi considero amico di Gratteri e come lui sa bene l'ho difeso molte volte, perché ritenevo giusto farlo. Questa volta è indifendibile", ha scritto in un post su X, il ministro della Difesa Guido Crosetto. "Ciò detto", ha precisato il ministro, "non mi sento nemmeno offeso dalle sue parole. No, perché so che non ci crede nemmeno lui e so che non sono dettate dalla verità ma dalla necessità di difendere prerogative di potere superiore a tutti gli altri cittadini. Io voterò Sì senza insultare chi voterà No ma solo per cercare di fare un passo avanti nella civiltà giuridica".

Per Deborah Bergamini, vicesegretaria nazionale di Forza Italia, "Le parole di Nicola Gratteri rappresentano una picconata alla credibilità della magistratura e sono figlie di un pregiudizio ideologico purtroppo ancora radicato: quello che porta chi indossa una toga ad auto-investirsi del diritto di esprimere giudizi morali sulle persone. Al di là della forma macchiettistica, la ‘classificazione' operata da Gratteri  tra buoni e cattivi è intollerabile. È l'ennesima radiografia di quanto è davvero in gioco con il referendum e un motivo più che valido per votare sì".

Anche Bachelet (Comitato società civile per il NO) critica Gratteri

Anche il presidente del Comitato società civile per il No al referendum, Giovanni Bachelet, intervistato ieri a Cinque Minuti, ha preso le distanze dalle parole del procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri: "È un commento offensivo per gli elettori, sbagliato e credo che oltretutto porterà più voti al sì. Per fortuna poi però ci sono i commenti che fa il Ministro che ci fanno risalire con il no".

Gratteri replica a Nordio: "Le conclusioni le faranno i cittadini"

"Possiamo stare tutta la trasmissione qui a raccontare le cose che dice il Ministro e cosa che volete che vi dica? Le conclusioni fatele voi, le faranno i cittadini non le devo fare io", ha detto ancora a Piazza Pulita su LA7, rispondendo alla richiesta di commentare le dichiarazioni del ministro della Giustizia Carlo Nordio che si è detto "sconcertato" dalle sue parole invocando un test psicoattitudinale. "E che gli devo dire? si è fatto la domanda e si è dato la risposta da solo come come si faceva in una trasmissione anni fa".

"Cioè io che devo dire? Che devo rispondere al Ministro che dice che non dà la mano al procuratore generale del distretto più grande d'Europa? Che devo dire del Ministro quando dice alla Schlein tu sei una persona intelligente possibile che non ti rendi conto che questo può servire anche a te? Che devo dire del ministro che dice che i mafiosi non parlano al telefono?" ha aggiunto.

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