Opinioni
13 Marzo 2012
11:23

Elsa Fornero detta i tempi sulla riforma del lavoro, ma è scontro sugli ammortizzatori

Il ministro del welfare Elsa Fornero incontra le parti sociali ed accelera sulla riforma del lavoro: “Accordo entro 10 giorni”. Ma resta la distanza con i sindacati su licenziamenti ed ammortizzatori sociali.

La riforma del lavoro deve essere approvata tra il 21 ed il 23 marzo ed il nuovo meccanismo degli ammortizzatori sociali entrerà in parte in vigore già da quest'anno, per arrivare a pieno regime nel 2015. Sono questi i punti fermi del ministro Elsa Fornero dopo l'incontro di ieri con le parti sociali per discutere della controversa riforma del lavoro. In effetti, che il ministro voglia serrare i tempi è cosa nota da tempo, tuttavia la complessità dei temi e la portata della posta in palio appaiono ostacoli difficilmente superabili, anche in considerazione delle ultime dichiarazioni dei leader sindacali. A guidare il "fronte del dissenso" è ancora Susanna Camusso, che ha giudicato in maniera sostanzialmente negativa l'esito dell'incontro di ieri, sottolineando come la volontà del Governo di accelerare sui tempi di ingresso della riforma degli ammortizzatori sociali si traduca "nel breve periodo, durante la crisi, in una riduzione della copertura e nessun vantaggio sulla prestazione  economica". Simile anche la posizione di Bonanni, che pone l'accento sulla questione della mobilità e sui ristretti tempi entro i quali si vorrebbe forzatamente chiudere una vertenza complessa e delicata.

I punti della riforma – Sugli ammortizzatori sociali, come dicevamo, le distanze fra Governo e parti sociali sembrano essere considerevoli. La Fornero in effetti pensa ad un sistema misto, che da un lato conservi il meccanismo della cassa integrazione ordinaria (a carico delle aziende) e dall'altro ripensi quello della cassa integrazione straordinaria, i cui vincoli diverranno molto più stringenti e, secondo quanto suggerisce il corriere in una anticipazione della bozza di accordo, limitandone il "ricorso alle aziende che si devono ristrutturare – anche pesantemente – ma che non sono destinate alla chiusura. In questo caso ricorso all'assegno di disoccupazione condizionato da verifiche come avviene in Germania: se il lavoratore non accetta l'impiego offerto dalle agenzie di collocamento rischia di perdere l'assegno mensile". Altro punto chiave è certamente quello relativo alle tipologie di contratti di ingresso, con il ministro che ha chiarito che il Governo non pensa ad un contratto unico, nè alla cancellazione delle altre forme esistenti (che verranno però rivedute e "razionalizzate"). Dovrebbe però essere certo l'aumento del costo dei contratti a termine assieme però ad una "rivalutazione" del contratto di apprendistato (che dovrebbe garantire alcune tutele sostanziali al lavoratore, ma anche costare molto meno alle aziende). Di grande impatto è anche l'introduzione della cosiddetta "assicurazione sociale" per l'impiego che sostituirà tutte le altre forme di sussidio (sempre ad eccezione della cassa integrazione), anche nei contratti a termine delle pubbliche amministrazioni.

Il nodo dei licenziamenti – Ovviamente a destare particolari preoccupazioni sulla possibilità o meno di giungere ad un accordo in tempi ragionevoli è la differenza di vedute fra le parti sul tema della "flessibilità in uscita". Proprio per questo in effetti, il ministro ha rinviato la discussione sui licenziamenti ai prossimi giorni, anticipando però che l'intenzione del governo resta quella di rivedere alcuni aspetti del tanto dibattuto articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. La posizione del Governo è tuttavia abbastanza nota e "l'offerta" ai Sindacati dovrebbe consistere in un sostanziale "scambio": da un lato maggiori tutele per i lavoratori delle aziende con meno di 15 dipendenti (che non sono coperti dall'articolo 18), dall'altro la possibilità di limitare il diritto al reintegro sul posto di lavoro solo ai licenziamenti discriminatori. Una proposta che però non può convincere i sindacati, pronti anche a far saltare il banco della trattativa.

A Fanpage.it fin dagli inizi, sono vicedirettore e caporedattore area politica nella redazione romana. Racconto storie, discuto di cose noiose e scrivo di politica e comunicazione. Senza pregiudizi.
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