video suggerito
video suggerito
Referendum sulla giustizia 2026

Elezioni politiche 2027, il piano dei partiti di centrosinistra dopo la vittoria al Referendum

Nella giornata in cui il No ha vinto al referendum sulla giustizia, nella diretta di Scanner Live andata in onda sul canale Youtube di Fanpage.it sono intervenuti esponenti di molti partiti del centrosinistra o ‘campo largo’. A tutti abbiamo chiesto qual è ora il piano per trasformare questi voti in consensi alle prossime elezioni politiche. Ecco quali sono i punti in comune e dove, invece, ci sono ancora distanze.
A cura di Luca Pons
0 CONDIVISIONI
Immagine
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

Inaspettatamente, almeno nelle proporzioni, il No ha vinto al referendum sulla giustizia: anche se non era esplicitamente un voto sui partiti, è chiaro che c'è stato anche un successo politico per le forze dell'opposizione che si erano schierate contro la riforma. Fanpage.it ha seguito lo spoglio e i risultati del referendum con la maratona di Scanner Live, e nel corso della diretta sono intervenuti diversi esponenti del centrosinistra.

Abbiamo fatto a tutti la stessa domanda: e ora? Cosa farà il ‘campo largo' per provare a trasformare questo successo in un sostegno elettorale vero e proprio? Bisogna procedere con le primarie di coalizione, come ha chiesto Giuseppe Conte? O serve più cautela e le priorità sono altre? Ci sono state delle risposte simili, ma anche delle distanze.

Renzi lancia le primarie, Fratoianni frena: "Non è intelligente parlarne ora"

Matteo Renzi ai microfoni di Fanpage.it ha dettato la stessa linea del leader del M5s: "Per me le opposizioni devono fare le primarie. Primarie nel centrosinistra e poi tutti insieme per vincere". Con un appello a concentrarsi "sulle questioni concrete. Sull'inflazione, sul costo della vita, sulle accise, sulle bollette, sulle condizioni delle pensioni, su come stanno gli italiani". Se si formulano "tre proposte credibili sulla sanità, sul lavoro, sulla sicurezza che non c'è", allora Meloni "Meloni potrà far finta di non aver sentito" la sconfitta "nel 2026, ma sentirà nel 2027 con gli interessi".

Insomma, un programma sì, ma soprattutto primarie. Pochi minuti dopo, Nicola Fratoianni si è schierato su posizioni ben diverse da quelle dei due colleghi: "Penso che questa sia la discussione meno intelligente da mettere in campo adesso", ha detto, per poi specificare: "Lo dico con grande rispetto, poi naturalmente si discuterà e si deciderà insieme".

Il risultato del referendum, ha insistito il segretario di Sinistra italiana, "ci dice che questo Paese ha bisogno di una proposta politica coraggiosa, che parli dei problemi delle persone, di chi ha una vita precaria, chi ha uno stipendio troppo basso, chi non ha più garantito il diritto alla salute, il diritto all'istruzione. Io trovo che mettersi a discutere ora di come scegliere il leader della coalizione non è forse proprio la cosa con il tempismo più giusto".

Fratoianni ha voluto comunque evitare polemiche: "Non abbiamo problemi con l'uno o l'altro strumento. Io considero oggi al centro della vicenda un altro tema, che è il coraggio di una proposta politica capace di cambiare la vita delle persone"

Magi e Grimaldi (Avs) d'accordo: prima un programma, poi il leader

Polemiche o no, è chiaro che ci sono posizioni diverse sulla questione. Ad esempio, si trovano dalla stessa parte due schieramenti che hanno votato in modo opposto al referendum: Riccardo Magi, segretario di +Europa, una delle poche forze dell'opposizione che era per il Sì, ha innanzitutto chiarito che "Meloni ha meritato di perdere" perché "la riforma era scritta male ed è stata propagandata peggio", con una vera e propria "deriva orbaniana". Poi tornando al tema delle primarie ha ribadito: "Prima di parlarne è necessario che si cominci a lavorare, come finora è stato fatto ma troppo poco, per definire l'alternativa di governo. Alcune proposte concrete. E va fatto rapidamente".

Magi era collegato insieme a Marco Grimaldi, deputato di Alleanza Verdi-Sinistra. Che a sua volta ha risposto a Matteo Renzi cercando di chiarire un perimetro: "Siete a favore o no del salario minimo? Questo chiedo ai nostri alleati. Al congedo di genitorialità? Alla riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario?". E ancora la casa, "i diritti civili e sociali" e altri temi. La posizione, insomma, è che c'è "ancora tantissima strada ancora da fare".

Su questo Magi ha concordato: "Penso che ci siano delle proposte che già sono state elaborate con un metodo comune, e sono quelle su cui il governo è andato più in difficoltà. Bisogna insistere. Ovviamente ci sono anche delle differenze e delle distanze, ed è la politica che può colmare queste distanze. Penso sia un errore iniziare a parlare di strumenti come le primarie anziché intensificare questo lavoro".

Orfini (Pd): "Sono fan delle primarie. Sul programma comune non partiamo da zero"

Tra gli ultimi ospiti della diretta di Scanner Live c'è stato Matteo Orfini, deputato del Partito democratico. Anche lui, pur in modo meno netto, ha voluto in qualche modo tirare il freno sulla scelta del leader di coalizione: "Io sono un fan delle primarie, ma il tema è costruire un meccanismo di lavoro comune con quel pezzo della società che vuole partecipare" al processo politico.

Come le associazioni che si sono mobilitate, ma soprattutto i giovani, che in questo referendum sono stati una vera e propria forza trainante per il No: "Non dobbiamo rappresentarli noi, dobbiamo permettergli di auto-rappresentarsi". E comunque, ha sottolineato il democratico, il percorso delle opposizioni non parte da zero: "Dalla sconfitta delle politiche a oggi è cambiato molto, su molti temi si è costruita l'unità dell'opposizione. Pezzo a pezzo si è costruita un'agenda. Oggi c'è un salto di qualità". Ma non bisogna "dare per scontato che questo voto ci faccia vincere le politiche".

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views