"Salvini sta cercando di spostare il dibattito sul piano nazionale, tutti i giorni dice che se vince in Emilia Romagna, cade il governo ma i miei concittadini il giorno dopo le elezioni vorranno qualcuno che si occupi di loro, non che parli di Conte. (…) Sarei presuntuoso se pensassi che un progetto per l'Emilia Romagna possa difendere o far saltare un governo nazionale". Lo dice presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini (PD), candidato alle prossime elezioni in Regione, che si terranno il 26 gennaio, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7. Nella Regione la Lega è arrivata prima alle scorse europee di maggio.

"Stiamo allargando il centrosinistra che avrà forze moderate che fino ad ora non ci hanno mai votato, come il blocco Udc e pezzi di Forza Italia; ma ci sarà anche la sinistra radicale e il civismo. Il Movimento 5 Stelle è di fronte a una scelta: può sedersi a un tavolo e confrontarsi con noi sui programmi, è su quelli che si può fare un'alleanza. Chi mi conosce sa che la mia persona non è mai al centro delle scelte che servono ad una comunità, ma visto che il Partito Democratico ha detto che non è mai stato così compatto attorno ad un candidato, non faccio nessun passo indietro. Sarebbe un segno di debolezza. Ai Cinque stelle dico: sono più le cose che ci uniscono di quelle che ci dividono. Se si vuole, si possono trovare basi comuni. Fare alleanze solo per battere gli avversari sarebbe un errore, e un modo per prendere in giro i cittadini". Lilli Gruber gli domanda espressamente se il candidato del centrosinistra è disposto a fare un passo indietro pur di avere un'alleanza 5S-Pd: "No, io sono in campo", risponde Bonaccini.