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Conflitto in Ucraina
31 Maggio 2022
22:39

Draghi: “L’Italia è l’unico Paese europeo a volere che l’Ucraina diventi candidato Ue”

Secondo il premier la maggior parte degli Stati europei è contraria a concedere subito lo status di candidato all’ingresso in Ue all’Ucraina.
A cura di Giacomo Andreoli
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"Lo status di Paese candidato per l'Ucraina trova l'obiezione di quasi tutti i grandi Stati dell'Ue, tutti direi, esclusa l'Italia". A dirlo è il premier Mario Draghi in conferenza stampa dopo il Consiglio europeo straordinario di Bruxelles. Il presidente del Consiglio ha spiegato di sostenere da sempre l'ingresso di Kiev nell'Unione, ma di non sapere quale sia il modo migliore per arrivare a questo obiettivo. In ogni caso la prospettiva di concedere lo status di candidato entro il prossimo Consiglio di giugno per il numero uno del governo "non è prevedibile".

"I concetti che si sono prodotti negli ultimi mesi per sostituire lo status di candidato – ha detto- sono stati quelli di comune appartenenza alla famiglia europea, gruppo di paesi che stanno aspettando, appartenenza alla comunità. Io credo che tutti questi concetti non siano accettabili dagli ucraini e guardati con sospetto da altri Paesi che sono in fila da anni per entrare nell'Ue". Quindi ha aggiunto che ciò che al momento sembra possibile è prevedere un nuovo percorso rapido per arrivare in diversi step a questo status di candidato. "Mi sembra – ha specificato- che anche la Commissione sia d'accordo rispetto a questo tipo di prospettiva e presenterà un rapporto a fine mese".

L'ingresso di Kiev nell'Unione, quindi, sembra rimanere un'opzione che può valere forse per il lungo periodo, ma non sicuramente per il breve. Con la guerra ancora in corso e le trattative di pace che stentano a decollare, infatti, la maggior parte dei Paesi europei non vuole forzare la mano e rischiare di irritare la Russia in un momento così delicato. L'escalation militare oltre i confini ucraini, infatti, rimane sempre uno spettro all'orizzonte che l'Unione europea vuole evitare a tutti i costi. Ma non solo: per alcune cancellerie europee accelerare troppo per fare entrare l'Ucraina in Europa significherebbe forzare la mano sulle regole comunitarie, dando un segnale sbagliato ai Paesi che aspettano da anni di entrare nell'Unione.

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