Arriva l'accordo tra Lega e Movimento Cinque Stelle su un emendamento al Dl Sicurezza bis destinato ad aumentare il monte ore di straordinario per il personale operativo dei vigili del fuoco. Nel testo in arrivo in commissione affari costituzionali della Camera si legge che l'attribuzione annuale di ore di lavoro straordinario, "per fronteggiare le imprevedibili ed indilazionabili esigenze di servizio del Corpo nazionale dei vigili del fuoco""è elevata a 340mila ore a decorrere dal 2019". 

La proposta di modifica al decreto era considerata inammissibile dalla presidenza, ma nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia alla Camera "la strada che si prospetta è quella di chiedere l'unanimità di voto sull'emendamento sul monte ore straordinari dei Vigili del fuoco, che anche se non è di stretta attinenza del decreto, è largamente condiviso – hanno detto fonti del M5s alla Camera – Ci auguriamo – hanno aggiunto – che anche le opposizioni abbiano a cuore il tema. Questa è l'unica possibilità tecnica".

Il nodo degli emendamenti della Lega ‘stoppati' dal M5S

Da ieri mattina va avanti lo scontro tra il vicepremier leghista Matteo Salvini e il presidente della Camera Roberto Fico. Per Salvini gli emendamenti del pacchetto polizia erano stati bloccati per motivi politici dal pentastellato Fico. Le proposte riguardano pasti per i poliziotti, straordinari per i vigili del fuoco, vestiario per la Polizia, assunzioni nella Polizia Locale, destinazione di immobili pubblici a presìdi di Polizia. Tanto rumore per nulla per il M5S, dal momento che le misure per le forze dell'ordine non sono state inserite nel testo del decreto, come sarebbe accaduto se fossero considerate fondamentali dal Carroccio: "Non capiamo perché Salvini continui a dire sciocchezze e falsità riguardo agli emendamenti sul decreto sicurezza bis – ha scritto il Movimento 5 Stelle sulla pagina ufficiale Facebook – Facciamo un attimo chiarezza. Gli emendamenti respinti, di cui parla Salvini hanno anche la nostra firma. E questo Salvini lo sa bene. Dunque perché se la prende con il MoVimento? Perché ci attacca? Secondo quale logica?". Secondo M5S, quindi, "è chiaro che non c'è un problema politico ma tecnico: di inammissibilità degli emendamenti che non dipende dal Movimento". I pentastellati hanno dunque proposto alla Lega di riformulare gli altri, in modo che possano passare il vaglio dell'ammissibilità.

Il presidente della Camera ieri sera ha accusato il leader della Lega di voler solo fare propaganda, negando di aver sbarrato la strada agli 8 emendamento a firma Lega: "Sono e sarò sempre a fianco delle forze dell'ordine che fanno un lavoro encomiabile per garantire diritti, convivenza civile e sicurezza nelle nostre città. Qualcuno oggi dice che ho preso una decisione politica, quella di bloccare delle proposte a favore delle forze di polizia. Dice il falso e fa propaganda, o semplicemente ignora come funziona la Camera".

"Solo poco fa ho ricevuto dei ricorsi – ha fatto sapere ieri sera Fico – ma non riguardano interventi sulla Polizia di Stato perché quegli emendamenti sono già stati dichiarati ammissibili dai presidenti di commissione competenti questo pomeriggio. Ad ogni modo i ricorsi arrivati saranno esaminati alla luce del regolamento come ho sempre fatto in modo imparziale da quando sono presidente della Camera". Il presidente della Camera, Roberto Fico, ha poi risposto ai ricorsi, con una lettera inviata ai presidenti delle Commissioni competenti alla Camera: riammessi tutti quelli che riguardano la Polizia di stato e il ministero dell'Interno. Confermata invece inammissibilità norme su Vigili del fuoco e Polizia locale, che possono essere inserite nel ddl sulla Polizia locale approvato ieri dal Cdm.

Oggi i lavori sono ripresi in Aula, e  Salvini è tornato sulla polemica: "Alcuni parlamentari e alcuni presidenti dei 5Stelle hanno bloccato emendamenti sul decreto Sicurezza bis. Non fanno un dispetto a me, ma a Vigili del Fuoco, e uomini delle Forze dell’ordine. Su questo non transigo e vado fino in fondo", ha detto a Radio Anch'io. Ma si tratta ancora e Salvini non è soddisfatto: "Sul decreto sicurezza non ci siamo ancora, o va avanti tutto come previsto o io non faccio mezzo passo indietro", ha detto più tardi in conferenza stampa al Viminale.