Decreto sicurezza, il piano di Meloni dopo Torino: scudo penale e fermo preventivo per i manifestanti

Il governo accelera sul decreto Sicurezza. I fatti di Torino consentono a Giorgia Meloni e i suoi di rilanciare lo scudo penale per gli agenti e la stretta sui cortei, tra cui il fermo preventivo per i manifestanti "sospetti". Oggi a Palazzo Chigi si terrà un vertice, annunciato dalla premier dopo aver fatto visita ai poliziotti aggrediti, in dovrebbe definirsi il nuovo pacchetto di misure atteso in Consiglio dei ministri mercoledì.
"Faremo quello che serve per ripristinare le regole in questa nazione", ha annunciato ieri Meloni, cogliendo l'occasione per tornare sui temi della giustizia, in vista della campagna referendaria: "Mi aspetto che la magistratura valuti questi episodi per quello che sono, senza esitazioni, perché non si ripeta che alla denuncia dei responsabili non segua nulla, come purtroppo è accaduto troppe volte".
Cosa ci sarà nel decreto Sicurezza
Tra le norme del nuovo decreto Sicurezza, ci saranno quasi sicuramente più tutele per le forze dell'ordine, come il cosiddetto scudo penale, che consentirà di evitare l'iscrizione automatica nel registro degli indagati per gli agenti che sparano, ma anche lo sgombero di tutti gli immobili occupati e limiti più stringenti in materia di ricongiungimenti familiari.
"Noi siamo pronti e speriamo" che il decreto Sicurezza arrivi in Cdm mercoledì, "non per la cronaca delle ultime ore ma perché è giusto che ci siano dentro tutte le norme che servono, compresa ad esempio quella che prevede lo sgombero di tutti gli immobili occupati abusivamente, non solo della prima casa, e quella che taglia i ricongiungimenti familiari, perché un conto è accogliere chi scappa dalla guerra, un conto è accogliere anche gli altri 20 amici e parenti e compresa quella che toglie il sostegno a chi è oggi a spese degli italiani e commette un reato. Quindi conto che il decreto sicurezza sia completo al 100%, compresa la tutela per gli agenti, lo stop all'iscrizione automatica nel registro degli indagati", ha dichiarato il vicepremier Matteo Salvini.
Sul tavolo dell'esecutivo anche il fermo preventivo nei confronti di persone sospettate prima di un corteo, sulla base di elementi come il possesso di caschi o l'uso di armi. La misura cautelare potrebbe durare fino a 24 ore. "Sabato abbiamo visto azioni terroristiche, quando ci sono attacchi da tre lati a pattuglie che vengono isolate, e stiamo parlando di professionisti , con sassi, pietre, martelli e bombe carta non è qualcosa di improvvisato. Motivo per cui – ha spiegato il leader del Carroccio – alcune norme che avevamo elaborato come Lega nei mesi passati diventano urgenti, penso alla possibilità di fare perquisizioni sul posto, al fermo preventivo fino a 12 ore, io direi fino a 24 ore e poi anche la cauzione per chi organizza cortei".
Il governocavalca gli scontri di Torino per tornare a spingere sulla sicurezza, superando i timori di possibili ostacoli da parte del Quirinale che negli scorsi giorni avevano costretto Chigi a rallentare. Esattamente come era accaduto dopo l'omicidio nella scuola di La Spezia, a cui era seguito l'annuncio di nuovi divieti sulla vendita di coltelli, sanzioni per le famiglie e metal detector nelle scuole, le violenze durante le proteste per l'Askatasuna offrono alla maggioranza una chance per riproporre vecchie misure, come la cauzione per chi organizza cortei, già bocciata dai giuristi in quanto incostituzionale.
Piantedosi: "A Torino matrice eversiva, violenti aiutati dai pacifici"
"Finalità e metodi di quel corteo hanno una evidente matrice eversiva e, quindi, potenzialmente terroristica, che va affrontata con strumenti adeguati", ha detto Piantedosi intervistato da La Stampa. Secondo il ministro non ci sono stati errori nella gestione dell'ordine pubblico a Torino. "L’efficacia del dispositivo di sicurezza è testimoniata dall’identificazione di circa 800 persone, di cui più di 50 straniere, nelle ore antecedenti lo svolgimento della manifestazione", ha aggiunto.
Secondo il titolare del Viminale, con il nuovo pacchetto sicurezza già in vigore la situazione sarebbe andata diversamente. "Il filtro preventivo avrebbe potuto essere rafforzato dalla possibilità di praticare il fermo di polizia per almeno 12 ore, misura che abbiamo previsto tra le norme da approvare. È rivolta proprio a bloccare preventivamente soggetti di cui già si conoscono intenzioni e attitudini", ha detto. "Qualcosa del genere esiste già in alcuni ordinamenti europei senza che nessuno gridi all’attentato alla democrazia. Per ottenere risultati occorre ovviamente anche il concorso di un sistema giudiziario che finalmente prenda atto che in simili circostanze non si pratica la libera manifestazione del pensiero, ma tentativi organizzati di sovvertire l’ordine democratico, portando la devastazione nelle nostre città", ha ribadito.
Schlein sente Meloni: "No a strumentalizzazioni"
Nel dibattito sulla sicurezza è intervenuta anche Elly Schlein, che ha raccontato di aver sentito Meloni. "Le forze dell'ordine sono un patrimonio dello Stato, non una questione di parte", ha dichiarato la segretaria del Pd. "Per questo siamo preoccupati dalle strumentalizzazioni di queste ore, per cui ho chiamato la presidente del Consiglio perché in questi momenti le istituzioni devono unire non dividere", ha aggiunto.
Per Schlein la sicurezza è un tema "molto serio, che noi prendiamo molto sul serio a fianco ai nostri amministratori e amministratrici che se ne occupano ogni giorno. E abbiamo fatto anche alcune proposte in manovra, una delle quali era riportare in Italia i soldi dei centri in Albania e usarli invece per assumere più forze dell'ordine, visto che sono sotto organico in tutto il Paese. È solo una delle nostre idee", ha proseguito.