Più dignità e più efficacia. Sono queste le due parole chiave che usa la ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese, per descrivere il decreto immigrazione in audizione alla Commissione Affari Costituzionali della Camera. "Un fenomeno complesso come quello migratorio deve essere governato con un approccio che non deve far mai mancare i principi di sicurezza ma deve anche tutelare la dignità delle persone – ha sottolineato la ministra – Maggiore dignità, maggiore controllo, più efficacia nell'azione preventiva e repressiva. È questo il senso del nostro lavoro". Le nuove norme sull'immigrazione sono state approvate a inizio ottobre dal Governo, modificando i decreti Sicurezza voluti da Matteo Salvini. Con le nuove misure si punta di nuovo sull'integrazione: "Nei Centri di accoglienza straordinaria viene rafforzata la portata dell’efficacia, con supporto psicologico e corsi di lingua italiana". E proprio nei Cas italiani, dei 55mila ospiti, l'1,56% ha contratto il Covid-19, spiega la ministra. La percentuale si abbassa allo 0,98% tra i 20mila nel circuito dei Siproimi, mentre sale al 9% dei trattenuti sulle navi quarantena.

"È opportuno che venga portata avanti la previsione di canali di immigrazione regolari, perché incrementare i canali legali di accesso al nostro paese riduce l'attrattiva di canali illegali e diminuisce il peso delle reti criminali che trafficano esseri umani", ha continuato Lamorgese. Ad oggi, spiega la ministra, ci sono cinque navi quarantena che si trovano lungo le coste della Sicilia. A bordo ci sono 2730 persone. La titolare del Viminale ha segnalato un aumento degli arrivi: "Al 15 novembre di quest'anno sono stati 32mila i nuovi arrivi e quasi la metà sono tunisini". I nuovi flussi sono caratterizzati da una gran parte migranti economici, che arrivano da Tunisia e Algeria. Si tratta di "piccola borghesia e, a volte, intere famiglie".

Pioggia di critiche dai deputati dell'opposizione. Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia si scagliano compatti contro la ministra dell'Interno. "I flussi migratori diminuiscono negli altri Paesi europei del Mediterraneo ma aumentano in Italia – attacca Nicola Molteni del Carroccio – a Lampedusa l’hotspot è al collasso, i sindaci sono arrabbiati, ci sono assembramenti, c’è promiscuità sui barconi e nei centri di accoglienza". E poi ancora: "Gli italiani in zone rosse, gli immigrati in zone verdi". Laura Ravetto, deputata di Forza Italia, sottolinea che "queste forme di protezione diffusa non esistono nel resto d’Europa". Se vengono chiuse le attività, "dovete chiudere anche i porti – insiste Emanuele Prisco di Fratelli d'Italia – Non sappiamo chi arriva nel nostro Paese, e se sospendono Schengen, l'Italia diventerà il campo profughi d’Europa".