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Decreto Bollette approvato in Cdm, in arrivo bonus fino a 115 euro e sconti su gas e elettricità: tutte le novità

Il Consiglio dei ministri ha varato il decreto Bollette con un contributo una tantum fino a 115 euro per i nuclei più fragili e misure per ridurre il costo dell’energia per imprese e famiglie. Interventi anche sul prezzo del gas, sugli oneri di sistema e sulle regole europee che influenzano la formazione del prezzo dell’elettricità.
A cura di Francesca Moriero
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Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto Bollette, un intervento che, nelle intenzioni dell'esecutivo, dovrebbe contenere l'impatto dei rincari energetici su famiglie e imprese nei prossimi mesi. Il pacchetto, che avrebbe una portata complessiva compresa tra 2,5 e 3 miliardi di euro, combina misure immediate di sostegno ai nuclei con redditi più bassi e modifiche ad alcuni meccanismi che incidono sulla formazione del prezzo dell'energia. L'obiettivo dichiarato è alleggerire le fatture nel breve periodo, senza intervenire in modo strutturale sull'impianto complessivo del sistema, rinviando a un confronto più ampio, anche a livello europeo, le eventuali riforme di lungo termine. Ecco di cosa si tratta.

Bonus sociale fino a 115 euro per i redditi più bassi

Il punto centrale del decreto riguarda il rafforzamento del bonus sociale. Per le famiglie con Isee fino a 9.800 euro, soglia che sale a 20mila euro in presenza di almeno 4 figli, sarà previsto un contributo straordinario una tantum fino a 115 euro (potrebbe aumentare ancora) sulla bolletta elettrica. La misura, secondo quanto illustrato al termine del Cdm, sarà essere riconosciuta automaticamente ai nuclei che già rientrano nel perimetro del bonus sociale. L'intenzione dichiarata è offrire un sollievo immediato alle fasce più esposte agli aumenti, senza modificare l'architettura degli aiuti esistenti.

Misure previste anche per la fascia fino a 25mila euro

Accanto ai nuclei più fragili, il decreto guarda anche a quella fascia di contribuenti che oggi resta esclusa dai bonus ma che risente comunque dei rincari. Per il biennio 2026/2027, è infatti prevista la possibilità, su base volontaria, per i fornitori, di riconoscere uno sconto ai clienti domestici con Isee fino a 25mila euro. Il contributo sarà calcolato entro limiti di consumo prefissati. L'adesione degli operatori non sarà poi automatica ma dovrà essere resa pubblica, con l'obiettivo di favorire trasparenza e concorrenza tra le società energetiche.

Interventi sul gas e sul prezzo all'ingrosso

Una parte rilevante del provvedimento interviene poi sul mercato del gas, da cui dipende ancora una quota significativa della produzione elettrica nazionale. Ridurre il divario tra i prezzi italiani e quelli europei, nelle intenzioni del governo, dovrebbe contribuire a un abbassamento del costo dell'energia elettrica. Tra le leve individuate c'è anche la valorizzazione di parte delle scorte acquistate durante la crisi del 2022. I proventi saranno destinati a contenere alcune componenti tariffarie, con un'attenzione particolare alle imprese a forte consumo energetico.

Le modifiche alle regole che incidono sul prezzo della luce

Il decreto interviene poi anche sulle regole europee che incidono sui costi di produzione dell'energia elettrica da gas. L'impostazione delineata prevede lo spostamento di alcune componenti di costo dai produttori alle bollette finali. Secondo l'obiettivo dichiarato dall'esecutivo, alleggerire i costi per le centrali dovrebbe tradursi in un calo del prezzo all'ingrosso dell'elettricità e, di conseguenza, in una maggiore competitività del sistema. Resta però ancora il nodo dell'effetto finale sulle fatture: parte dei costi verrebbe infatti redistribuita direttamente sui consumatori.

Oneri di sistema e incentivi alle rinnovabili

Il testo approvato prevede poi anche una revisione degli oneri generali di sistema, che incidono per circa il 10% sulla bolletta elettrica e finanziano, tra l'altro, gli incentivi alle fonti rinnovabili. I produttori potranno scegliere una riduzione temporanea degli incentivi, tra il 15% e il 30% per un periodo definito, in cambio di un prolungamento del sostegno nel tempo. In alternativa, sarebbe possibile rinviare il recupero delle somme negli anni successivi, in forma rateizzata. Per gli impianti che hanno concluso il ciclo di sussidi, verrà poi introdotto l'obbligo di cedere l'energia attraverso contratti a prezzo amministrato con il Gestore dei Servizi Energetici. Una misura che, secondo gli operatori, richiederà attenzione per garantire una remunerazione adeguata.

Le possibili criticità sul decreto energia approvato in Cdm

Se l'obiettivo dichiarato è ridurre il peso delle bollette nel breve periodo, alcune associazioni di categoria invitano però alla prudenza sull'impatto nel medio-lungo termine. Il punto più discusso riguarda sostanzialmente la rateizzazione di alcune componenti: diluire il pagamento degli oneri potrebbe abbassare l'esborso immediato, certo, ma comportare anche un costo complessivo ben più elevato nel tempo, anche alla luce degli interessi applicati. Un altro nodo riguarda lo spostamento di alcune voci di costo direttamente in bolletta: l'operazione potrebbe effettivamente ridurre il prezzo all'ingrosso dell'energia, ma potrebbe rendere anche meno trasparente il saldo finale per i consumatori, che si troverebbero comunque a sostenere parte di quegli oneri attraverso altre componenti tariffarie. Le imprese, in particolare le micro e piccole realtà, chiedono poi anche che l'intervento non si limiti a un alleggerimento temporaneo ma affronti in modo strutturale il peso degli oneri di sistema, che incidono in maniera significativa sulla bolletta elettrica. Sul piano politico resta poi aperto il capitolo delle coperture: Matteo Salvini ha rilanciato l'ipotesi di un contributo straordinario a carico delle banche, alla luce degli utili registrati nel 2025, come possibile leva per finanziare ulteriori interventi a favore di famiglie e imprese. Una proposta che, però, richiede un confronto tecnico e politico ancora tutto da definire.

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