Dal prossimo 3 giugno via libera agli spostamenti tra le Regioni. Ma non solo: il governo starebbe pensando di riaprire anche le frontiere con il resto dell'Unione europea. I cittadini provenienti dall'area Schengen, ma anche dalla Svizzera e dal principato di Monaco, potrebbero entrare quindi nel nostro Paese senza dover poi trascorrere 14 giorni in isolamento per verificare l'assenza di sintomi di coronavirus. Questa l'ipotesi sul tavolo del governo che si prepara ad approvare il quadro della riapertura. Che, come anticipato nei giorni scorsi, dovrebbe avvenire in due momenti diversi: da 18 maggio sarà la volta di ristoranti e negozi, insieme al ritiro dei divieti agli spostamenti all'interno del territorio regionale, mentre dal prossimo 3 giugno dovrebbe essere possibile spostarsi da una Regione all'altra.

La riapertura dei confini tra qualche settimana mira a rilanciare il flusso turistico in vista dell'estate. Un piano che arriva a qualche giorno di distanza dall'annuncio, da parte della Commissione europea, per una revoca coordinata dei divieti agli spostamenti tra i Paesi membri. Con ogni probabilità si manterrà il blocco tra i territori dove il tasso di contagio è più alto, mentre si procederà a riaprire i confini tra le aree dove l'epidemia è meno diffusa. Ad ogni modo, sarà l'Edcd (l'Agenzia europea per le malattie) a fare una mappatura del vecchio continente e stabilire dove sarà possibile consentire gli spostamenti.

Per il momento restano invece chiuse le frontiere esterne dell'Ue, quelle con il resto del mondo. Se ne riparlerà dopo metà giugno, quando l'esecutivo Ue deciderà se prolungare o meno il blocco. Dei limiti alla libera circolazione all'interno dell'Unione, prevista con il Trattato di Schengen, erano stati immediatamente messi sul tavolo con lo scoppio della pandemia. "Con  i governi europei abbiamo deciso una restrizione temporanea dei viaggi non essenziali nell’Unione. Lo facciamo per non far ulteriormente diffondere il virus dentro e fuori il continente e per non avere potenziali ulteriori pazienti che pesano sul sistema sanitario Ue", aveva detto Ursula von der Leyen dopo una videoconferenza con i leader del G7 lo scorso 17 marzo.