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Il caso Cospito

Cospito, Delmastro deve affrontare il processo: “Non mi aspettavo il rinvio a giudizio ma sono sereno”

Il sottosegretario Delmastro si difende, dopo il rinvio a giudizio per il caso Cospito: “Non mi aspettavo il rinvio a giudizio, come non se lo aspettavano i pm che per due volte hanno chiesto il mio proscioglimento”.
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A cura di Annalisa Cangemi
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Il caso Cospito

Ospite di Stasera Italia si Rete 4, il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro (Fdi), rinviato a giudizio dal gup di Roma nel procedimento per rivelazione di segreto d'ufficio in relazione al caso di Alfredo Cospito, dice di essere rimasto sorpreso per la decisione del giudice dell'udienza preliminare del tribunale di Roma, Maddalena Cipriani, che conferma la scelta fatta a luglio dal gip Emanuela Attura.

"Non mi aspettavo il rinvio a giudizio, come non se lo aspettavano i pm che per due volte hanno chiesto il mio proscioglimento. Andrò a giudizio serenamente". Lo ha detto il sottosegretario alla Giustizia intervistato dalla trasmissione, evidenziando "l' anomalia" del suo procedimento rappresentata dal fatto che l'imputato è "in squadra con i pm", nel senso che anche i pubblici ministeri sono convinti della sua innocenza.

"Non ho dato le carte a Donzelli. Ho risposto a un domanda, non mi potevo trincerare dietro una segretezza che non c'era. Quelle carte – ha poi aggiunto – assolutamente non sono secretate, c'è una circolare – non una legge – che stabilisce la limitata divulgazione. La legge prevede quali siano gli atti segreti, non circolari neanche indirizzate al potere politico. Qui non c'erano atti segreti, mi pareva rilevante raccontare che c'era un attacco concentrico al 41 bis fra terroristi anarchici criminali come Cospito, e mafiosi".

"Sono fiero di quello che ho fatto, di non avere tenuto sotto silenzio un fatto di una gravità inaudita, che terroristi anarchici in combutta con criminali mafiosi tentassero un attacco al 41 bis. C'è qualcosa che viene prima: il servizio vero dell'Italia che è l'attacco frontale alla criminalità organizzata", ha detto ancora Delmastro, aggiungendo di essere pronto a rifare tutto.

"Per me gli italiani hanno il diritto di sapere che c'è un attacco concentrico contro il 41 bis portato da anarchici" e terroristi, ha ribadito.

Delmastro si mostra tranquillo, anche perché ha dalla sua il pieno appoggio di Giorgia Meloni. Nel rispondere infatti alle opposizioni, che chiedono in coro le dimissioni del sottosegretario, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'Attuazione del programma, Giovanbattista Fazzolari, fedelissimo della premier, ha detto: "Credo sia inconsueto il rinvio a giudizio dopo la richiesta di non procedere da parte del pubblico ministero". Quando alla richiesta avanzata dal Pd, di calendarizzare una mozione di sfiducia, ha risposto: "I dem hanno tutto il diritto di presentare una mozione di sfiducia, è nelle loro possibilità. Ma ovviamente la sfiducia a Delmastro finirà in un nulla di fatto, perché il sottosegretario otterrà la piena fiducia da parte del Parlamento". 

Anche il presidente dei senatori di Fratelli d'Italia, Lucio Malan, ha blindato il sottosegretario: "Anche oggi le opposizioni si sono esercitate in quello che è diventato ormai il loro passatempo quotidiano e cioè chiedere le dimissioni di esponenti del governo". 

Ora Delmastro dovrà affrontare il processo, che inizierà il prossimo 12 marzo. Il giudice per le indagini preliminari di Roma ha dunque disposto l'imputazione coatta del parlamentare di Fratelli d'Italia, non accogliendo la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura.

La vicenda ha origine dall'esposto presentato dal deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli, dopo che il deputato Donzelli, in un'interrogazione parlamentare, aveva riferito di un colloquio in carcere tra Cospito e il direttore del Dap, in cui il detenuto avrebbe espresso critiche al governo e al ministro della Giustizia. Donzelli aveva citato una relazione della Polizia penitenziaria, che gli era stata fornita da Delmastro, il quale l'aveva letta in un documento riservatissimo finito sul tavolo del ministero della Giustizia.

Botta e risposta Delmastro-Bonelli

Durante la trasmissione su Rete 4 si è registrato un botta e risposta tra Andrea Delmastro e Angelo Bonelli. Bonelli è stato chiamato in causa perché aveva fatto richiesta al ministero della Giustizia per avere la trascrizione dei verbali di cui era a conoscenza il deputato Giovanni Donzelli, che in Aula ne rivelò il contenuto, richiesta a suo dire negata. "Il ministero ha risposto a Bonelli ‘non le può avere come accesso agli atti ai sensi del 241, ma riqualifichiamo la sua richiesta come deputato. Quindi li ha avuti. E questo è agli atti del gip", ha attaccato Delmastro.

Diversa la versione di Bonelli, in collegamento telefonico con la trasmissione. "Non è vero. L'accesso mi è stato negato in base agli articoli 22 e 24 del 241 – ha detto – nella parte successiva della lettera il ministro non mi ha dato i verbali. Non ne sono in possesso non ce l'ho".

"Porterò quella risposta qui domani", ha replicato Delmastro. "Perfetto lo farò anche io – ha continuato Bonelli – porterò la lettera. Sono 5/6 pagine. Ho il documento qua davanti, ‘classificati segreti in base regolamento del Dap', dopo di che il ministro riporta lo setenografico di fatto delle dichiarazioni di Donzelli fatte in aule. Non è stato dato a me né a Magi il verbale. Divulgheremo questa cosa domani". "E domani gliela porto anche io", ha chiuso secco Delmastro.

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