L'assegno unico familiare è tornato al centro delle cronache dopo essere stato citato in conferenza stampa da Mario Draghi, rispondendo ad una domanda. "Arriva dal primo luglio", ha garantito il presidente del Consiglio. La discussione sul disegno di legge al Senato inizierà domani pomeriggio alle 16:30, si tratta dell'ultimo step prima dell'approvazione definitiva. La misura ridisegnerà e riorganizzerà gli aiuti alle famiglie, che verranno riuniti sotto l'assegno unico per i figli (eliminando quindi il bonus bebè, il bonus mamme domani e in generale i sostegni per i figli a carico). Si tratta di una vera e propria rivoluzione nel suo campo, secondo tutti i partiti, che dopo mesi di stallo arriva alla prova del nove a Palazzo Madama.

Come funzionerà l'assegno unico per i figli

L'assegno spetterà a tutte le famiglie con un figlio fino ai 21 anni. La richiesta potrà essere effettuata a partire dal settimo mese di gravidanza e la cifra verrà erogata ai genitori fino ai 18 anni del ragazzo. Poi sarà possibile richiedere che l'assegno vada direttamente al figlio, tra i 18 e i 21 anni, per favorirne l'autonomia. Il valore massimo sarà di 250 euro al mese, ma dipenderà dal reddito Isee della famiglia e sarà diviso tra i due genitori. Il sostegno aumenta all'aumentare del numero dei figli, ed è prevista una maggiorazione anche in caso di figli disabili (tra il 30 e il 50%). La novità più importante è che potranno richiederlo tutte le famiglie, anche i lavoratori autonomi e le partite Iva. I bonus familiari, fino ad ora, erano legati allo status di lavoratore dipendente, escludendo una platea sempre più grande.

Assegno unico familiare al via dal 1 luglio

L'assegno unico familiare, nelle intenzioni del governo, dovrebbe partire dal 1 luglio. Approvata la legge delega anche dal Senato – alla Camera l'ok è arrivato la scorsa estate – l'esecutivo avrà un anno di tempo per attuarla e costruire lo strumento di aiuto alle famiglie universale e progressivo. I decreti attuativi verranno approvati prima possibile, garantiscono il governo e la ministra Bonetti. Perciò la data da cerchiare in rosso resta quella del primo giorno di luglio. Per finanziare la riforma sono stati stanziati 3 miliardi di euro in Legge di Bilancio, che vanno a sommarsi ai circa 125 già utilizzati per misure a sostegno delle famiglie che verranno eliminate e inglobate proprio nell'assegno unico.