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Cosa prevede la legge della Lega sulla cittadinanza: per i 18enni nati in Italia un esame di “integrazione”

Esame di “integrazione”, più requisiti e tempi di residenza allungati. Sono alcuni degli elementi su cui si concentra la proposta di legge della Lega che vuole complicare l’iter per diventare cittadino nei confronti chi è nato e cresciuto in Italia. Ecco cosa prevede.
A cura di Giulia Casula
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Esame di "integrazione", più requisiti e tempi di residenza allungati. Sono alcuni degli elementi su cui si concentra la proposta di legge della Lega che vuole restringere i criteri per diventare cittadini italiani. Il testo è stato depositato alla Camera e mira a modificare la legge del 1992 che regola la concessione della cittadinanza a chi è nato o vive in Italia.

"La Lega presenta una proposta di legge per introdurre requisiti più stringenti per la richiesta della cittadinanza italiana, norme "anti-maranza", ampliamento dei casi in cui è prevista la revoca, stretta sui ricongiungimenti. La cittadinanza è una cosa seria, e va trattata come tale!", ha scritto sui social il leader della Lega, Matteo Salvini.

Cosa dice la proposta della Lega

Il provvedimento, in due articoli firmati dal capogruppo Riccardo Molinari e i deputati Jacopo Morrone, Giorgia Andreuzza, Ingrid Bisa ed Elena Maccanti, prevede che per ottenere la cittadinanza lo straniero maggiorenne nato e cresciuto in Italia debba superare un esame di "integrazione". Non solo, non dovrà avere condanne o procedimenti penali per delitti non colposi.

Per chi nasce in Italia da genitori stranieri quindi, non basterebbe più aver risieduto sul territorio nazionale per 10 anni consecutivi e ininterrotti e la dichiarazione di voler acquisire la cittadinanza entro un anno dal compimento dei 18 anni, ma vengono aggiunti altri requisiti.

Una prova di "integrazione", i cui contenuti e le cui modalità di svolgimento verrebbero stabiliti con decreto del Ministro dell’Interno e che dovrebbe servire a "verificare l’effettiva integrazione nonché la conoscenza delle regole sociali e giuridiche minime", si legge nell'introduzione della proposta. Ancora, l’assenza di condanne penali e procedimenti in corso per delitti non colposi, nonché di "delitti commessi nei tre anni precedenti per i quali si è beneficiato del perdono giudiziale".

La Lega inoltre, punta a complicare il già piuttosto difficile iter per assegnare la cittadinanza nei confronti di chi nasce a vive in Italia prevedendo tempi di residenza legale più lunghi: da 2 a 4 anni, per i minori, figli o discendenti di secondo grado di italiani, per richiederla al raggiungimento della maggiore età; da 2 a 4 anni per gli stranieri adulti che hanno un genitore italiano per nascita, da 3 a 10 per gli stranieri nati in Italia, da 4 a 8 per i cittadini Ue e da 5 a 10 per gli apolidi. Per quanto riguarda invece le procedure amministrative, si propone di accorciare i termini, con una riduzione da 24 a 12 mesi (prorogabili fino a 24 anziché 36).

Il testo introduce anche nuove cause di revoca dello status di cittadino italiano in caso di: condanna definitiva oltre i cinque anni oppure superiore a tre per reati di violenza di genere, stupro, maltrattamenti contro familiari e conviventi, stalking, revenge porn, nonché per "quelli "culturalmente motivati", come la costrizione o induzione al matrimonio, le pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili o la tratta di esseri umani", si legge. Inoltre, si chiede di ridurre da 10 a 2 anni il termine per l'adozione della revoca e di eliminare l'impossibilità di ritirare la cittadinanza italiana se l'interessato non possiede o non ne può acquisire un'altra. "Un elemento che rende di fatto attualmente inapplicabile la revoca nella maggioranza dei casi", viene spiegato nell'introduzione.

Una stretta è prevista anche sui ricongiungimenti familiari. Saranno esclusi coloro "che nella propria vita attiva non hanno fornito alcun contributo al progresso della comunità nazionale italiana e che, ragionevolmente, possono determinare un aumento degli oneri in termini di prestazioni sociali anziché rappresentare un sostegno per la collettività". Inoltre si chiede di aumentare la soglia di reddito minimo annuo per richiedere il ricongiungimento, passando "dall'attuale importo anno pari a quello dell'assegno sociale aumentato della metà per ogni familiare da ricongiungere, al triplo dell'assegno sociale aumentato dell'intero importo". Infine, a ogni componente della famiglia, viene richiesto l'obbligo di assicurazione sanitaria.

Una proposta – che per il momento non è ancora stata assegnata alla commissione competente per l'avvio dell'esame – ma che la Lega giustifica come necessaria "all'indomani della ‘bocciatura'" del referendum abrogativo dello scorso 8 e 9 giugno, in cui si chiedeva di dimezzare il periodo di residenza da dieci a cinque anni per chiedere la cittadinanza. L'esito "ha chiarito la volontà del popolo italiano" che, secondo i legisti, considera "lo status di cittadino come un riconoscimento importante, da attribuire solo agli stranieri residenti nel territorio nazionale che dimostrino di meritarlo".

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