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Cosa non torna nella storia del controllo ‘preventivo’ di polizia contro Ilaria Salis

Il caso del controllo subito ieri mattina da Ilaria Salis nella sua camera d’albergo, poche ore prima del corteo No Kings a Roma, solleva parecchi dubbi. La gestione dell’ispezione da parte della polizia e i motivi di un’operazione inusuale condotto contro un’europarlamentare alimentano le polemiche.
A cura di Giulia Casula
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Ieri la polizia si è presentata nella camera d'albergo dell'eurodeputata di Avs Ilaria Salis per un controllo "preventivo" poco prima della manifestazione No Kings a Roma. La Questura ha reso noto che si è trattato di un "atto dovuto" dopo la "segnalazione da parte di un Paese terzo", la Germania e "sulla base di un sistema di collaborazione internazionale tra forze di polizia che è immutato da anni". Ma il caso solleva parecchi dubbi. La gestione dell'ispezione da parte della polizia e i motivi di un controllo inusuale condotto contro un'europarlamentare alimentano le polemiche. 

Era stata la stessa Salis a dare notizia del controllo, con post diffuso sui suoi social ieri mattina. "La Polizia si è presentata all'alba nella mia stanza d'albergo", aveva raccontato collegando l'ispezione alle restrizioni imposte dal decreto Sicurezza nei confronti di chi manifesta. Nel pomeriggio infatti, Salis era attesa al corteo No Kings a Roma.

All'inizio dunque, si era ipotizzato si trattasse di un fermo preventivo, introdotto dall'ultimo pacchetto sicurezza, che in occasione di manifestazioni o eventi pubblici consentirebbe agli agenti di trattenere fino a 12 ore persone sospette. In realtà come si è appreso in un secondo momento, la richiesta sarebbe arrivata dalla Germania. La Questura ha precisato che "in nessun caso e in nessun modo" il controllo aveva a che fare con il dl Sicurezza o con il corteo No Kings. L'operazione rientrerebbe nell'ambito dei controlli specifici di persone nello spazio Schengen, disciplinati dal regolamento EU 2018/1862.

Ciascuno Stato che aderisce al sistema di informazioni Schengen può effettuare delle segnalazioni nei confronti di determinate persone, i cosiddetti "alert", che fanno scattare l'azione di polizia del Paese in cui viene individuato il soggetto segnalato. I controlli devono rispettare le norme e le procedure di diritto interno e gli Stati che aderiscono al SIS Schengen non possono sottrarsi dall'eseguirli.

Nel caso di Salis, la Germania avrebbe emesso un alert per la vicenda che ha portato l'ex insegnante essere rinchiusa per oltre un anno in un carcere a Budapest, in Ungheria, perché accusata dell’aggressione di militanti neonazisti durante un corteo. La segnalazione sarebbe apparsa su Web Alloggiati, il sistema che impone alle strutture ricettive di rendere note alle autorità le generalità del cliente. Secondo quanto si apprende da fonti interne l'alert sarebbe partito già alcune settimane fa, al suo attraversamento del confine di un Paese dell'area Schengen, sulla base dei presunti rapporti tra Salis e Hammerbande. Il gruppo eversivo di estrema sinistra sarebbe coinvolto in alcuni procedimenti, in Germania e in Ungheria, a seguito di aggressioni e disordini in piazza.

La questione è che Ilaria Salis è un'eurodeputata e in quanto tale gode dell'inviolabilità garantita dall'articolo 68 della Costituzione, che protegge i parlamentari da arresti, perquisizioni o limitazioni della libertà personale senza autorizzazione della Camera di appartenenza. Sul punto è intervenuto il dem, ex ministro della Giustizia, Andrea Orlando: "Quali sono le ragioni per le quali si è' lesa l'inviolabilità del parlamentare? Indagini? Prevenzione di reati? In camera? È stata coinvolta la magistratura? Perché non c'era discrezionalità? Si doveva andare per forza in hotel all'alba?", sono le domande emerse nelle ultime ore.

Il Questore di Roma, Roberto Massucci, ha precisato che il controllo è stato "atto dovuto, da una segnalazione proveniente da un paese europeo, che non consente margine di discrezionalità negli adempimenti richiesti alle autorità italiane". Il tutto è "avvenuto su richiesta di un Paese estero e sulla base di un sistema di collaborazione internazionale tra forze di polizia che è immutato da anni".

A quanto si apprende dagli organi di stampa però, nella sala operativa della Questura qualcosa si sarebbe inceppato. Nessuno infatti, avrebbe collegato il nome del soggetto da controllare all'europarlamentare facendo accadere il fattaccio. Il Viminale inoltre non sarebbe stato messo al corrente. Il che spiegherebbe almeno in parte, perché il ministero guidato da Piantedosi non è intervenuto presso il governo tedesco a tutela delle prerogative dell'europarlamentare. Tuttavia, se confermato, tale aspetto farebbe emergere un buco non da poco nel flusso di informazioni tra Questura e ministero, entrambi deputati a garantire la sicurezza pubblica.

Dall'altra parte, Salis non crede che il Viminale sia stato bypassato. "La polizia risponde al ministero dell'Interno, se il ministero non ne sapeva niente è ugualmente grave", ha dichiarato ieri. "Si tratta di un fatto molto grave, ed è molto particolare che siano così zelanti nell'effettuare un controllo su una segnalazione estera su un volto noto dell'opposizione, proprio il giorno di un corteo nazionale".

C'è poi la questione delle date. La segnalazione sarebbe stata inserita dalla Germania agli inizi di marzo. Ma il controllo è scattato solamente ieri mattina. Per l'eurodeputata, il collegamento con il corteo No Kings sarebbe evidente. "Mi hanno rivolto tutta una serie di domande, che riguardavano il mio arrivo a Roma, quando sarei arrivata, come sarei arrivata…Ma anche domande che riguardavano la manifestazione. Se avevo intenzione di recarmi alla manifestazione ‘No Kings', se addirittura avevo oggetti pericolosi per la manifestazione", ha detto raccontando l'episodio. "Il controllo si è protratto per circa un'ora e poi insomma si è concluso, ma non mi hanno rilasciato alcun verbale", ha assicurato. Che ci sia stata una falla nelle comunicazioni tra ministero e Questura o che sia stata un'operazione intenzionale effetto delle nuove misure sulla sicurezza, la vicenda resta comunque opaca e con dei nodi ancora tutti da sciogliere.

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