Dal prossimo 16 gennaio sarà in vigore il nuovo dpcm per fronteggiare l'emergenza sanitaria innescata dal coronavirus. Il governo lo sta mettendo nero su bianco in queste ore, in vista di un nuovo confronto con le Regioni e gli enti locali, fissato per giovedì, per definire i dettagli. Domani mattina il ministro della Salute Speranza illustrerà in Parlamento contenuto del nuovo provvedimento. Imminente anche la proroga dello stato d'emergenza, probabilmente al 30 aprile, che sarà contenuta in un nuovo decreto che sarà presentato sempre domani. Lo stato d'emergenza servirà anche a dare la possibilità al governo di agire con provvedimenti urgenti, per poter gestire la campagna vaccinale.

Salta la regola dei week end arancioni: in un primo momento si era valutata la possibilità di far passare tutte le Regioni che si trovano in una fascia di rischio gialla in fascia arancione nei fine settimana, stabilendo sostanzialmente che tutti i bar e i ristoranti sarebbero stati chiusi in tutta Italia nei week end. Ma questa misura è stata esclusa dal prossimo dpcm. Il ministro della Salute Speranza ha però anticipato che sarà confermato il blocco agli spostamenti tra le Regioni, anche per quelle gialle, come già previsto durante le vacanze di Natale. Dopo la riunione di ieri con le Regioni il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia ha voluto rassicurare tutti i gestori di attività sugli indennizzi: "Tutte le attività che rimarranno chiuse saranno ristorate".

Resta il coprifuoco

Dalle 22 alle 5 sarà vietato uscire se non per motivi di necessità, salute o lavoro. Il divieto di circolazione notturna sarà in vigore in tutto il territorio nazionale.

Confermato il modello a fasce

Sarà confermato il modello della suddivisione in zone colorate. Anche se ci sarà sicuramente un abbassamento delle soglie per determinare il passaggio di fascia: Rt 1 per quella arancione, 1.25 per la zona rossa. "Pensiamo di intervenire anche sugli indici di rischio anche per facilitare gli ingressi in arancione, ad esempio per le Regioni a rischio alto", ha spiegato il ministro della Salute.

In arrivo la zona bianca

Allo studio del governo c'è anche l'introduzione della cosiddetta ‘zona bianca', che potrebbe scattare con un Rt inferiore o pari a 0,5. Secondo il ministro Speranza è stata valutata "per dare un segnale che il Paese sta facendo un lavoro che gli consentirà di entrare in una fase diversa in un tempo medio". In questa fascia potrebbero riaprire tutte le attività, la scuola, le sale da concerto, i cinema, i teatri, le palestre e le piscine.

Confini regionali

L'esecutivo intende confermare il divieto di spostamento anche tra le Regioni che si trovano in fascia gialla. Naturalmente sarà sempre consentito il ritorno presso il proprio domicilio o residenza, e saranno permessi i movimenti per motivi di lavoro, salute o urgenza.

Slitta apertura impianti sci

L'apertura degli impianti per lo sci, prevista inizialmente per il 18 gennaio, sarà rinviata. Le Regioni hanno chiesto per questo ristori: "Assolutamente necessaria un'incisiva azione del Governo tesa a garantire immediati ed adeguati ristori economici" al settore, secondo il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, che ha inviato una lettera ai ministri Roberto Speranza, Francesco Boccia e Roberto Gualtieri.

Rimane la stretta sulle visite

È ancora necessario limitare la socialità, come misura di contenimento dei contagi. Ci sarà quindi nel prossimo dpcm il divieto di ospitare a casa più di due parenti o amici. Così come è stato fatto con il dpcm precedente sono previste delle deroghe per i figli minori di 14 anni e per i soggetti fragili o non autosufficienti, che si muovono in compagnia dei due adulti.

Stop asporto dopo le 18

Questa misura che ha gettato nel panico la categoria dei ristoratori verrà probabilmente inserita nel nuovo provvedimento, per poter controllare ulteriormente gli assembramenti davanti ai locali. Dopo le 18 non si potranno più prendere cibi e bevande d'asporto nei bar, nelle gelaterie, nelle pasticcerie, nei pub, nelle pizzerie, nelle tavole calde.

Piscine e palestre

Niente da fare per chiuse piscine e palestre. Ma come aveva promesso il ministro dello Sport Spadafora se l’indice di contagio dovesse scendere potrebbe poi esserne autorizzata l'apertura almeno per le lezioni individuali.