Matteo Salvini, leader della Lega, avverte: se non ci saranno interventi economici immediati, di cui i cittadini hanno bisogno per far fronte all'emergenza coronavirus, si potrebbe arrivare allo scontro sociale. E lancia un appello al governo affinché metta in campo tutte le risorse necessarie, anche 100 miliardi, se sono i soldi che servono. In un'intervista con La Stampa, il senatore del Carroccio sottolinea che le sanzioni più severe, approvate ieri dal governo di Giuseppe Conte, sono "sacrosante", ma che se si fosse prestato ascolto prima a sindaci e governatori, forse "non si sarebbe arrivati a questo punto". Secondo Salvini le autorità locali vanno ascoltate di più: "In Lombardia e in Campania, se qualcuno pensa di scaricare sugli amministratori locali le evidenti inefficienza dello Stato centrale si sbaglia di grosso. Non lo permetteremo".

Il rischio è che la pazienza degli italiani si trasformi in rabbia: "Diversi segnali ci sono già. La gente si sta comportando in maniera eccezionale, però pretende garanzie. A partire dall'occupazione. Parlando con lavoratori, imprenditori, commercianti, liberi professionisti, abbiamo sempre la stessa risposta: siamo pronti a fare sacrifici, ma il governo deve coprirci le spalle. Se così non fosse la rabbia monterebbe. I soldi promessi devono arrivare. Ora non tra due mesi. Il tema della rabbia che potrebbe esplodere mi è ben chiaro", afferma Salvini. E torna ad insistere sull'emergenza economica. Secondo l'ex ministro dell'Interno servono garanzie di investimenti illimitati: "Il resto dell'Europa si sta muovendo con cifre enormi. Dobbiamo muoverci prima che si arrivi allo scontro sociale tra garantiti e non garantiti. Servono cento miliardi? Mettiamo cento miliardi".

Non hanno importanza debito e vincoli economici. "Il rigore e lo zero virgola hanno fatto dell'Italia il Paese con la crescita più bassa d'Europa. L'emergenza ci impone di cambiare". E anche se l'Europa è scesa in campo con i 750 miliardi stanziati dalla Bce, secondo Salvini potrebbe essere troppo tardi: "Il rischio è che questi soldi non arrivino mai alle imprese. Sulle lacune dell'Unione ho più certezze di prima. Dobbiamo difenderci con le unghie, come stanno facendo la Germania e la Cina. E proteggere le nostre aziende quotate in borsa dallo shopping straniero".

Il segretario del Carroccio non risparmia un affondo al governo: "Se al tavolo troviamo ministri come Gualtieri le cose si complicano. Gli abbiamo fatto molte proposte, ricevendo sempre la stessa risposta: nel decreto non ci sono più soldi. E allora di che cosa parliamo". Sulle misure adottate finora dall'esecutivo, Salvini commenta: "Sono convinto che un governo di centrodestra sarebbe stato linciato su alcune di queste scelte. Non importa. Il nostro obiettivo è dare una mano. Certo, quando leggo che il ministro del Sud sostiene che si deve aiutare il lavoro nero mi si gela il sangue. Per noi avrebbero chiesto l'arresto immediato per istigazione a delinquere. Sorvolo. Mi basterebbe che ci lasciassero la libertà di portare le nostre idee e di esprimere il nostro dissenso quando serve".