"C'è tanto lavoro da fare e non abbiamo tempo da perdere. Anche per questo motivo oggi ho incontrato i ministri M5S alla Farnesina. Ho visto persone motivate, pronte a dare il massimo per gli italiani. Con loro abbiamo fatto il punto su tutti i provvedimenti da portare avanti. Questo governo è nato, infatti, per dare risposte immediate agli italiani". Lo ha scritto su Facebook il ministro degli Esteri e capo politico 5 Stelle, Luigi Di Maio, che oggi al suo dicastero ha voluto incontrare i membri penstastellati del governo per fare un punto sul programma.

"Intanto – ha aggiunto Di Maio – abbiamo il taglio dei parlamentari da concretizzare. E siamo pronti all'ultimo voto. Si tratta dell'ultima votazione alla Camera e poi elimineremo 345 poltrone, risparmiando mezzo miliardo di euro da investire in servizi per i cittadini". 

"Vorrei ringraziare il presidente Conte per il lavoro che sta continuando a svolgere. Sono certo che riuscirà ad essere garante anche di questo nuovo governo"

Oggi pomeriggio il neo ministro degli Esteri ha anche nominato come capo di gabinetto Ettore Francesco Sequi, attuale ambasciatore d'Italia a Pechino, come ha fatto sapere la Farnesina in una nota.

La scelta di convocare una riunione del M5S proprio al ministero però è stata criticata da Forza Italia. Stefania Craxi, senatrice azzurra e vicepresidente della commissione Affari esteri Di palazzo Madama, ha detto in una nota che "apprendiamo che il neo ministro degli Esteri ha convocato una riunione della compagine pentastellata alla Farnesina. Va bene che i codici comportamentali sono oramai saltati da tempo, ma la politica e le istituzioni vivono Di riti e ogni rito si dovrebbe consumare nelle opportune sedi. Attenzione, pertanto", ha aggiunto la parlamentare, "a scambiare un ministero, per di più così importante e in vista come quello degli Affari esteri, con una location per riunioni. È di strappo in strappo, da inconsuetudine a inconsuetudine, che abbiamo ridotto i nostri istituti democratici a un cumulo di macerie. Qualche consigliere di esperienza spieghi al novello inquilino che l'edificio originariamente costruito per essere la sede del Partito nazionale fascista non può diventare la sede di altri partiti", ha concluso Craxi, "né la dependance di aspiranti ducetti".