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News sul salario minimo in Italia

Conte a Fanpage.it: “Sul salario minimo c’è convergenza tra le opposizioni, speriamo si faccia”

Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 stelle, in un’intervista a Fanpage.it ha discusso la riforma del salario minimo legale: c’è una “convergenza” tra le opposizioni, ha detto, che è “qualcosa rispetto al passato”. Il governo si è detto contrario, ma Conte ha rilanciato: “Speriamo che si riesca a fare”.
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A cura di Luca Pons
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Il salario minimo, per Giuseppe Conte, è un rimpianto: "Non essere riuscito a fare la riforma del salario minimo legale durante gli anni di governo. Purtroppo, nel Conte 1 e nel Conte 2, per varie vicissitudini, ci siamo trovati in coalizioni che non sono riuscite a trovare l'aggregazione e i numeri per portare avanti questa misura. Mi dispiace, lo ammetto pubblicamente e mi rimane come un pallino". Il leader del Movimento 5 stelle lo ha detto a Fanpage.it in un'intervista in diretta andata in onda sui canali Youtube e Instagram. Ora, però, la speranza di arrivare alla riforma c'è: "Servirebbe subito, e speriamo di arrivarci. Tra le forze di opposizione ho visto una certa convergenza, che è già qualcosa rispetto al passato".

Le proposte lanciate da M5s, Partito democratico e Terzo polo hanno delle differenze, ma tendenzialmente convergono sulla cifra di 9 euro all'ora come soglia minima di pagamento. Una cifra che, considerando gli attuali tassi d'inflazione, non sembra poi così alta. "Certo che sono pochi: in Spagna, Francia e Germania le soglie sono più elevate e hanno dei meccanismi di indicizzazione sul costo della vita", ha ammesso Conte. Tuttavia, "dobbiamo essere realisti: consideriamo la tredicesima, la quattordicesima, tutte cose che affronteremo. A me piacerebbe partire con una soglia con un meccanismo di indicizzazione e una certa flessibilità. Sarei populista a dire ‘almeno 12 euro, almeno 13 euro'. Magari. Ma ora introduciamola: 9,50 o 10, quello che è".

Anche perché il lavoro povero, in Italia, è un fenomeno diffuso, e colpisce soprattutto giovani e donne: "Lo sfruttamento della manodopera non è una realtà isolata. Io ho incontrato persone che prendevano due euro lordi l'ora". Il governo, in particolare Giorgia Meloni, si è esplicitamente opposto alla proposta. "Ma qui anche Confindustria si è detta favorevole", ha contestato Conte. "Qui il governo invece di fare l'interesse generale e restituire dignità sociale a lavoratrici e lavoratori, pensa a tenersi buono elettoralmente qualche sotto-blocco sociale. Ma introduciamolo, semmai con agevolazioni per chi deve aumentare gli stipendi da un giorno all'altro. Ma facciamolo assolutamente".

La risposta di Meloni è stata che è meglio puntare sul taglio del cuneo fiscale. "Ma cosa c'entra? Oggi il taglio del cuneo è necessario, perché il ceto medio si è impoverito. Ma lo sfruttamento della manodopera è un'altra cosa, non ci facciamo prendere in giro".

La manifestazione del M5s: "Non rassegnarsi alla precarietà come regola"

Il colloquio con Conte ha toccato anche il tema del lavoro precario e dei giovani che vanno all'estero: "Lavoriamo per introdurre una legge che faccia divieto per il tirocinio curriculare non retribuito. Perché i nostri giovani devono andare in Spagna e in Francia per trovare una soglia di salario minimo legale? Quando parliamo con i nostri giovani che sono all'estero loro hanno sempre un velo di tristezza. Perché un Paese come il nostro, che ha tutto, dove lo trovano? Non lo troveranno mai. C'è il rimpianto di aver lasciato la propria terra".

La precarietà del lavoro, che Conte dice di aver contrastato nei suoi anni di governo con il decreto Dignità, "non deve essere la regola". Per questo "dobbiamo ribellarci" alle scelte del governo, ha detto il leader M5s, che sabato 17 giugno a Roma guiderà una manifestazione di protesta contro la precarietà. "Perché rassegnarsi? Il primo maggio il governo si è riunito e ha ristabilito che la regola è il tempo determinato. E dobbiamo ribellarci. Non è vero che dappertutto è così, sono scelte dei governi e si può fare in altro modo". Il governo Meloni, poi avrebbe promosso "una narrativa ignominiosa" sui giovani che non avrebbero voglia di lavorare e sui percettori del Reddito di cittadinanza, descritti come "oziosi divanisti".

Tuttavia "sono passati sei mesi, quasi sette", dalla legge di bilancio dell'attuale governo "e ancora non c'è alcun corso di qualificazione" per i lavoratori definiti occupabili: "Il governo non ha fatto nulla sulle politiche attive, sta solo facendo cassa sulle persone più povere". Da questa crisi "non si esce con scelte ideologiche scollate dalla realtà. Quello che non si è capito è che in molti percepivano il Rdc per integrare lo stipendio di un lavoro sottopagato. Ma lo vogliamo riformare questo mercato del lavoro e smetterla con gli slogan ideologici?".

Ucraina: "Passo dopo passo ci stanno trascinando in guerra"

Il leader del Movimento 5 stelle ha toccato il tema dei fondi europei del Pnrr – "se si sprecheranno sarò fortemente arrabbiato e spero che si arrabbi l'intera comunità nazionale, perché lì abbiamo investimenti per la formazione, per le scuole, ricerca, sanità… e non possiamo perdere questa occasione. Se la sprechiamo sarà una calamità naturale" – per poi rispondere ad alcune domande sulla posizione del M5s in relazione alla guerra in Ucraina.

Il governo Meloni, ha detto Conte, "ci sta trascinando in guerra. Non so se lo sta facendo consapevolemente o inconsapevolemente perchè non ha una visione, ma noi stiamo entrando in guerra, passo dopo passo. Prima si parlava di elmetti e giubbotti, poi fucili, poi i missili difensivi, poi a lunga gittata, poi si arriverà ai jet e addirittura si parla di Stati Nato pronti a inviare truppe".

"La comunità internazionale, con l'Italia protagonista, doveva imporre l'agenda per trovare una via d'uscita a questo conflitto. Possiamo mai aspettarci che Putin dica "sì, mi arrendo"? Lo stesso Zelensky, dopo aver incontrato il Papa, ha detto "non voglio che il Papa svolga un'attività di mediazione". Cosa significa vincere la guerra? Arrivare a Mosca? E allora dico: qual è la nostra strategia?", ha chiosato Conte.  "È una prospettiva che durerà anni. C'è qualche buontempone che ha anche responsabilità di governo, che va in giro a dire che non c'è il rischio di deflagrazione nucleare. Invece siamo ormai avviluppati in una escalation militare di un conflitto che può solo peggiorare, con carneficine e rischio nucleare".

L'assenza al Gay Pride: "Avevo impegno familiare serio, il M5s sui diritti civili c'è"

Infine, Conte è tornato sulla sua assenza al Gay Pride di Roma, che aveva sollevato polemiche. "Non sono andato per un impegno familiare serio. Dover declinare le ragioni private non mi pare ora una tutela della privacy, a cui non voglio rinunciare. Si sono scatenati tutti, ma sul campo dei diritti civili ci siamo per convinzione", ha ribadito.

"Nella nostra carta dei principi e dei valori c'è la tutela della dignità di ogni essere umano, il diritto a essere riconosciuti per come si è e per come ci si percepisce, il diritto alla libertà di amare chi si vuole. Sul campo dei diritti civili noi ci siamo non per improvvisazione, ci siamo per un percorso e per convinzione. Dispiace che alcuni, da una battuta, poi sparino. Evidentemente anche io, su certi giornali, ho diritto di andare online con un titolone quando si tratta di distorcere la realtà delle nostre convinzioni e dei nostri pensieri", ha concluso Conte.

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