video suggerito
video suggerito

Come vuole rispondere l’Europa alle minacce di Trump sulla Groenlandia

L’Ue lavora a un piano di reazione alle minacce di Trump sulla Groenlandia. La Francia pensa a possibili contromisure in caso di invasione militare, ma per ora gli Usa escludono questa ipotesi. Bruxelles però intende garantire la difesa dell’isola artica. “La Groenlandia appartiene al suo popolo”, ha ricordato il leader del Consiglio Ue, Antonio Costa.
A cura di Giulia Casula
15 CONDIVISIONI
Immagine

Di fronte alle mire sempre più concrete di Trump sulla Groenlandia, l'Ue lavora a un piano di possibili risposte alle minacce del tycoon. Per ora il segretario di Stato Marco Rubio ha escluso un attacco militare come quello subito dal Venezuela, ma il presidente Usa non intende rinunciarvi. La prima opzione "è sempre la diplomazia, per questo sta attivamente discutendo l'acquisto" dell'isola, ha spiegato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt.

Nonostante i toni più morbidi, la volontà di annettere la Groenlandia (magari tramite una compravendita oppure attraverso un accordo di associazione come quelli già attivi con alcune isole del Pacifico) resta. La prossima settimana è atteso un incontro fra Rubio, e alti funzionari danesi, che discuteranno delle intenzioni di Washington, come confermato dalla ministra degli Esteri groenlandese, Vivian Motzfeldt. "Nulla sulla Groenlandia senza la Groenlandia. Ovviamente parteciperemo. Abbiamo chiesto un incontro", ha affermato.

La nuova fuga in avanti degli Stati Uniti ha messo in allerta l'Ue che ora pensa a come reagire alle intimidazioni del leader MAGA. Dalla Francia, per bocca del ministro degli Esteri Jean-Noel Barrot, è arrivato l'annuncio di un piano per contrastare una possibile invasione. "Quale che sia la forma delle intimidazioni e qualsiasi la loro provenienza, abbiamo avviato un lavoro al Quai d’Orsay per prepararci a rispondere insieme, a non rispondere da soli", ha dichiarato.

Una risposta che punta a coinvolgere gli altri Stati membri. "Di fronte a questi segni intimidatori, vogliamo agire, ma agire con i nostri partner europei", ha ribadito il ministro francese.

E sulla difesa dell'isola artica convergono anche gli altri leader europei. "La nostra Unione non è perfetta, ma è una promessa: che la cooperazione è più forte dello scontro, che il diritto è più forte della forza. Principi che si applicano non solo alla nostra Unione europea, ma anche alla Groenlandia", ha ricordato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo discorso alla cerimonia di inaugurazione della presidenza di Cipro al Consiglio dell'Ue.

Una linea rafforzata anche dalle parole del presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, che ha detto chiaramente che la "Groenlandia appartiene al suo popolo". "Nulla può essere deciso riguardo alla Danimarca e alla Groenlandia senza la Danimarca o senza la Groenlandia. Esse hanno il pieno sostegno e la solidarietà dell'Unione europea. L'Europa rimarrà una sostenitrice ferma e incrollabile del diritto internazionale e del multilateralismo", ha sottolineato.

In Italia invece, il titolare della Farnesina, Antonio Tajani, ha provato a smorzare. "Io non credo che Trump voglia invadere la Groenlandia, il segretario di stato Rubio parlando con alcuni deputati i repubblicani ha detto che semmai potrebbero acquistarla. Poi bisogna vedere cosa significa acquistare, ma è certo che l'ha annunciato proprio lui che il segretario di stato degli Stati Uniti incontrerà i vertici danesi per parlare della questione Groenlandia", ha dichiarato il vicepremier. "Noi come Italia insieme ad altri paesi europei abbiamo ribadito che il destino della Groenlandia lo decidono la Groenlandia e la Danimarca, cioè un'unione della corona, è un paese libero la Groenlandia, è autonomo, ma il re di Groenlandia è il re di Danimarca. Fa parte della Nato, non fa parte dell'Unione Europea, ma noi – ha aggiunto Tajani – abbiamo ribadito che certo il tema dell'Artico è fondamentale, però rimane l'indipendenza, l'integrità territoriale, l'inviolabilità dei confini del territorio della Groenlandia".

La posizione dunque, è quella contenuta nella dichiarazione congiuntafirmata da Meloni assieme al presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco, Friedrich Merz,  il premier polacco, Donald Tusk, il premier spagnolo, Pedro Sanchez, il premier britannico, Keir Starmer e la premier danese, Mette Frederiksen. "La sicurezza artica rimane una priorità fondamentale per l'Europa ed è fondamentale per la sicurezza internazionale e transatlantica". Una sicurezza che deve essere raggiunta "collettivamente, in collaborazione con gli alleati della Nato, compresi gli Stati Uniti, sostenendo i principi della Carta delle Nazioni Unite, tra cui la sovranità, l'integrità territoriale e l'inviolabilità delle frontiere. Questi sono principi universali e non smetteremo di difenderli", si legge. Vedremo se gli Usa saranno d'accordo.

15 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views