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Referendum sulla giustizia 2026

Come possono votare i fuorisede al Referendum sulla Giustizia 2026: le opzioni aperte dalle opposizioni

C’è ancora una possibilità per i fuori sede che vogliono votare al referendum giustizia 2026. Diversi partiti come Avs, Azione, Pd, M5S e Radicali hanno aperto le iscrizioni come rappresentanti di lista per consentire a migliaia di fuori sede di esercitare un loro diritto. Ecco come funziona.
A cura di Giulia Casula
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C'è ancora una possibilità per i fuori sede che vogliono votare al referendum giustizia 2026. La maggioranza ha negato questo diritto a circa 5 milioni di persone che per motivi di studio, lavoro o salute vivono distanti dal loro Comune di residenza, sostenendo che i tempi fossero troppo stretti per organizzare il voto. Tuttavia c'è un modo per aggirare il limite imposto dal governo: iscriversi come rappresentante di lista. Diversi partiti da Alleanza Verdi-Sinistra a Movimento 5 Stelle, Azione, Partito democratico e Radicali, hanno aperto le iscrizioni per consentire a migliaia di fuori sede di esercitare un loro diritto.

Finora il voto per chi abita in un Comune diverso da quello di residenza è rimasto limitato a due sperimentazioni. La prima alle europee del 2024 e la seconda al referendum di giugno 2025, su cittadinanza e lavoro. Studenti e lavoratori fuori sede si aspettavano che il meccanismo sarebbe diventato strutturale, o quantomeno speravano di vederlo riattivato per il referendum sulla giustizia. Invece così non è stato.

La maggioranza ha bocciato tutti gli emendamenti a riguardo, costringendo i fuori sede a fare ritorno nella loro città di residenza. Un viaggio che in molti casi è incompatibile con le esigenze lavorative, di studio o di salute di queste persone e che in ogni caso spesso comporta spese molto elevate. Chi non può sostenerle si vede negare il proprio diritto di voto.

Per questo motivo, alcuni partiti hanno deciso di accogliere le richieste di questa quota di elettori, offrendo loro una possibilità per votare. Pd, Alleanza Verdi-Sinsitra, Azione, Radicali, M5s e altri hanno messo a disposizione le loro piattaforme per iscriversi come rappresentante di lista. Una mossa che consente il voto anche a chi abita in una città che non coincide con quella di residenza.

Il rappresentante di lista non ha obblighi particolari. Una volta nominato dal partito o dal comitato a cui ha fatto richiesta è abilitato a recarsi presso la sezione assegnata, purché munito di tessera elettorale. Se interessato, può seguire le operazioni di voto e di scrutinio.

In questo modo, migliaia di fuori sede potranno riuscire a votare nel Comune in cui si sono trasferiti senza dover fare ritorno a casa. Una possibilità che negli ultimi giorni è spopolata, a dimostrazione dell'interesse a veder riconosciuto un diritto negato. Alcuni partiti come Avs, che ha raggiunto le 11mila adesioni, o Azione, hanno chiuso le iscrizioni e non è più possibile fare domanda. Restano aperte le registrazioni con Pd, M5s e Radicali. Basterà compilare il modulo online con nome, cognome, data di nascita, comune di residenza, domicilio e l'indicazione della provincia in cui si chiede di votare.

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