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Come funziona il tetto massimo dinamico al prezzo del gas proposto da Italia, Belgio, Grecia e Polonia

Il presidente del Consiglio Draghi, insieme a Belgio, Grecia e Polonia, ha proposto un tetto mobile per il gas. La questione però non è stata affrontata nel dettaglio al vertice europeo informale di Praga.
A cura di Annalisa Cangemi
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Al vertice informale europeo di Praga i 27 stanno discutendo di energia, e in particolare del tetto al prezzo del gas. Anche se una decisione in questo senso verrà presa solo al Consiglio Ue del 20-21 ottobre. Non sono attese per oggi dichiarazioni finali scritte, per quelle bisognerà aspettare appunto il Consiglio europeo. Lo ha confermato anche il presidente del Consiglio Draghi in un breve punto stampa, spiegando che "le cose si stanno muovendo, la Commissione presenterà al Consiglio europeo" del 20 e 21 ottobre "una proposta in cui i tre elementi, cioè far diminuire i prezzi, avere un elemento di solidarietà nel meccanismo e un inizio di riforma del mercato dell'elettricità".

"Non abbiamo parlato tanto in dettaglio delle questioni" come il tetto dinamico al prezzo del gas. Anche perché da ora al 20 ottobre, "la presidenza ceca ha detto che convocherà tanti Consigli dell'Energia quanti sono necessari per arrivare a una proposta concreta. Quindi dobbiamo aspettarci per il 20 e 21 ottobre non più vaghe proposte, ma qualcosa di più chiaro e più concreto e in parte già proposte di regolamento", ha aggiunto.

L'Italia, insieme a Grecia, Polonia e Belgio, non è d'accordo con la soluzione prospettata dalla Commissione Ue, su un eventuale tetto parziale, cioè un limite imposto solo per il gas usato per usare energia elettrica. In alternativa Italia, Belgio, Polonia e Grecia hanno proposto un tetto dinamico, che preveda un valore massimo da applicare alla quotazione di una borsa (hub) di riferimento, come il Ttf olandese. Lo hanno esplicitato in un documento non ufficiale inviato alla Commissione europea.

Secondo il documento, il corridoio del prezzo opererebbe sui prezzi all'ingrosso e non al dettaglio, e sarebbe applicata a tutte le transazioni. Il prezzo dovrebbe essere sufficientemente alto da permettere al mercato di funzionare, agendo come disincentivo alla speculazione, ma non sopprimendo i prezzi a un livello troppo basso. Un corridoio "alto e flessibile da permettere all'Europa di attrarre le risorse necessarie, consentendo, se necessario, transazioni al di sopra del corridoio" e "sufficientemente alto da mantenere l'incentivo al risparmio energetico", si legge nel testo. Secondo il meccanismo suggerito dai quattro Stati membri dell'Ue, si fissa una quotazione centrale e si permette a questa di fluttuare, ad esempio del 5 per cento in più o in meno, in modo da porre un limite ai rialzi, senza una soglia rigida, rivedendo il valore in base a parametri di riferimento esterni, come ad esempio il prezzo del petrolio.

"C'è l'ambizione comune dei leader di fare abbassare i prezzi dell'energia, e lavorare con il Consiglio dell'Ue e con la Commissione. Il Consiglio di oggi è stato una tappa strategica per il cammino verso il prossimo Consiglio europeo. Che dovrà essere l'occasione di fare passi in avanti che sono necessari", ha dichiarato alla fine dei lavori il presidente del Consiglio europeo Charles Michel.

La presidente Ursula von der Leyen ha ricordato la lettera inviata ai leader Ue, "con una roadmap sulle nostre proposte per abbassare i prezzi dell'energia, dal negoziare corridoi con i nostri fornitori affidabili per prezzi equi, a come abbassare i prezzi del gas nel mercato generale e limitare l'influenza del gas nella formazione del prezzo dell'elettricità. Tutti questi temi sono stati discussi con la visione che la Commissione presenterà proposte più dettagliate nelle prossime settimane". 

Come è noto la Germania non è favorevole al prezzo del gas: "Ogni intervento rivolto ai prezzi" del gas "sul mercato solleva automaticamente interrogativi sulla sicurezza dell'approvvigionamento, quindi dobbiamo discutere queste cose con molta attenzione", ha detto il cancelliere tedesco Olaf Scholz. "Siamo tutti concordi che i prezzi del gas sono troppo alti e dobbiamo discutere con la Norvegia, gli Stati Uniti, il Giappone e la Corea su come abbassarli", ha aggiunto.

Contro Berlino si è scagliato ancora una volta il premier polacco Mateusz Morawiecki, spiegando che l'Unione europea ha bisogno di un piano congiunto per ridurre i prezzi dell'energia, attualmente ostacolato da un "egoismo tedesco". Il capo del governo di Varsavia ha invitato la Commissione Ue a cercare di limitare provvisoriamente i prezzi dei certificati di emissione che, a suo avviso, sono un fattore nella determinazione dei prezzi energetici elevati. Anche su questo Morawiecki ha criticato il piano della Germania di spendere fino a 200 miliardi di euro per alleviare gli effetti della crisi energetica. "In tempi difficili tutti devono convenire su un denominatore comune, non uno che si adatti a un solo Paese", ha spiegato. Il premier polacco al termine della giornata ha comunque assicurato che "ci sono sempre più voci intorno al tavolo a favore dell'imposizione di un price cap al gas il più velocemente possibile". 

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