Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, non si esprime sull’ordine di giorno approvato dal Senato con cui si chiede al governo di attivarsi per dare a Patrick Zaki la cittadinanza italiana. In conferenza stampa Draghi non si sofferma sulla risposta a una domanda che era stata considerata come ‘fuori sacco’, ovvero oltre quelle consentite. Per questo motivo la risposta di Draghi sul tema della cittadinanza a Zaki è stata lapidaria: “È un’iniziativa parlamentare, il governo non è coinvolto al momento”. L’ordine del giorno, in realtà, impegna proprio il governo a “concedere la cittadinanza a Patrick Zaki”, come spiega Erasmo Palazzotto, presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di Giulio Regeni.

Le parole di Draghi, seppur sicuramente sbrigative e non approfondite, non piacciono ad Amnesty International, come dimostra il commento di Riccardo Noury, portavoce per l’Italia, all’Ansa: “Veramente il Governo in aula al Senato si è impegnato, con tutte le riserve del caso ma si è impegnato… Già durante la discussione all'interno del Senato, in qualche modo erano state messe un po' le mani avanti, qui si mettono le mani avanti dieci volte. Se il Governo si tira indietro dopo due giorni è un brutto segnale francamente”.

Le parole di Draghi non convincono anche tanti parlamentari, come Giuseppe Brescia, del Movimento 5 Stelle: “Spero ci sarà più attenzione per le iniziative del Parlamento, apparentemente oggi derubricate alla voce ‘varie ed eventuali’”. Filippo Sensi, del Pd, commenta: “Il presidente del Consiglio ha risposto che è una iniziativa parlamentare. Che, però, chiede al governo di fare la sua parte, aggiungo io. E spero che il governo sarà conseguente alla richiesta del Senato”. Protesta anche Nicola Fratoianni, di Sinistra italiana: “Draghi su Patrick Zaki in conferenza stampa ha detto una sciocchezza, quando ha affermato che ‘il governo non è coinvolto'. Il voto del Senato sulla mozione impegna il governo su 5 punti a partire dal conferimento della cittadinanza italiana”.