Chi è Giusi Bartolozzi e cosa ha detto la capa gabinetto del ministro Nordio sul Referendum sulla Giustizia

A due settimane dal voto, nella stessa giornata in cui la presidente del Consiglio Giorgia Meloni prova a imprimere una svolta nella campagna elettorale per il Sì, con un video di ben tredici minuti sui social confezionato per il rush finale, diventa virale un video con dichiarazioni shock della capa di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio, Giusi Bartolozzi.
Mentre Meloni nel suo video dichiarava che "a differenza di quello che si dice non è una riforma contro i magistrati", le frasi di Bartolozzi dimostravano l'esatto opposto. "Votate Sì e ci togliamo di mezzo la magistratura, che sono plotoni di esecuzione. Plotoni di esecuzione", ha dichiarato, nel corso di un botta e risposta con la senatrice Ilaria Cucchi, durante una trasmissione di sabato scorso all'emittente siciliana Telecolor. Cucchi aveva domandato alla capa di gabinetto perché il governo "ha tutto questo interesse per il processo penale", quanto le maggiori criticità sono nel civile. "Il penale uccide le persone, rovina la reputazione, uccide le famiglie poi può essere che dopo 15 anni una parte si sente dire che il fatto non sussiste. Ma nel frattempo il penale tocca la vita delle persone", è stata la risposta di Bartolozzi.
Chi è Giusi Bartolozzi, la capa gabinetto di Nordio
Bartolozzi, 56 anni, originaria di Gela (Caltanissetta), è considerata una fedelissima di Nordio. Laureata in giurisprudenza, è diventata avvocato nel 1996. Nel 1999 il suo ingresso in magistratura. Dal 2002 è prima giudice al Tribunale di Gela e dal 2009 al Tribunale di Palermo. Dal 2013 è passata alla Corte d’appello di Roma.
È stata eletta con Forza Italia deputata alla Camera, dove resta dal 2018 al 2022. Nel 2020, durante la votazione alla Camera sul ddl Zan contro l'omofobia e la violenza di genere, ha votato a favore della legge, in dissenso con il resto del gruppo. Dopo una serie di scontro con il partito, nel 2021 Bartolozzi ha lasciato Forza Italia per passare al Gruppo Misto fino alla fine della scorsa legislatura. In seguito non è stata rieletta, ma nel frattempo si è avvicinata a Fratelli d'Italia e in particolare all’attuale sottosegretario alla Giustizia Delmastro. Il ministro Carlo Nordio l'ha prima scelta come vice capa di gabinetto al ministero di Giustizia e ad aprile 2024 l'ha promossa a capa di gabinetto.
Cosa ha detto Bartolozzi sul Referendum: "Se passa il No scappo da questo Paese"
Nel corso del dibattito la capa di gabinetto di Nordio ha anche dichiarato: "Quando la magistratura avrà riacquisito la sua credibilità le aziende si fideranno del nostro Paese e torneranno a investire. I giovani che vanno via perché non credono nel nostro Paese ritorneranno, perché la magistratura sarà una parte di quei tre ordini dello Stato che fanno andare bene l'Italia". Uno dei presenti le ha fatto però notare come non ci sia un legame fra la riforma della giustizia e la fuga dei cervelli: "Capisco che la magistratura sia la panacea di tutti i mali, ma che addirittura la riforma faccia rientrare i cervelli all'estero lo trovo un po' eccessivo…". Quindi la replica: "No no, assolutamente sì perché io scappo… io ho un'inchiesta in corso. Io scapperò da questo Paese" se non passa la riforma dell'ordinamento giudiziario, "Diciamo la verità, finché le cose non ci capitano sulla pelle, voi non avete idea di che cosa vuol dire, chiaro?".
Le giustificazioni di Bartolozzi dopo l'attacco alla magistratura
Finita nella bufera, Bartolozzi ha provato a correggere il tiro: "Ho partecipato a un'ora e mezza di trasmissione e fin dall'inizio ho precisato che la riforma è fatta in favore della magistratura per recuperare la credibilità, che purtroppo ormai è persa", ha spiegato. "Nel corso del dibattito tv ho più volte precisato che la gran parte dei magistrati sono eccellenti professionisti, che lavorano nel silenzio delle aule e che non cercano ribalte. Solo una piccola parte, purtroppo quella correntizzata, governa però il sistema". Parole che non sono bastate a spegnere le polemiche, con le opposizioni che ora pretendono le sue dimissioni.
Le scuse di Nordio
Ieri il ministro è intervenuto sulle polemiche scaturite dalla reazione scomposta do Bartolozzi in tv, prendendo le sue difese: "Mi dispiace per le parole usate dal mio capo di gabinetto. Anche se pronunciate nel contesto di un confronto televisivo lungo e acceso, quell'affermazione è apparsa un attacco all'intera magistratura. Come è chiaro a chiunque in buona fede, la riforma non indebolisce in alcun modo la magistratura né intende attaccare i magistrati, bensì punta a restituire loro prestigio e autorevolezza. Il mio capo di gabinetto ha già chiarito che si riferiva a una piccola parte di giudici politicizzati e sicuramente non avrà alcuna difficoltà a scusarsi per parole che sono certo non rispecchiano il suo pensiero e la stima che ha della magistratura, di cui, tra l'altro lei stessa fa parte".
Giusi Bartolozzi è indagata nel caso Almasri
Giusi Bartolozzi rischia il processo per lo scandalo Almasri, l'inchiesta sulla mancata consegna del generale libico alla Corte penale internazionale. Bartolozzi nella vicenda è stata iscritta dalla Procura di Roma sul registro degli indagati per il reato all'articolo 371 bis del codice penale, cioè false dichiarazioni al pm, in relazione alle informazioni rilasciate in un'audizione davanti al tribunale dei Ministri, ritenute mendaci.
Sul caso Almasri la maggioranza di centrodestra alla Camera punta a sollevare conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale contro la Procura di Roma che conduce le indagini, al fine di per estendere l’immunità alla capa di gabinetto. Secondo il centrodestra, come si evince da un parere approvato a maggioranza dalla Giunta per le autorizzazioni, il braccio destro di Nordio avrebbe dovuto essere inclusa nel procedimento che vedeva indagati a vario titolo i ministri Nordio e Piantedosi e, in concorso, il sottosegretario Mantovano, in modo da essere tutelata dalla stessa richiesta di autorizzazione a procedere che tutela i componenti del governo (a ottobre la Camera dei Deputati ha negato l'autorizzazione a procedere per il caso Almasri nei confronti dei ministri e del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio). Anche per questo le sue parole hanno alzato un polverone e sono apparse inopportune, visti i suoi problemi personali con la Giustizia.