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Caso Paragon

Caso Paragon, la procura conferma: “Cancellato è stato spiato, attacco il 14 dicembre 2024”

Dalle indagini condotte dalla Procura sul caso Paragon è stata confermata l’attività di spionaggio sui telefoni del direttore di Fanpage.it Cancellato e degli attivisti Caccia e Casarini: “Il periodo di presumibile compromissione dei dispositivi in uso a Casarini, Caccia e Cancellato risalirebbe alle prime ore del 14 dicembre 2024”, si legge in una relazione.
A cura di Annalisa Cangemi
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Svolta nel caso Paragon. È stata depositata la consulenza sul caso dello spionaggio tramite lo spyware militare Graphite sui telefoni di attivisti e giornalisti, affidata agli specialisti della Polizia Postale e a un collegio di professori universitari. Gli esperti hanno effettuato accertamenti tecnici irripetibili sui dispositivi telefonici usati dalle parti lese nell'indagine, tra cui ci sono il direttore di Fanpage.it Francesco Cancellato, il capo della cronaca di Napoli Ciro Pellegrino, il fondatore di Dagospia Roberto D'Agostino, i giornalisti Eva Vlaardingerbroek, e gli attivisti di Mediterranea Luca Casarini, Giuseppe Caccia e don Mattia Ferrari.

Nell'inchiesta congiunta dei pm delle procure di Roma e Napoli, che vede il coordinamento della Procura nazionale antimafia e antiterrorismo, si procede, al momento contro ignoti, per accesso abusivo a sistema informatico e quanto previsto all'articolo 617 del codice penale su reati informatici, cognizione, interruzione o impedimento illecito di comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche e installazioni abusiva di apparecchiature atte a intercettare. Accertamenti necessari a chiarire se i dispositivi siano stati tutti ‘infettati' e se si tratti dello stesso software-spia. In particolare si cerca un"impronta', un codice alfanumerico che identifichi lo spyware.

Nell'ambito dell'indagine, erano stati sentiti nei mesi scorsi come testimoni il direttore dell'Agenzia per le informazioni e la sicurezza esterna (Aise) Giovanni Caravelli e il direttore dell'Agenzia per le informazioni e la sicurezza interna (Aisi) Bruno Valensise.

Cosa è emerso della consulenza depositata ai pm sul caso Paragon

Dalla consulenza "è emerso che – tra tutti i telefoni cellulari acquisiti dai numerosi querelanti – tracce di attività riconducibili a un malware sono state riscontrate esclusivamente su tre dispositivi Android, riconducibili" agli attivisti di Mediterranea Giuseppe Caccia, Luca Casarini e il giornalista Francesco Cancellato. Si legge in una nota congiunta delle Procura di Roma e Napoli – coordinata dalla Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo – relative all'indagine Paragon su una presunta attività di spionaggio.

"In particolare, i consulenti tecnici hanno rilevato una serie di anomalie nei database WhatsApp di tutti e tre i dispositivi Android, consistenti in interazioni compatibili con quanto riportato nei report Meta con riferimento al funzionamento del software "Graphite" prodotto dalla società Paragon", si aggiunge.

In base a quanto emerge dalla consulenza sulla vicenda "il periodo di presumibile compromissione dei dispositivi in uso a Casarini, Caccia e Cancellato risalirebbe alle prime ore del 14 dicembre 2024. I consulenti hanno inoltre evidenziato che ‘l'esecuzione in serie di tre attacchi nella stessa notte suggerisce che essi possano essere stati parte di una medesima campagna di infezione'".

Le Autorità giudiziarie "hanno effettuato un accesso ai sensi dell'art. 256-bis presso l'Aisi". Dalla precedente relazione del Copasir sull'uso dello spyware Graphite da parte dei Servizi di informazione, risalente al 4 giugno 2025, relazione che è stata citata ieri anche dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Mantovano, "e da accertamenti effettuati emergeva come l'Agenzia avesse utilizzato, previa autorizzazione nelle forme di legge, il software "Graphite" per attività di esfiltrazione dati e intercettazione nei confronti di Giuseppe Caccia e Luca Casarini".

I pm spiegano che si "è reso pertanto necessario verificare, alla luce degli esiti della consulenza tecnica, se il software in uso all'Aisi fosse stato impiegato anche nei confronti di Francesco Cancellato". L'attività di esibizione e analisi dei dati del server "Graphite" in uso all'Aisi "ha riscontrato le attività poste in essere, la notte del 14 dicembre, nei confronti di Casarini e Caccia, ma non ha consentito di rilevare tracce di operazioni riferibili a Francesco Cancellato, allo stato confermando l'assenza di elementi che riconducano l'attività di indagine ad Aisi. Le indagini proseguono al fine di identificare gli autori del tentativo di accesso abusivo e di intercettazione illecita ai danni di Francesco Cancellato", conclude la nota.

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