Carta docente 2026: perché il bonus non è ancora visibile e cosa succederà a febbraio

Chi in questi giorni entra nella piattaforma cartadeldocente.istruzione.it trova un messaggio che crea più domande che risposte: "I voucher per l'anno scolastico 2025/2026 saranno disponibili a partire dal mese di gennaio 2026". Il problema è che, a gennaio inoltrato, il buono ancora non c'è. Non si tratterebbe però di un errore tecnico, ma dell'effetto di una fase di transizione che coinvolgerebbe regole, beneficiari e importo della Carta docente.
Per capire cosa sta accadendo e cosa aspettarsi nelle prossime settimane, bisogna partire da quanto avvenuto a novembre scorso.
Perché le somme residue della carta docente non sono state accreditate a tutti
Il 19 novembre 2025 il Ministero ha riaccreditato le somme residue della Carta docente relative all'anno scolastico 2024/2025. Non tutti però hanno ricevuto il buono. Sono infatti rimasti esclusi ad esempio i docenti che avevano ancora l'intero importo di 500 euro non speso, oppure coloro che non avevano mai effettuato l'accesso alla piattaforma entro il 31 agosto 2025. Un dettaglio che ha creato ovviamente non poche segnalazioni: chi non aveva "attivato" infatti la carta con almeno un accesso, di fatto, è rimasto fuori dal riaccredito automatico.
Le cause dei ritardi nell'attivazione della carta docente 2025-2026
L'assenza del nuovo buono non dipenderebbe però da un ritardo informatico, ma da un passaggio normativo obbligato. A partire da quest'anno, infatti, non esisterà più un importo fisso garantito a priori; l'ammontare della Carta e le modalità di assegnazione devono essere stabilite ogni anno da un decreto interministeriale, da emanare entro il 30 gennaio. Quel decreto deve tenere conto di un elemento nuovo: l'allargamento della platea dei beneficiari, che rende necessario prima sapere quanti docenti, in totale, hanno diritto al bonus. In altre parole, senza il numero definitivo degli aventi diritto, non è possibile stabilire né l'importo né le procedure agli accrediti.
Chi entra nella Carta docente 2025/2026
La vera novità riguarda i destinatari: accanto ai docenti di ruolo, la Carta viene estesa a una fascia molto più ampia di personale precario. Parliamo di circa 190mila persone in più, tra cui:
- docenti con contratto fino al 30 giugno;
- docenti con contratto fino al 31 agosto;
- personale educativo;
- docenti all'estero o nelle scuole militari;
- insegnanti in part-time
- docenti che hanno ottenuto il bonus senza sentenze favorevoli.
Un esempio pratico: un insegnante di scuola secondaria con supplenza annuale fino al termine delle attività didattiche, che fino all'anno scorso rimaneva escluso, ora rientra tra i beneficiari.
Importo variabile: non è detto che siano 500 euro
Con l'aumento dei beneficiari, cambia anche il meccanismo di finanziamento. I 500 euro previsti infatti, non sono più un automatismo, L'importo verrà diviso annualmente in base al numero effettivo dei docenti aventi diritto. Cosa significa? Significa che la cifra finale potrebbe essere ben diversa rispetto al passato, in aumento o, più realisticamente, in riduzione.
Come cambia l'uso della Carta docente 2025/2026
Il nuovo assetto non riguarda solo "ch" riceve la Carta, ma anche come può usarla. Dopo i controlli e le indagini sugli abusi, il Ministero ha deciso di introdurre paletti più stringenti. L'acquisto di hardware e software sarà consentito:
- alla prima erogazione della Carta;
- poi una sola volta ogni 4 anni.
Chi aveva già ricevuto la Carta prima del 2025/26 potrà comunque acquistare dispositivi informatici in questo anno scolastico, e poi dovrà attendere il successivo intervallo quadriennale. Restano escluse, in modo esplicito, le spese per elettrodomestici, che in passato sono state al centro di numerose contestazioni della Guardia di Finanza.
Quali sono le nuove spese ammissibili: arriva il trasporto pubblico
Tra le novità più rilevanti c'è l'apertura al rimborso dei servizi di trasporto di persone. Un cambiamento che punta a rendere la Carta più aderente alle esigenze concrete di molti docenti, soprattutto quelli che lavorano lontano dalla propria residenza o che si spostano quotidianamente tra comuni diversi.
Cosa aspettarsi ora
Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara lo ha precisato a Orizzonte scuola: "Solo tra fine gennaio e inizio febbraio sarà possibile avere il quadro definitivo". In quel momento si conoscerà: il numero complessivo dei docenti aventi diritto, inclusi i supplenti al 30 giugno; l'importo annuale della Carta e le modalità di assegnazione e utilizzo. Fino ad allora, la piattaforma resta attiva ma senza nuovi accrediti.