Calenda contestato alla Ca’ Foscari con il gesto della P38, lui commenta: “So’ ragazzi”. Che cosa è successo

Carlo Calenda, è stato contestato durante un incontro, avvenuto lo scorso 5 marzo, all’università Ca’ Foscari di Venezia. In un video diffuso sui social dal Collettivo Sumud, che ha rivendicato l’azione, si vede un contestatore fare il gesto della P38. Oggi su X il leader di Azione ha minimizzato la vicenda: “So’ ragazzi”.
A cura di Giulia Casula
0 CONDIVISIONI
Immagine

Il leader di Azione, Carlo Calenda, è stato contestato durante un incontro all'università Ca' Foscari, a Venezia. L'evento organizzato dall'associazione di studenti ‘Futura', è stato interrotto da alcuni attivisti del Collettivo Sumud che hanno protestato contro l'intervento del senatore. In un video su Instagram del collettivo si vede anche un contestatore fare il gesto della P38 verso Calenda, mentre un altro scandisce lo slogan: "Guerra alla guerra. Futura è guerra. Guerra a Futura".

L'episodio risale al 5 marzo scorso, quando il leader è stato invitato per "un confronto aperto su politiche giovanili, innovazione e crescita locale", scrive l'associazione Futura Venezia. Nella stessa università, a fine ottobre dell'anno scorso, c'era stata un'altra contestazione da parte del medesimo collettivo nei confronti dell'ex deputato Pd, Emanuele Fiano.

Gli attivisti di Sumud hanno esposto un striscione con la scritta "Fuori Calenda dall'Università" e interrotto la lezione. Uno dei ragazzi apparsi nel video simula con la mano il gesto della P38, un simbolo della lotta armata che evoca le pistole – le P38, appunto – usate negli anni di Piombo. "Dopo l'incontro con il senatore Carlo Calenda a Ca' Foscari – denuncia l'associazione studentesca – sui social sono comparsi insulti e minacce nei confronti dell'associazione e dei suoi soci. Questi comportamenti superano il legittimo dissenso e alimentano un clima di intimidazione inaccettabile in università. Futura ribadisce il suo impegno a garantire pluralismo e libertà di espressione e chiede alle istituzioni e ai movimenti politici di condannare pubblicamente tali intimidazioni".

Oggi su X il leader di Azione ha commentato la vicenda: "Non ne farei una questione. Erano due ragazzi (di numero) che hanno sbagliato il cartellone, non gli funzionava il megafono, blateravano cose incomprensibili e quando li ho invitati a esprimersi in lingua italiana al microfono si sono dileguati. So' ragazzi", ha scritto, sdrammatizzando.

Secondo il commissario di Fratelli d'Italia Venezia Fabio Raschillà si è trattato di "un gesto ignobile che arriva da una precisa frangia violenta, quella dei collettivi e dei centri sociali, che qui a Venezia appoggeranno il centrosinistra dei Martella e Martini. Piena solidarietà al senatore Calenda e a tutta Azione Venezia per questa che non è una contestazione ma una intimidazione", ha affermato. "Entrare in una università durante un incontro pubblico e minacciare con il gesto assassino della P38 un esponente politico non è una ragazzata. Come non è una ragazzata condividerlo e renderlo virale sui social, beandosene evidentemente con un intento propagandistico ben preciso. È il segnale di quanto queste persone, protette anche da una certa parte politica, si sentano superiori alla legge e diventino violenti non solo nelle piazze ma ora e sempre di più anche nelle accademie. Questi sono dei violenti che barbaramente istigano, coltivano e incensano il peggior brigatismo rosso che ha insanguinato il paese negli ‘anni di piombo', gli anni peggiori della nostra storia democratica e repubblicana. Da qui il mio appello alla sinistra di non nascondersi e dire se vuole tagliare tutti i legami con questa gente o preferisce far finta di niente per raggranellare qualche voto e farsi poi ricattare da questi personaggi e dai loro amici a Ca' Farsetti", ha concluso.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views