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Manovra 2026

Brunetta rinuncia all’aumento dello stipendio a 310mila euro l’anno, Meloni: “Inopportuno”

Renato Brunetta, presidente del Cnel, rinuncia all’aumento di stipendio da 250mila euro a 310mila euro l’anno, dopo le forti polemiche delle opposizioni e l’irritazione della stessa Meloni, che avrebbe definito la decisione “inopportuna”.
A cura di Annalisa Cangemi
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AGGIORNAMENTO:

Il presidente del Consiglio nazionale dell'economia e del Lavoro Renato Brunetta ha fatto sapere che provvederà "a revocare con effetto immediato la decisione assunta in Ufficio di Presidenza" di innalzare i compensi dei propri vertici a partire dal suo, elevato a 311mila euro l'anno. Non bastava una retribuzione da 250mila euro l'anno. La scelta di aumentare il suo stipendio di ben 60mila euro, praticamente un ritocco di oltre il 20%, ha fatto parecchio discutere. La notizia è arrivata fino a Palazzo Chigi, suscitando l'irritazione di Giorgia Meloni che a quanto risulta avrebbe parlato di decisione "non condivisibile" e "inopportuna".

Tutti gli aumenti per vicepresidenti e consiglieri del Cnel

A salire, grazie a un provvedimento l'11 settembre, saranno anche gli stipendi anche di vicepresidenti e consiglieri, portando la spesa complessiva per la retribuzione dei vertici dai previsti 850mila euro a quasi un milione e mezzo in dodici mesi. Non è tutto: per il prossimo anno le consulenze esterne passeranno da 320mila a 420mila euro, con incremento di 100mila euro.

L'aumento record, di cui ha dato conto il Domani, è stato agevolato anche da una sentenza della Corte Costituzionale, che la scorsa estate si era espresso sulla soglia per le remunerazioni pubbliche, giudicando incostituzionale il tetto di 240mila euro per gli stipendi dei dipendenti pubblici.

Dal Cnel si giustificano spiegando che l'adeguamento sarebbe "un allineamento ai parametri di altri organi costituzionali". Ma le opposizioni, vanno all'attacco, anche perché Brunetta è anche colui che ha stoppato l'introduzione di un salario minimo legale in Italia a 9 euro l'ora.

In realtà Brunetta questo stipendio non avrebbe nemmeno dovuto percepirlo, perché dal 2012 era vietato ricevere compensi per incarichi nella Pubblica amministrazione a chi era già in pensione. Poi all'interno del decreto Pnrr è arrivata nel marzo 2024 una norma ad hoc che ha permesso al presidente e ai componenti del Consiglio nazionale dell’Economia e del Lavoro di ricevere una retribuzione.

La replica del Cnel

"Il Cnel non ha effettuato alcun ‘adeguamento', ma si è limitato a dare doverosa applicazione alla sentenza della Corte Costituzionale n. 135 del 9 luglio 2025, che ha ripristinato a decorrere dal 1° agosto u.s. il tetto retributivo dei 311.658,53 euro", si legge in una nota del Cnel, che interviene dopo le polemiche relative ai compensi dei vertici. "Non corrisponde al vero quanto riportato il 6 novembre dal quotidiano "Il Domani" allorché in relazione al Cnel si scrive: ‘Per i vertici 1,5 milioni in più'". Secondo il CNEL si tratta, con ogni evidenza di "una serie di errori – voluti o meno non importa – che complessivamente concorrono a falsare la condotta di assoluta regolarità e legittimità cui il Cnel informa la propria attività".

Lega annuncia un'interrogazione parlamentare e un emendamento alla manovra

La Lega ha criticato la decisione del Cnel: "Gli aumenti in piena autonomia degli stipendi al Cnel, a partire dal presidente Renato Brunetta, sono da riconsiderare. Presenteremo un'interrogazione parlamentare e una norma in finanziaria che vada nella direzione inversa. Dobbiamo invece concentrarci nell'eliminazione dei contratti pirata con normative di legge che devono passare dall'iter parlamentare. Anche su questo tema, il lavoro del Cnel deve essere sopra le parti, non è un ente normativo", ha detto la deputata della Lega Tiziana Nisini.

Le opposizioni contro l'incremento di stipendio per Brunetta

Chiara Appendino (M5s), mette in relazione la notizia su Brunetta con gli attacchi del governo alla giornata di sciopero generale proclamata dalla Cgil per venerdì 12 dicembre, ritenuto da Meloni e Salvini un modo per prolungare il weekend: "Meloni deride chi scende in piazza per chiedere salari dignitosi ma tace sulla vergogna dell'aumento fino a 311.000 euro a Brunetta. Sì, proprio ‘il Brunetta' che ha affossato il salario minimo. Con questo governo, se sei un operaio ti attaccano, se sei un privilegiato ti premiano".

"Qui è quando portai a Meloni la proposta per aumentare gli stipendi a 4 milioni di lavoratori col salario minimo. Lì per lì finse interesse per la proposta e disse che avrebbe lavorato con il Cnel di Brunetta a misure per gli stipendi. Ci siamo lasciati così e poi? Niente salario minimo, ma sono aumentati gli stipendi dei vertici Cnel e di Brunetta, i rimborsi a ministri e sottosegretari. Mentre crollano i salari reali e abbiamo tasse record. Presidente Meloni: a posto così?", ha scritto su X il presidente del M5s, Giuseppe Conte, pubblicando una foto di una stretta di mano con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Anche Angelo Bonelli (Avs) se la prende con il presidente del Cnel: "Renato Brunetta, lo stesso che definiva ‘una semplificazione che fa male' il salario minimo a 9 euro l'ora, oggi si aumenta lo stipendio da 250 a 310mila euro l'anno. È l'immagine perfetta della destra al governo: chi rifiuta un salario dignitoso ai lavoratori non ha problemi a moltiplicare i propri compensi. Mentre milioni di italiani faticano ad arrivare a fine mese, il presidente del Cnel – nominato dal governo Meloni – trova il tempo e il modo di ritoccarsi lo stipendio e quello dei dirigenti. È uno schiaffo a chi lavora, una vergogna istituzionale", ha scritto il deputato di Alleanza verdi e sinistra e co-portavoce di Europa verde. "È questa la loro idea di giustizia sociale: stipendi d'oro per chi è già garantito, precarietà e povertà per chi lavora davvero. Ecco la destra al governo: no ai 9 euro l'ora e sì a 300mila euro l'anno".

"Da non credere: Renato Brunetta si è aumentato lo stipendio al Cnel di cui è presidente, da 250mila a 310mila euro all'anno. E con lui tutti i suoi dirigenti, facendo raddoppiare la spesa per le retribuzioni del Consiglio Nazionale dell’Economia e del lavoro", ha commentato su Facebook Nicola Fratoianni di Avs. "Ed è proprio lo stesso Brunetta che si è duramente opposto al salario minimo di 9 euro lordi l'ora. Sono davvero senza vergogna alcuna. Insomma, grandi aumenti per se stessi e briciole per gli altri quando si tratta di rinnovare i contratti e adeguarli al costo della vita, come si vede dal contratto di questi giorni dei lavoratori della scuola. Avida, predatoria e senza vergogna: questa è la destra al governo del Paese".

"Il Cnel ha deliberato un aumento di 1.5 milioni per i vertici e di 200.000 euro per lo staff, come riporta Il Domani. Giorgia Meloni non trova i soldi per aumentare gli stipendi al ceto medio ma li trova per aumentare il poltronificio di Brunetta, ha scritto Matteo Renzi in una nota.

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