Bonus edilizi, via libera anche agli immobili condonati: cosa cambia con la Manovra 2026

La Manovra 2026 introduce una novità rilevante nel panorama dei bonus edilizi: anche gli immobili costruiti abusivamente e successivamente sanati o condonati potranno infatti accedere agli incentivi per la riqualificazione e la rigenerazione urbana. Si tratta di un ampliamento della platea dei beneficiari, che punta a superare interpretazioni giurisprudenziali restrittive emerse negli ultimi anni.
Finora, infatti, diverse sentenze del Consiglio di Stato e della Corte Costituzionale avevano limitato l'accesso ai bonus ai soli edifici in possesso di una sanatoria edilizia "ordinaria", escludendo di fatto quelli regolarizzati attraverso i grandi condoni del passato. La nuova norma chiarisce invece che sono ammessi anche gli immobili sanati con i condoni del 1985, del 1994 e del 2003, correggendo l'orientamento che li aveva tenuti fuori dagli incentivi introdotti a partire dal decreto Sviluppo del 2011.
Quali bonus saranno accessibili
Gli edifici condonati potranno accedere alle principali agevolazioni edilizie, incluse le premialità volumetriche e gli incentivi per l'efficientamento energetico, la ristrutturazione e la messa in sicurezza antisismica. La novità si colloca in un quadro di sostanziale continuità con la disciplina attuale, poiché i bonus edilizi fondamentali vengono prorogati di un anno senza modifiche strutturali rilevanti. Restano quindi confermate le aliquote di detrazione, pari al 50% per le abitazioni principali e al 36% per le seconde case: per beneficiare dello sconto più elevato sarà necessario essere proprietari, o titolari di un altro diritto reale sull'immobile, e avere in esso la residenza principale. Le agevolazioni continuano ad applicarsi ai tre strumenti cardine del sistema — ecobonus, bonus ristrutturazioni e sismabonus — ciascuno disciplinato da requisiti e adempimenti specifici.
Il nuovo Conto Termico
Accanto alle detrazioni fiscali, dal 25 dicembre è entrato pienamente in funzione il nuovo Conto Termico 3.0. L'obiettivo è semplificare il sistema degli incentivi, trasformando parte delle agevolazioni in contributi diretti legati al risparmio energetico effettivo. Il Conto Termico incentiva interventi di dimensioni contenute, come l'installazione di pompe di calore, sistemi ibridi, impianti solari termici, generatori a biomassa ad alta efficienza e l'allaccio a reti di teleriscaldamento. Per i privati sono previsti contributi a fondo perduto che possono arrivare fino al 65% delle spese sostenute, con benefici estesi anche a imprese e pubbliche amministrazioni. La scelta tra detrazione fiscale e contributo diretto dipenderà dalla tipologia di lavori e dalla convenienza economica per il proprietario.
Le riduzioni dal 2027
La Manovra conferma però un percorso già tracciato: dal 2027 le aliquote scenderanno. Per le prime case si passerà dal 50% al 36%, mentre per le seconde case la detrazione calerà dal 36% al 30%; una riduzione che invita i contribuenti a programmare gli interventi nei prossimi due anni.
Bonus mobili e barriere architettoniche
Prorogato di un anno anche il bonus mobili: nel 2026 sarà possibile detrarre il 50% delle spese per arredi e grandi elettrodomestici, fino a un massimo di 5mila euro, a condizione che i lavori di ristrutturazione siano iniziati dal 1° gennaio dell'anno precedente all'acquisto.
Diverso il destino del bonus barriere architettonich: l'agevolazione al 75% termina il 31 dicembre 2025; dal 2026 lo sconto scenderà al 50%, riducendo l'intensità del sostegno per gli interventi di accessibilità.
Addio definitivo al superbonus
Infine, si chiude definitivamente la stagione del superbonus: la maxi agevolazione, introdotta nel 2020, infatti, cesserà del tutto alla fine del 2025; dal 2026 anche gli ultimi interventi residui rientreranno nelle aliquote ordinarie previste per ristrutturazioni ed efficientamento energetico, senza insomma ulteriori proroghe.