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Manovra 2024

Bonus 800 euro per partite Iva, chi può chiedere l’indennità prevista dalla manovra

Il governo ha inserito in maniera strutturale in manovra l’aiuto per le partite Iva e i professionisti che vedono crollare i propri guadagni: si chiamerà indennità di discontinuità reddituale e varrà fino a 800 euro al mese a seconda del reddito.
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A cura di Tommaso Coluzzi
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Manovra 2024

Dal primo gennaio 2024, anche piccole partite Iva e professionisti avranno una sorta di paracadute in caso di difficoltà economiche nel proprio lavoro. Il governo Meloni ha deciso di rendere strutturale l'Iscro, l'indennità di discontinuità reddituale, che era stata sperimentata per la prima volta durante la pandemia di Covid, all'epoca dei famosi ristori. L'aiuto dovrebbe rappresentare l'equivalente della cassa integrazione dei lavoratori dipendenti, ma in una iniziale forma ridotta. Varrà fino a 800 euro al mese, per una durata massima di sei mesi, ma varierà molto a seconda del reddito dichiarato negli anni precedenti.

La misura è disciplinata dall'articolo 31 della legge di Bilancio, che al comma tre riporta quali siano le caratteristiche necessarie per accedere all'aiuto:

a) non essere titolari di trattamento pensionistico diretto e non essere assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie;

b) non essere beneficiari di Assegno di inclusione di cui al decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 luglio 2023, n. 85;

c) aver prodotto un reddito di lavoro autonomo, nell'anno precedente alla presentazione della domanda, inferiore al 70 per cento della media dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nei due anni precedenti all'anno precedente alla presentazione della domanda;

d) aver dichiarato, nell'anno precedente alla presentazione della domanda, un reddito non superiore a 12.000 euro, annualmente rivalutato sulla base della variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati rispetto all'anno precedente la presentazione della domanda;

e) essere in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria;

f) essere titolari di partita IVA attiva da almeno tre anni, alla data di presentazione della domanda, per l’attività che ha dato titolo all'iscrizione alla gestione previdenziale in corso.

I requisiti più importanti sono il tetto al reddito, salito a 12mila euro, e il calo dello stesso nell'anno precedente rispetto ai due ancora prima.

Entro ogni anno, il lavoratore deve presentare la domanda all'Inps entro il 31 ottobre, che passa la richiesta all'Agenzia delle Entrate, deputata a verificare che sia tutto in regola. Dopodiché, ai commi sei e sette, viene spiegato qual è l'importo e la durata:

6. L’indennità, pari al 25 per cento, su base semestrale, della media dei redditi da lavoro autonomo dichiarati dal soggetto nei due anni precedenti all'anno precedente alla presentazione della domanda, spetta a decorrere dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda ed è erogata per sei mensilità e non comporta accredito di contribuzione figurativa.

7. L'importo di cui al comma 6 non può in ogni caso superare il limite di 800 euro mensili e non può essere inferiore a 250 euro mensili.

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