Blocco navale per imbarcazioni con migranti a bordo e norme sui Cpr: bollinato il testo del ddl Immigrazione

È stato bollinato dalla Ragioneria generale dello Stato il disegno di legge in materia di immigrazione che include la delega per l'attuazione del Patto Ue su migrazione e asilo, varato dal Consiglio dei ministri l'11 febbraio. Il provvedimento secondo quanto si apprende dovrebbe cominciare il suo iter dal Senato, per poi essere convertito in legge dopo l'esame del Parlamento.
Il ddl introduce anche il blocco navale, provvedimento che è stato rivendicato anche dalla presidente del Consiglio Meloni durante l'informativa di ieri in Aula, e che prevede l’interdizione temporanea, fino a sei mesi, dell’attraversamento del limite delle acque territoriali per le imbarcazioni che hanno migranti a bordo. La misura presenta diverse criticità, sotto il profilo della compatibilità con il diritto internazionale, come messo in evidenza da diversi esperti.
"Grazie all'Italia è cambiato l'approccio dell'intera Europa al governo dei flussi migratori: oggi abbiamo una lista europea di Paesi sicuri di origine e una nuova definizione di Paese terzo sicuro, che consentiranno di applicare procedure di frontiera accelerate; abbiamo una copertura giuridica ancora più chiara a sostegno delle cosiddette soluzioni innovative, a partire da quegli hub per i rimpatri in Paesi extra-Ue sul modello del protocollo Italia-Albania; e un nuovo regolamento europeo sui rimpatri sta per essere finalizzato proprio per renderli sempre più effettivi", ha detto la premier durante il suo discorso.
Per la presidente del Consiglio, "ora è necessario consolidare questo approccio, e renderlo stabile e strutturale. Anche per questo – ha detto – nell'ultimo disegno di legge sulla sicurezza, abbiamo previsto la possibilità di attivare, in caso di conclamata necessità, un blocco navale temporaneo al largo delle nostre coste. Un'altra proposta che portiamo avanti da tempo, che era nei nostri programmi e che abbiamo costruito con pazienza".
Saltano le limitazioni per i parlamentari che accedono ai Cpr
Il dl in questione interviene sul testo unico sull'immigrazione prevedendo, fra l'altro, che gli stranieri trattenuti nei Cpr possano usare telefoni senza fotocamera, oltre agli apparecchi fissi.
Rispetto alle bozze, sull'accesso ai Cpr senza autorizzazione per membri del governo e del Parlamento non è più presente nel testo la precisazione, che era stata contestata apertamente dall'opposizione, "limitatamente alla facoltà di colloquio con gli stranieri presenti nei centri che ne fanno richiesta".
Con il ddl viene introdotto il cosiddetto ‘blocco navale’ per affrontare situazioni di afflusso massiccio e strumentalizzato di migranti ("interdizione temporanea dell’attraversamento del limite delle acque territoriali della frontiera marittima per minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale"). All’ultimo articolo del provvedimento, quello relativo alle ‘disposizioni finanziarie’, si legge che per l’attuazione del criterio di delega sono previsti oneri per circa 40 milioni di euro: 657.211 euro per il 2026 e 19,6 milioni per ciascuno dei prossimi due anni, oltre la metà dal Fondo per le esigenze indifferibili. Se poi i decreti legislativi avranno costi ulteriori o non coperti dal Fondo europeo asilo migrazione e integrazione, servirà prima stanziare le risorse necessarie.
Cosa dice la norma sul blocco navale
Nel testo del provvedimento rimane l'articolo dedicato alla "interdizione temporanea dell’attraversamento del limite delle acque territoriali della frontiera marittima per minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale", che può essere disposta dal Consiglio dei ministri su proposta del ministro dell'Interno. Il cosiddetto ‘blocco navale' per le navi che trasportano migranti.
Restano immutati, rispetto alla bozza circolata a ridosso dell'approvazione del provvedimeto in Cdm, l'11 febbraio scorso, i motivi di "minaccia grave", i contenuti della delibera e la sanzione amministrativa pecuniaria in caso di violazione dell'interdizione (da 10 a 50mila euro, fino alla confisca del bene in caso di violazione reiterata).
Il blocco scatta appunto dinanzi a minaccia grave, ovvero "il rischio concreto di atti di terrorismo o di infiltrazione di terroristi sul territorio nazionale; la pressione migratoria eccezionale tale da compromettere la gestione sicura dei confini; le emergenze sanitarie di rilevanza internazionale; gli eventi internazionali di alto livello che richiedano l'adozione di misure straordinarie di sicurezza".
L'interdizione, con carattere eccezionale e temporaneo, può durare fino a trenta giorni, prorogabile di ulteriori trenta, fino a un massimo di sei mesi.
Rispetto alla bozza precedentemente circolata, però, si accorciano i tempi a disposizione del prefetto per l'emanazione dell'ordinanza-ingiunzione. "L’organo accertatore contesta la violazione mediante notificazione al destinatario e, senza ritardo e comunque entro 5 giorni, trasmette gli atti al prefetto competente in relazione al luogo di accertamento della violazione, per la decisione sulla sanzione amministrativa e sull’eventuale confisca. Il prefetto, nei 30 giorni successivi, emana l’ordinanza-ingiunzione di pagamento e, ove ne ricorrano i presupposti, dispone la confisca dell’imbarcazione", si legge.
Nella bozza precedente, invece, il prefetto aveva 90 giorni di tempo per l'emissione dell'ordinanza e 120 per la confisca. Si prevedeva anche che "nelle more dell’adozione dell’ordinanza del prefetto, all’imbarcazione fosse interdetta la navigazione". Previsione scomparsa dal testo bollinato.