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Famiglia che vive nel bosco

Bambini tolti ai genitori nel bosco di Chieti, interviene Meloni. Il ministro Nordio: “Faremo verifiche”

Il caso dei tre bambini allontanati dalla casa nel bosco, a Palmoli (Chieti), in cui vivevano con i propri genitori diventa politico. A quanto si apprende Giorgia Meloni e il ministro della Giustizia Carlo Nordio hanno discusso della vicenda. La premier è “allarmata”, vorrebbe incontrare il padre e starebbe valutando l’invio di ispettori.
A cura di Giulia Casula
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Il caso dei tre bambini allontanati dalla casa nel bosco, a Palmoli (Chieti), in cui vivevano con i propri genitori diventa politico. A quanto si apprende, durante un incontro, il ministro della Giustizia Carlo Nordio e la premier Giorgia Meloni hanno discusso della vicenda e starebbero valutando di prendere provvedimenti.

"Strappare un bambino dalla famiglia è un atto estremamente doloroso, quindi bisognerà approfondire. Bisogna fare accertamenti profondi, in questo momento è prematuro fare qualsiasi considerazione procedurale", ha commentato il Guardasigilli. "Siamo bombardati da decenni da profeti che dicono che bisogna smetterla con consumismo, con la tecnologia, e bisogna tornare allo stato di natura. Qualcuno probabilmente lo fa e bisogna vedere se questo comprometta l'educazione dei bambini. Penso che i genitori siano i primi e essere consapevoli dei loro doveri", ha aggiunto.

Dopo la sospensione della potestà genitoriale alla coppia anglo-australiana che con tre figli minori vive in un bosco in Abruzzo la premier è allarmata, vorrebbe incontrare il padre dei bambini e starebbe pensando, assieme a Nordio, all'invio di ispettori del ministero della Giustizia. 

Ieri anche il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini è intervenuto sulla questione, definendo "vergognosa" la scelta del tribunale  dei minori dell'Aquila di allontanare i minori dalla famiglia. Come vi abbiamo raccontato, la storia della famiglia anglo-sassone oggi sulle prime pagine dei notiziari è cominciata lo scorso anno, con il ricovero dei bambini per un'intossicazione da funghi e un controllo dei carabinieri nella casa nel bosco.

L'esito delle verifiche sulle condizioni della famiglia hanno portato la magistratura a sospendere le potestà genitoriali, stabilire il trasferimento dei figli in una struttura protetta e nominare un tutore provvisorio. I bambini, tra i sei e gli otto anni, sono stati allontanati ieri e alla madre è stato permesso di accompagnarli fino al luogo protetto, dove hanno passato la notte.

Salvini: "Tre bambini sequestrati in modo indegno"

Il provvedimento giudiziario non è piaciuto al leader della Lega che si è detto pronto a recarsi personalmente a Palmoli. "Un sequestro di tre bambini portati via da una mamma e da un papà in maniera indegna, preoccupante, pericolosa e vergognosa. Sono impegnato ad andare fino in fondo e se serve anche a parlare con il giudice del tribunale dei minori", ha dichiarato oggi. "Andrò in Abruzzo la settimana prossima. Giudice e assistenti sociali d'Abruzzo non rompano le scatole.  Anche questa storia dimostra che una profonda, sana e giusta riforma della giustizia che non funziona sarà fondamentale", ha aggiunto.

Ora anche Palazzo Chigi vorrebbe muoversi, inviando degli ispettori. "Bene che l'appello della Lega e di migliaia di cittadini venga ascoltato. Adesso si vada fino in fondo per riportare quei bambini tra le braccia di mamma e papà", è tornato a commentare Salvini. "Sono pronto ad andare in Abruzzo già nei prossimi giorni".

Lega Abruzzo: "Raccolta firme per la famiglia nel bosco"

La Lega Abruzzo si è mobilitata con una raccolta firme affinché i tre bambini possano tornare a vivere con i propri genitori. "Nei prossimi giorni – ha annunciato il coordinatore regionale Vincenzo D'Incecco – saremo nelle principali piazze abruzzesi con i gazebo perché il provvedimento del Tribunale dei Minorenni va rivisto. Quella famiglia non va smembrata, ma tutelata. I bambini hanno il diritto di stare con la mamma e il papà, che hanno sempre garantito loro amore, cura e anche istruzione. Vogliamo che torni a prevalere il buon senso. Siamo al fianco dei genitori di Palmoli e dei loro figli – ha concluso – per difendere un principio fondamentale: la libertà di ogni genitore di educare i propri bambini con amore e responsabilità".

Dall'altra parte, l'Anm si difende da "ogni tentativo di strumentalizzazione di casi che, per la loro particolarità, suscitano l'attenzione dei cittadini e dei media, ricordando che la delicatissima materia nell'ambito della quale operano i colleghi in servizio presso le Procure e i Tribunali per i Minori merita rispetto e attenzione".

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