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Autovelox, online l’elenco di quelli validi: cosa succede se si viene multati con un dispositivo non censito

Dal 28 novembre è disponibile online l’elenco ufficiale di tutti gli autovelox autorizzati in Italia, pubblicato dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Si tratta del risultato del censimento nazionale, avviato da Salvini, e realizzato grazie ai dati inviati da Comuni, Province, Regioni e altri enti responsabili della polizia stradale.
A cura di Annalisa Cangemi
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È da ieri online l'elenco ufficiale degli autovelox validi in Italia, una volta ultimato terminato il censimento nazionale dei dispositivi, che era stato promesso da Salvini.

Venerdì 28 novembre sono scaduti  i termini fissati per l’invio dei dati da parte degli enti locali e delle forze dell'ordine. Tramite la piattaforma telematica predisposta dal MIT bisognava indicare per ogni dispositivo: marca, modello, versione, matricola ove presente, estremi del decreto MIT di approvazione o omologazione, collocazione chilometrica e direzione di marcia. I Comuni che non hanno comunicato i dati sulla piattaforma ministeriale hanno dovuto spegnere gli apparecchi da ieri: le multe comminate attraverso apparecchi non registrati possono essere annullate. Tutti i dati trasmessi sono stati pubblicati nella lista degli autovelox, e sono consultabili sul sito del Ministero.

La questione nasce da lontano, da un pronunciamento della Cassazione nell'aprile 2024: la Corte allora ha stabilito che non sono valide le multe per eccesso di velocità, se l'apparecchio di rilevazione non è "omologato", ma solo "approvato": in teoria avrebbero dovuto essere considerati validi tutti gli apparecchi dall'agosto del 2017 in poi. Secondo il Codacons, oggi quasi il 60% degli autovelox fissi e oltre il 67% di quelli mobili, oltre a non essere omologato, è stato approvato prima del 2017. Tutto questo ha causato una mole enorme di ricorsi da parte degli automobilisti multati.

Quali sono i dati disponibili per ogni autovelox

Ogni amministrazione per legge ha dovuto registrare su una piattaforma telematica dedicata tutte le informazioni tecniche e amministrative relative ai propri dispositivi. Sono state riportate le seguenti informazioni:

  • marca, modello e versione del dispositivo;
  • numero di matricola (se presente);
  • estremi del decreto di approvazione o omologazione MIT;
  • collocazione chilometrica, quando prevista;
  • direzione di marcia controllata;
  • ente titolare del dispositivo (Comune, Provincia, Regione, ecc.).

Il Ministero ha inoltre fatto sapere che l’elenco sarà aggiornato in modo continuo, per cui sarà possibile conoscere:

  • nuovi dispositivi installati;
  • spostamenti;
  • rimozioni;
  • correzioni o rettifiche inviate dagli enti locali.

Nelle intenzioni del dicastero questa lista permetterà di avere maggiore trasparenza nella gestione degli strumenti di rilevazione della velocità, più certezze giuridiche per gli automobilisti, che avranno la possibilità di contestare o chiedere l’annullamento di una multa nel caso in cui il dispositivo non risulti correttamente registrato o autorizzato.

Come fare per sapere quali sono gli autovelox attivi nel proprio Comune

Per sapere quali sono gli autovelox sono attivi nella propria città o in un determinato tratto di strada, basta accedere al file PDF ufficiale pubblicato online dal MIT, che contiene la lista dei dispositivi autorizzati. Nella tabella del documento vengono indicati:

  • il codice catastale dei Comuni;
  • la denominazione dell’ente o del comando di polizia locale.

La posizione esatta dei dispositivi non si trova nell'elenco nel PDF, ma la colonna relativa alle denominazioni permette comunque di associare ogni autovelox al Comune o all’area di competenza del comando di polizia stradale.

Quanti sono gli autovelox censiti in Italia

Secondo i dati raccolti dall'Asaps-Associazione sostenitori e amici della Polizia stradale e l'Associazione Lorenzo Guarnieri-Alg, che hanno elaborato i primi dati dopo la pubblicazione del data base degli autovelox sul sito del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in Italia sono presenti 3.625 apparati di controllo della velocità, di tipo fisso, mobile e in movimento. Quelli fissi sono tutti autorizzati dai Prefetti delle singole province. "Vengono così smentiti i dati forniti negli ultimi mesi, e poi ripresi da molti organi di stampa, che parlavano prima di 11.000 e poi di 13.000 autovelox, facendo credere che l'Italia fosse al primo posto al mondo per i controlli di velocità", si legge in una nota.

Da oggi domenica 30 novembre, sottolineano, "chiunque utilizzi apparati non censiti, produrrà verbali illegittimi". Secondo questi dati, riportati da Asaps e Alg, gli apparati gestiti da Polizie Locali, Provinciali e Città Metropolitane sono 3.038, quelli sotto il controllo della Polizia Stradale sono 586 "compresi i tutor in ambito autostradale, che hanno drasticamente fatto calare il numero di sinistri, morti e feriti sulle strade in cui la velocità è più elevata", mentre l'Arma Carabinieri ha censito un solo apparato a Segonzano, in Trentino.

"Dovevamo essere i campioni del mondo del numero di autovelox, secondo varie testate – commentano Giordano Biserni (Asaps) e Stefano Guarnieri (Alg) – e invece siamo probabilmente come la nostra nazionale di calcio, a rischio di qualificazione alla fase finale. Sicuramente ne abbiamo meno di Francia e Inghilterra, e in comparazione con il numero di abitanti e auto circolanti anche di Svizzera e Austria. Rimane anche da vedere dove sono tutti quegli autovelox truffa che apparivano negli articoli dei giornali e anche in una slide del Ministero dei trasporti. Tutti gli apparati fissi hanno autorizzazione da parte delle Prefetture. C'è da domandarsi, provocatoriamente, se al Ministero dell'Interno non siano perplessi per essere eventualmente ‘accusati' di concorso in truffa. I dati reali dell"arsenale' dei misuratori di velocità offrono una visione molto diversa da quella comunemente veicolata purtroppo anche sui media".

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